VACCINO

16-10-2021

MORTI DA VACCINO? PANICO IN TV

Il professor Aberto Contri, docente di comunicazione sociale, cita in diretta tv su la 7, i dati di farmaco vigilanza europei, eudravigilance e statunitensi Vaers Cdc. “Ha fatto più morti questo vaccino che tutti gli altri vaccini negli ultimi 21 anni” cogliendo cosi di sorpresa lo studio. “Magistrale” e a dir poco penosa è la spiegazione di Pier Paolo Sileri sottosegretario di Stato al Ministero della salute nel governo Draghi, che si rende ridicolo con la sua spiegazione secondo cui i morti da vaccino sarebbero solo quelli che dopo l’iniezione del siero magico hanno preso il covid…Da inserire nella pagina satirica di questo sito se non fosse che chi parla è un rappresentante del governo.




17-10-2021

Ascoltate bene questo video per chi ancora non sapesse cosa sta facendo, firmando il modulo di consenso per il vaccino




06-10-2021

Purtroppo le peggiori aspettative che riguardano gli effetti dei vaccini stanno gia’ iniziando a manifestarsi. Questo video ne e’ la conferma

Dr. Fatih Erbakam, i bambini nascono con la coda, con 3 braccia e 4 gambe.

Il Dr. Fatih Erbakam, leader del partito del Welfare, Turchia, denuncia la nascita di bambini con coda, 3 braccia, 4 gambe, dopo la vaccinazione di genitori, contro il covid.
Video tradotto al italiano da questo canale “Natus est IT”

Clicca qui sotto per vedere il video (versione per cellulare, il video potrebbe non essere riprodotto con altri dispositivi. ad esempio pc, tablet, ecc. . Ci scusiamo in anticipo per eventuali problemi di compatibilità non dipendenti dalla nostra volontà ma dalla fonte che ha fornito il link così com’è).

https://odysee.com/@NatusestIT:a/Fatih-Erbakan-IT:d?r=CXKNxiRAj6TumYPtFDe9nMP4NbCt6zuc




06-10-2021

 Come tuttocovid.com aveva previsto e prevede per il futuro, i dati dei decessi e terapie intensive sono maggiori tra i vaccinati che tra i non vaccinati nel mese di settembre. Nell’articolo che pubblichiamo si giustifica questo con il fatto che la percentuale di popolazione vaccinata e’ superiore a quella dei non vaccinati. Peccato che si e’ lasciato credere, agli ingenui succubi della televisione main stream, che i vaccini fossero efficaci al 95%, e comunque NESSUNO sarebbe finito in terapia intensiva o deceduto. La realta’ invece e’ che l’efficacia dei vaccini si dimostra, sul campo, ben inferiore a quanto annunciato. Era stato detto, dagli emeriti “scienziati” di regime, che i vaccini avrebbero protetto anche contro le mutazioni del virus, in quanto gli anticorpi riguardavano la proteina spike e non il virus. Gli scienziati “non di regime”, “non pagati” e “non venduti” ci spiegano invece che le mutazioni del virus riguardano proprio la proteina spike e quindi i vaccini attualmente disponibili sono “scarsamente” efficaci, tanto da rendere inutile la somministrazione di una terza dose, che aumenterebbe gli anticorpi solo contro un virus che ormai non esiste piu’. Tutto questo era stato anticipato da virologi esperti gia’ un anno e mezzo fa, quando si parlava di “uscire dal covid solo col vaccino”, segnalando l’importanza di affidarsi anzi alla ricerca di “cure” del covid, e non a vaccini che avrebbero fallito il loro obiettivo.

Ultraottantenni: più ricoverati e morti di Covid fra i vaccinati completi che fra i non vaccinati

L’aveva previsto Il Tempo un paio di settimane fa: andando avanti con il piano vaccinazioni, ci sarà il sorpasso in contagiospedalizzazioniterapie intensive e purtroppo anche decessi fra vaccinati con doppia dose e non vaccinati. E’ accaduto per la fascia di età degli ultraottantenni per la prima volta con i dati mensili del bollettino di sorveglianza dell’Istituto superiore di Sanità pubblicato sabato 25 settembre.

Sopra gli 80 anni i contagi fra vaccinati a ciclo completo sono il 72,8% del totale, quelli fra i non vaccinati il 25%. Le ospedalizzazioni sono state 1.207 (61,3%) nei vaccinati completi contro le 714 (36,2%) dei non vaccinati. I ricoveri in terapia intensiva sono stati 57 (55,3%) di vaccinati completi e 44 (42,7%) di non vaccinati. E per la prima volta la prevalenza si è censita anche nei decessi364 (50,6%) fra i vaccinati completi e 338 (47%) fra i non vaccinati.

Ora sta iniziando ad accadere la stessa cosa nella fascia di età 60-79 anni. Già qui i contagi sono in superiori fra i vaccinati (55,8%) che fra i non vaccinati (39,6%). Sono dati che inevitabilmente fanno rumore nelle fila di chi non si fida del vaccino, ma sono semplicemente la conseguenza matematica (lo chiamano il “paradosso”) di alte percentuali di vaccinazioni.

Sopra gli 80 anni si sono vaccinati 4.177.484 italiani (91,6% del totale), e senza vaccino sono restati in tutto in 283.500 italiani. Siccome le due dosi hanno una copertura contro la  variante Delta di circa il 90% (meno per il semplice contagio), è chiaro che il 10% che risulta non coperto pur avendo avuto i vaccini è come se non avesse mai visto una siringa, quindi ha le stesse possibilità di contagio, ospedalizzazioni, terapia intensiva ed evento letale dei non vaccinati.

Il 10% degli ultraottantenni vaccinati è  fatto quindi di 417.748 persone, il 50% di più del numero dei non vaccinati. Quindi è normale che più persone finiscano nei guai anche seri per il Covid in questo gruppo di vaccinati senza protezione che nel gruppo più esiguo di non vaccinati. Ma è difficile da fare capire, anche perché finora la sola soluzione escogitata dal governo è stata negare questa possibilità. Che invece si è puntualmente verificata come avevamo previsto.




20-09-2021

“Terza dose inutile”, “Il virus non esiste più”. Panico a La7

giorlandino

Clamoroso a La7. Stamattina, durante la trasmissione “L’aria che tira” condotta da Myrta Merlino, per circa cinque minuti è calato il gelo in studio. E non poteva essere altrimenti.

Tutto è cominciato quando a prendere la parola è stato Claudio Giorlandino, direttore sanitario di Alta Medica, uno specialista con tanta esperienza nella lotta al virus, come ci ha tenuto a sottolineare la stessa conduttrice in fase di presentazione dell’ospite. 

Ma sentiamo cosa ha detto l’esperto di così sconvolgente a proposito della terza dose, del virus in senso lato e dell’esperimento israeliano attualmente in essere.

Siamo sicuri di aver sentito bene? Proviamo a ripercorrere i passaggi principali dell’intervento del medico.

“Noi siamo completamente pro vax – premette Giorlandino – ma io sposo completamente quello che ha detto il Ministero della salute israeliano […] che vaccinare, non serve più tanto. Hanno iniziato la terza dose perché non sapevano che fare ma non perché credono che il vaccino possa fare qualcosa”.

Quindi, concetto numero 1: secondo l’esperto, vaccinare non serve più.

Poi, incalzato dalla conduttrice, aggiunge: “La terza dose ci aumenta la quantità di anticorpi – e questo è innegabile – contro un virus che però in pratica non c’è più.

Concetto numero 2: il virus, per lo meno nella sua prima forma, non esiste più.




02-10-2021

Anche se i conflitti di interesse tra il cts e big pharma sono chiaramente desumibili dai loro comportamenti e dichiarazioni, puo’ essere utile dare un’occhiata a questa indagine sugli aspetti finanziari fatta dal quotidiano La Verita’.

Villani, fautore dell’iniezione ai bimbi, ha fatto incassare mezzo milione alla Società di pediatria per i congressi. Ha ricevuto soldi da Gsk, Merck, Sanofi e Pfizer, che ha finanziato pure Roberto Bernabei e Massimo Antonelli. Ma tutti e tre negarono conflitti d’interessi.

Ex esperti Cts pagati da Big pharma – Il primo comitato tecnico scientifico istituito nel febbraio 2020 «conteneva una manica di persone incompetenti e di persone che non erano assolutamente indipendenti, questo è stato il problema dell’Italia», accusava pochi giorni fa Andrea Crisanti, ospite di Agorà su Rai 3. Il microbiologo si riferiva a «due persone che hanno detto che il virus è morto», squalificando in questo modo il già poco credibile Cts. In realtà c’è altro di cui preoccuparsi, circa la scelta che venne fatta dall’allora capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, per fronteggiare l’emergenza Covid secondo le modalità volute dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Tre esperti chiamati a farne parte dichiararono di non avere conflitti di interesse ma dai report Efpia, l’European federation of pharmaceutical industries and associations, la Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche, salta fuori che ricevettero soldi da Big pharma per consulenze o sponsorizzazioni di attività che gestivano.

Stiamo parlando di Alberto Villani, responsabile dell’unità operativa complessa di pediatria generale e malattie infeittve dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, presidente fino allo scorso maggio della Società italiana di pediatria (Sip); di Roberto Bernabei, direttore dipartimento di scienze dell’invecchiamento, neurologiche, ortopediche del Policlinico Gemelli di Roma; di Massimo Antonelli, direttore del dipartimento emergenze, anestesiologia e rianimazione sempre del Gemelli.

Ex esperti Cts pagati da Big pharma: Quando entrarono nel Cts, sottoscrissero di non avere in corso interessi diretti o indirttei nell’industria farmaceutica. Neppure dei tre anni precedenti al 2020 o da più tempo.

Tutte dichiarazioni facilmente consultabili sul sito della Protezione civile, però con data settembre o novembre 2020 accanto alle firme. Non dovevano essere presentate al momento stesso della nomina? Andiamo ai fatti. Nei report Efpia vengono indicati il nome dei medici e delle organizzazioni sanitarie con i quali l’azienda ha intrattenuto rapporti di valore.

Ex esperti Cts pagati da Big pharma: Villani nel 2015-2020 ha ricevuto 508.800€– 

Sono proprio elenchi, dei pagamenti effettuati dalla società farmaceutica a favore del singolo operatore sanitario per le attività svolte, ovvero ricerche cliniche, servizi professionali, consulenze, formazione. Comprendono i corrispettivi più le spese per trasporti e pernottamento. I report includono anche i trasferimenti di valore intesi come donazioni, sponsorizzazioni dell’organizzazione di convegni, congressi e seminari.

La rendicontazione, individuale nominativa, viene fatta per ogni Stato europeo in cui si è svolta l’attività professionale. La Verità ha controllato le pubblicazioni dal 2015 al 2020 di quattro aziende: la statunitense Pfizer, leader del mercato mondiale, la prima ad avere avuto l’autorizzazione del vaccino anti Covid sviluppato assieme a Biontech; Sanofi, gruppo farmaceutico francese; GlaxoSmithKline (Gsk), gruppo britannico che in Italia produce numerosi farmaci e 21 vaccini (con Sanofi ne ha sviluppato uno anche contro il Covid-19 e attualmente anche in fase 3); Msd, la consociata italiana della multinazionale farmaceutica Merck & Co che «da oltre cento anni ha un ruolo fondamentale nella scoperta di molti dei vaccini utilizzati oggi in tutto il mondo» per bambini e adulti.

Centinaia di pagine forniscono per ogni anno il quadro delle spese sostenute nel nostro Paese dalla singola azienda, non per attività di ricerca e sviluppo ma per compensi a medici, o come supporto finanziario a iniziative varie.

Il professor Villani dal 2015 ha preso 11.578 euro tra consulenze e rimborsi spese da Gsk, Msd, Pfizer e Sanofi. Non sono grandi cifre, ma il conflitto di interessi scatta anche per 2 euro. Il professor Bernabei, figlio di Ettore ex direttore generale della Rai, ne ha presi 13.730 da Msd e da Sanofi. Il professor Antonelli, tra il 2017 e il 2018 ha ricevuto da Pfizer 6.427 europer consulenze e viaggi. Dichiarò di essere stato sperimentatore per il colosso farmaceutico dal 2019 al 2010, ma dei rapporti intercorsi in precedenza non fece cenno.

Quindi nelle riunioni degli esperti che dovevano dare pareri sulla gestione dell’emergenza Covid, oltre che sulla campagna vaccinale, c’era chi aveva un rapporto diretto, economico, con le aziende farmaceutiche. Ma c’è dell’altro. Villani, che è stato presidente della Sip fino a pochi mesi fa ed è un sostenitore del vaccino anti Covid anche per i più piccoli, nel periodo 2015-2020 ha ricevuto almeno 508.800 euro di sponsorizzazioni. Da Gsk e con causale «gestione dell’evento», con ogni probabilità il congresso nazionale che organizza ogni anno, la Società di pediatria ricevette 283.964euro.

Per l’esattezza furono 27.450 euro nel 2015, nel 2016 il contributo divenne di 26.840 euro che passò a 55.729 euro l’anno seguente per salire ulteriormente nel 2018, quando la multinazionale diede 78.175 euro per l’evento «culturale e scientifico» che si svolse a Roma dal 12 al 16 giugno, celebrando con l’occasione i 120 anni di storia della «casa comune di tutti i pediatri italiani». Quelli che penserebbero che «i bambini continuano ad essere serbatoio del virus», come dichiara anche la nuova presidente Sip, Annamaria Staiano.

Ex esperti Cts pagati da Big pharma: Nel 2019, per il 75° congresso che si svolse a Bologna, da Gsk arrivarono ben 95.770 euro. Lo scorso anno solo 12.200 euro perché con l’emergenza Covid l’attività congressuale era azzerata.

Pfizer contribuì nel 2016 con 1.500 euro, l’anno seguente con 31.000 euro e nel 2018 con 42.350 euro. La sponsorizzazione di Sanofi fu di 27.084 nel 2016, di 1.525 euro nel 2017 per diventare 42.016 euro nel 2018. Nel 2020 l’azienda, che in Italia ha uffici e quattro stabilimenti produttivi, ha effettuato due pagamenti alla Sip sotto la voce eventi per complessivi 79.361 euro.

Msd non ha dato contributi all’attività congressuale della Sip, ma ha sponsorizzato Italia longeva, associazione nazionale per l’invecchiamento e la longevità attiva presieduta da Bernabei: nel 2018 con 110.000 euro, nel 2019 per 8.000 euro. Pfizer nel 2018 diede 35.000 euro a Italia longeva scrive La Verità




29-09-2021

Il direttore sanitario di Altamedica afferma che le mutazioni del vieus riguardano la proteina spike. Questo rende gli attuali vaccini “vecchi” ed inefficaci, tanto che sembra assurdo fare una terza dose con gli stessi vaccini. Ogni tanto una voce diversa dal solito sul main stream.

L’Aria Che Tira, “la terza dose di vaccino non serve”. Claudio Giorlandino sconvolge Myrta Merlino, in studio esplode il caos

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Putiferio e choc a “L’Aria che Tira” per le dichiarazioni di Claudio Giorlandino, direttore sanitario di Altamedica: “La terza dose del vaccino non serve perché era tarato su un virus che non c’è più”. Alessandro Cecchi Paone replica: “Ma che sta a dire?!”, mentre l’ex Ministro Beatrice Lorenzin scatta: “Cara lo dice a sua sorella”.

Nel corso della trasmissione di LA7, mercoledì 29 settembre, la conduttrice Myrta Merlino ha dato voce al professor Giorlandino sull’importanza del vaccino contro il Covid-19, ma le affermazioni del medico l’hanno spiazzata. “Noi abbiamo un vaccino contro un virus che non c’è più cioè quelli che usiamo in Occidente sono tarati soltanto per eccitare anticorpi contro la proteina Spike che muta continuamente. Le varianti sono dovute appunto a questo mutamento. Chi fa un vaccino tradizionale e questo non lo è – ha detto Giorlandino citando gli studi in Israele – ha una difesa contro tutte le proteine non soltanto verso questa piccola proteina. E’ giusto vaccinarsi ma per cose che funzionano. Fare una terza dose di vaccino per un virus che è mutato serve a poco”.

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Merlino è presa in contropiede e si lascia sfuggire un “Oh Gesù! E allora come lo combattiamo il Covid?”. Claudio Giorlandino ripete che i nostri vaccini “qualcosetta fanno, ma non ci garantiscono niente”, in sottofondo il giornalista Gianluigi Paragone applaude, Merlino non ha né detti né fatti e Cecchi Paone va all’attacco: “Mi perdoni ma cosa ha svuotato ospedali, cimiteri, ha fatto riaprire tutto e ci ha ridato la libertà se non il vaccino? Altro che deboli o insufficienti!”. Il medico ribadisce che questo vaccino non funziona più bene perché agisce sulla proteina Spike che è mutata: “Erano validi nella prima fase, attualmente non servono più. Dobbiamo cambiare vaccino contro tutto il virus”.

La giornalista fa notare che se Giorlandino ritiene la terza dose non essenziale e decisiva, il resto dei sanitari la chiede a gran voce per motivi di salute pubblica. Il professor Antonio Magi, presidente dell’ordine dei medici di Roma, contraddice il collega: “Il vaccino rallenta il tasso di infezione, lo studio di infezione in Israele citato prima è su un campione di poco più di 1 milione di persone e ha dimostrato che dopo 12 giorni dal booster la capacità di infezione si è ridotto di 11,3 volte e di ammalarsi del 19% anche rispetto alla Delta del Covid. Le difese immunitarie si alzano”.

Tuttavia Giorlandino non molla e cita studi terzi e anche “quelli in conflitto di interessi” sul vaccino attuale che ha sì salvato il mondo, ora va implementato per essere utile. Per dare forza alla sua teoria mostra più volte alla telecamera un grafico con i contagi in Israele: “Guardi che è successo, lo avevano sconfitto, ma quando è ripartito ha dato la stura ai tamponi rapidi che hanno sensibilità del 20-30% non del 90 come scrivono i bugiardini che fino ad aprile 2022 sono autoreferenziali. Questi tamponi rapidi hanno fatto sentire tranquilli e 15 giorni dopo è scoppiata l’infezione”. In collegamento Beatrice Lorenzin adombra che Giorlandino parli in questo modo perché interessato a fare i tamponi molecolari nel suo laboratorio, il medico nega sottolineando di informare con la letteratura scientifica alla mano: “Cara Lorenzin…”.

Le voci si accavallano, Merlino invita a non litigare e l’ex Ministro ribatte seccata: “Cara lo dice a sua sorella… cara lo dice a sua sorella…”. Cecchi Paone fa un eloquente gesto delle mani pre sottolineare “Ma che sta a dire?” ed esorta il direttore di Altamedica ad abbassare il grafico: “Lo levi! Mi sembra Giordano!”, “E adesso chi è Giordano?” dice la conduttrice nel bailamme più totale e Paone: “Quello di Rete4!”.

Merlino chiama una salvifica pubblicità, sdrammatizza con i bellissimi fiori freschi alle spalle delle Lorenzin e al rientro dal nero prosegue: “Ci siamo tranquillizzati. Giorlandino dice: il virus è mutato, la terza dose può dare un piccolo aiuto però non è risolutiva. E’ una cosa che destabilizza” e Lorenzin: “Tutte le agenzie del farmaco, dall’FDA a quelle europee, hanno cominciato a testare la popolazione in Israele e si sono resi conto che nei pazienti più fragili c’era stata una caduta del sistema immunitario e la Delta bucava il vaccino, ma lo sappiamo tanto che dobbiamo portare la mascherina, rispettare le regole e le distanze e lavarci le mani però il tasso di contagio è molto inferiore. Altrimenti staremmo come un anno fa. La terza dose in Israele ha bloccato la quarta ondata. Cosa ci aspetta in futuro? Dopo questo richiamo, faremo un nuovo vaccino per le varianti in corso”. Dunque passi avanti, ma siamo ancora in guerra contro la pandemia.




17-09-2021

VACCINI:10 SCOMODE VERITA’ by Il Ficcanaso News

https://numero6.org/attualita/nini-governo-10-scomode-verita/



Settembre 2021

Una delle problematiche più preoccupanti del vaccino sono gli elementi e le sostanze contenute al suo interno creati con nanotecnologie, in grado di controllare i parametri vitali corporali e addirittura indurre pensieri e immagini virtuali nella mente. Queste possibilità vengono spiegate, in questo video ben documentato, dagli stessi ideatori di queste tecnologie. VIDEO DA NON PERDERE.

PERCHE’ CI VOGLIONO TUTTI VACCINATI? CE LO SPIEGANO LORO




09-09-2021

Primo caso di malattia di Creutzfeldt-Jakob entro tre mesi dalla vaccinazione Pfizer– 11 min di lettura

Primo caso di malattia di Creutzfeldt-Jakob (morbo della mucca pazza) in una donna di 64 anni, appena 3 mesi dopo la seconda dose di Pfizer.

Primo caso di malattia di Creutzfeldt-Jakob (morbo della mucca pazza) in una donna di 64 anni, appena 3 mesi dopo la seconda dose di Pfizer. I medici fanno il collegamento notando la velocissima evoluzione mortale. Questa malattia da prioni neurodegenerativa molto rara e fatale richiede normalmente anni per svilupparsi.

  • 05 aprile 2021 : prima dose Pfizer
  • 25 aprile 2021: seconda dose Pfizer
  • 06 maggio 2021: prime manifestazioni, confusione neurologica e vuoti di memoria
  • 31 maggio 2021: forti mal di testa che richiedono 10 giorni di ricovero. Non sapeva dove fosse e aveva dimenticato delle cose. A casa necessitava di una persona a tempo pieno che si prendesse cura di lei a causa della confusione e della perdita di memoria.
  • 19 giugno 2021: ripresa di terribili mal di testa che gli facevano pensare che gli stesse per esplodere la testa. È stata portata al pronto soccorso ed è stata nuovamente ricoverata. Pochi giorni dopo il suo ricovero, non poteva più camminare, né parlare con tremori e movimenti del corpo incontrollabili. La regressione è stata fulminea.

Una risonanza magnetica ha mostrato che si trattava di una malattia da prioni. In tutto questo tempo il suo cervello è stato letteralmente mangiato dall’interno.

Deceduta il 22 luglio 2021

La differenza tra cervello sano e cervello divorato dalla malattia. Normalmente questo accade in 10 anni. I medici che l’hanno seguita affermano di non averlo mai visto accadere in soli 3 mesi.

Primo caso di malattia di Creutzfeldt-Jakob – Donna muore di rara malattia cerebrale entro 3 mesi dalla seconda dose di Pfizer, il medico dice che il vaccino potrebbe essere responsabile

In un’intervista esclusiva con The Defender, Gianni Cohen ha detto che sua madre, Cheryl Cohen, ha sviluppato la malattia di Creutzfeldt-Jakob dopo aver ricevuto il vaccino Pfizer ed è morta entro tre mesi dalla sua seconda dose.

Di  Megan Redshaw

Cheryl Cohen, una donna sana di 64 anni della Florida, è morta tre mesi dopo la sua seconda dose di vaccino COVID di Pfizer. Secondo la figlia di Chery, Gianni Cohen, sua madre ha improvvisamente sviluppato la malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD) – una malattia cerebrale rara, degenerativa e fatale – subito dopo essere stata vaccinata.

In un’intervista esclusiva con The Defender , Gianni ha affermato che sua madre ha ricevuto la prima dose di Pfizer il 5 aprile e la seconda il 25 aprile.

Il 6 maggio, Cheryl ha vissuto il suo primo episodio indicando che “qualcosa era neurologicamente sbagliato”, ha spiegato Gianni. “Aveva un’estrema nebbia e confusione nel cervello. Non riusciva a ricordare dove stesse guidando e si è davvero spaventata”

Il 31 maggio, Cheryl ha chiamato il 911 perché aveva un forte mal di testa. È stata portata al North Shore Medical Center di Homestead, in Florida, dove è stata ricoverata per 10 giorni.

Gianni ha detto:

“È stata portata in questo ospedale e non so come l’abbiano considerato, ma l’hanno tenuta per 10 giorni e l’hanno rilasciata. Era in uno stato molto, molto brutto. Ha detto: “Ehi, non so dove sono”

“Mia madre aveva confusione di massa e i cervello annebbiato. Non riusciva a fare cose semplici e qualcosa non andava. Abbiamo dovuto avere assistenza 24 ore su 24 con amici e famiglie, pensando che dovesse disintossicarsi da qualcosa.

Gianni, che all’epoca non sapeva che Cheryl fosse stata vaccinata, ha detto che le condizioni di sua madre sono progressivamente peggiorate.

“È passata dall’essere in grado di lavorare e svolgere le normali attività quotidiane ad essere in grado di fare solo le cose di base”, ha detto Gianni. “Prima di essere vaccinata, aveva un appartamento tutto suo e lavorava ogni giorno come rappresentante di vendita. Cucinava, puliva ed aveva una vita fantastica.”

Cheryl Cohen, una donna sana di 64 anni della Florida, è morta tre mesi dopo la sua seconda dose di vaccino COVID di Pfizer.

Intorno al 19 giugno, Cheryl ha avuto un altro forte mal di testa, diventato così forte che sentiva che la testa stava per esplodere, così è andata al pronto soccorso ed è stata ricoverata in ospedale, ha spiegato sua figlia.

“Pochi giorni dopo, l’ho visitata in ospedale e non potevo credere ai miei occhi”, ha detto Gianni. “Non poteva camminare, parlava con frasi interrotte, senza senso, aveva movimenti del corpo incontrollabili, tremava e non riusciva a stare ferma”.

La regressione giornaliera è stata rapida. “È stato strabiliante, confusionario e davvero straziante. Guardare il suo cervello senza controllo è stato difficile”, ha detto Gianni.

All’inizio i medici non sono riusciti a trovare nulla di sbagliato dal punto di vista medico in Cheryl a parte un numero di globuli bianchi leggermente elevato, ha detto Gianni. Ma poi la risonanza magnetica del cervello ha mostrato segni di malattia da prioni , spingendo i medici a eseguire immediatamente una puntura lombare , che ha escluso infezioni acute, tubercolosi, sifilide, sclerosi multipla e altre malattie.

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), le malattie da prioni sono una famiglia di rare malattie neurodegenerative progressive che colpiscono l’uomo e gli animali. Le malattie da prioni sono generalmente rapidamente progressive e sempre fatali.

Il sito web del CDC afferma:

“Il termine ‘prioni’ si riferisce ad agenti patogeni anormali che sono trasmissibili e sono in grado di indurre un ripiegamento anomalo di specifiche proteine ​​cellulari normali chiamate proteine ​​prioniche che si trovano più abbondantemente nel cervello. Le funzioni di queste normali proteine ​​prioniche non sono ancora completamente comprese. Il ripiegamento anomalo delle proteine ​​prioniche porta a danni cerebrali e ai segni e sintomi caratteristici della malattia”.

Il 12 luglio, con una seconda puntura lombare è risultata positiva alla CJD , una malattia da prioni. Il valore della proteina tau di Cheryl era 38.979 pg/ml, mentre lo spettro per i pazienti CJD positivi è 0 – 1.149.

Cheryl è stata ricoverata in ospedale per un mese prima di ricevere la diagnosi di CJD. Durante quel periodo “è stato letteralmente come guardare qualcosa che le mangiava il cervello vivo”, ha detto Gianni. “Mentre tremava, è riuscita a far uscire le parole, ‘Questo è incredibilmente stupido.’”

“Ho detto: ‘Mamma, questo è il vaccino?’ e lei disse: “sì”.

Gianni ha detto di essere rimasta sorpresa quando ha scoperto che sua madre era stata vaccinata, poiché proviene da una famiglia di non vaccinati. Crede, come molti americani, che sua madre si sia sentita sotto pressione per farsi vaccinare a causa del suo lavoro e della pressione dei media.

Il 19 luglio Cheryl è stata dimessa, è morta il 22 luglio.

“Non sapevamo cosa fare”, ha detto Gianni. “È fatale. Non c’era modo di rimediare a quello che stava succedendo. È come una demenza ad azione rapida. È stata una cosa davvero triste, così spaventosa, così folle e qualcosa che [i suoi] dottori non avevano mai visto prima”.

Primo caso di malattia di Creutzfeldt-Jakob – Il team medico afferma che l’insorgenza della CJD potrebbe essere legata al vaccino COVID

Gianni ha affermato che il team medico di sua madre ha affermato che l’insorgenza della CJD potrebbe essere legata al vaccino COVID . Il dottor Andrea Folds, uno dei medici di medicina interna dell’Adventura Hospital che ha supervisionato il caso di Cohen, ha scritto un caso clinico, che sarà presentato il 2 settembre all’American College of Physicians Journal .

In una dichiarazione scritta a The Defender , Folds ha dichiarato:

“Questo caso identifica potenziali eventi avversi che potrebbero verificarsi con la somministrazione del nuovo vaccino COVID-19. Inoltre, i medici devono considerare le malattie neurodegenerative come la malattia da prioni (ad esempio la malattia sporadica di Creutzfeldt-Jakob), l’encefalite autoimmune, l’infezione, le crisi non epilettiche, i disturbi metabolici tossici, ecc. nelle loro diagnosi differenziali quando un paziente si presenta con demenza rapidamente progressiva , in particolare nel contesto della recente vaccinazione.

“Anche se attualmente non esiste una cura per la malattia sporadica di Creutzfeldt-Jakob (sCJD), la diagnosi precoce è fondamentale per evitare la somministrazione non necessaria di farmaci empirici per sospetti disturbi psicologici o neurologici.

“Inoltre, il monitoraggio degli eventi avversi potrebbe potenzialmente portare a un’ulteriore caratterizzazione e comprensione sia del nuovo vaccino dell’acido nucleico ribonucleico (mRNA) messaggero COVID-19, sia dell’eziologia della sCJD. Ancora più importante, riconoscere gli effetti avversi fornisce alle persone informazioni vitali per prendere una decisione più istruita riguardo alla loro salute”.

Prima della diagnosi di Cheryl, Gianni ha detto che un altro medico aveva menzionato qualcuno che era arrivato con sintomi simili, era stato vaccinato, aveva sviluppato una malattia rara ed era stato anche ricoverato in un hospice.

Gianni ha presentato un rapporto al Vaccine Adverse Events Reporting System del CDC (VAERS ID 1535217 ), ha inviato le cartelle cliniche al CDC e ha consegnato il cervello di sua madre al National Prion Disease Pathology Surveillance Center. Ha detto che non è stata eseguita l’autopsia perché la causa della morte è stata confermata come CJD. Gianni ha affermato che anche la Creutzfeldt-Jakob Disease Foundation è a conoscenza del caso di sua madre, ma non ha aggiornato i casi sul suo sito Web dal 2019, rendendo difficile per gli altri stabilire correlazioni tra eventuali casi di CJD e la vaccinazione COVID, ha affermato Gianni.

I vaccini mRNA potrebbero innescare lo sviluppo di malattie da prioni, lo mostra lo studio

Come riportato da The Defender il 21 luglio, un documento pubblicato a febbraio ha delineato il potenziale dei vaccini COVID con RNA messaggero (mRNA) per innescare lo sviluppo di malattie da prioni e malattie correlate come l’ Alzheimer , il Parkinson , la sclerosi laterale amiotrofica , l’atrofia multisistemica e altre.

Secondo l’autore del documento, l’immunologo J. Bart Classen, ex scienziato a contratto del National Institutes of Health (NIH) e proprietario di Classen Immunotherapies, ha basato le sue conclusioni sull’analisi dell’RNA dall’iniezione Pfizer . Non aveva abbastanza informazioni su Moderna .

Classen ha pubblicato un secondo documento il 25 luglio, sul morbo di Parkinson associato ai vaccini – un segnale di malattia da prioni – utilizzando il database degli eventi avversi del cartellino giallo del Regno Unito e i dati sui vaccini AstraZeneca e Pfizer COVID.

Classen ha determinato che entrambi i vaccini avevano la capacità di indurre malattie da prioni e i risultati dello studio erano coerenti con gli studi di tossicità sulle scimmie che mostravano l’infezione con SARS-CoV-2 risultati nella formazione di corpi di Lewy –– grumi di particelle proteiche anormali che si accumulano nel cervello.

“I risultati suggeriscono che l’approvazione normativa, anche sotto un’autorizzazione all’uso di emergenza , per i vaccini COVID fosse prematura e che l’uso diffuso dovrebbe essere interrotto fino al completamento degli studi di sicurezza a lungo termine che valutano la tossicità da prioni“, ha scritto Classen.

I vaccini COVID potrebbero accelerare la malattia già in progressione?

Spesso ci vogliono anni perché il ripiegamento anomalo di alcune proteine ​​produca malattie da prioni, ma Classen suggerisce che i vaccini COVID potrebbero accelerare la progressione della malattia in individui che hanno già una malattia da prioni subclinica o hanno una malattia da prioni lieve che non è stata adeguatamente diagnosticata.

Ci sono anche prove che indicano che la proteina spike del vaccino può provocare un errato ripiegamento delle proteine ​​​​leganti RNA/DNA essenziali, chiamate TDP-43 e FUS, e catalizzare una “reazione a catena” tossica.

Poiché la proteina spike può mettere in moto così rapidamente l’aggregazione proteica anormale, Classen ipotizza che questo “potrebbe consentire un rilevamento abbastanza rapido della malattia da prioni dopo l’immunizzazione”.

Allo stesso tempo, Classen ha avvertito che i sistemi di segnalazione degli eventi avversi difettosi probabilmente non riusciranno a catturare le malattie neurodegenerative che richiedono più tempo per svilupparsi. La maggior parte delle segnalazioni di eventi avversi del vaccino riguarda eventi acuti, ha affermato Classen, mentre pochi degli eventi avversi che si verificano “anni o decenni dopo la somministrazione di un farmaco sono mai stati segnalati”.

Inoltre, i sintomi della malattia da prioni sono spesso aspecifici o si sovrappongono ad altre condizioni, rendendo difficile la diagnosi e probabile una mancata segnalazione.

Per questi e altri motivi, Classen suggerisce che la rilevanza clinica delle sue scoperte “potrebbe essere in magnitudo maggiore” rispetto al segnale di Parkinson che ha rilevato attraverso la sua ricerca.

Fonte e Tradotto da: https://childrenshealthdefense.org/defender/cheryl-cohen-dies-rare-brain-disease-second-dose-pfizer-covid-shot/




05-09-2021

Dai dati ufficiali dell’Aifa risultano oltre 2 morti al giorno post vaccini. Chiedendo all’Aifa chiarimenti, nessuno da’ risposte e viene precisato che non e’ compito dell’Aifa fare autopsie e verifiche sui decessi. Ma se non fanno queste verifiche, come possono stabilire se le morti sono correlate al vaccino? Nascondere la realtà sembra essere il motto vigente per far si che tutti si vaccinino… Poi chi muore o resta invalido per il vaccino sono problemi suoi, per aver firmato la liberatoria….

Aifa, 2 morti al giorno post vaccini. Ma i vertici non rispondono: è crisi

Una giornata di telefonate per chiedere conferma sulle reazioni avverse post vaccino anti Covid. Ma Aifa non risponde. Palù andrà nel Cda a chiedere teste…

di Antonio Amorosi

Aifa, 2 morti al giorno post vaccini. Ma i vertici non rispondono: è crisi

Qualche giorno fa la nostra attenzione è caduta sull’ultimo rapporto Aifa, pubblicato ad agosto, “Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19, 7 dal 27/12/2020 – 26/07/2021“, che raccoglie tutta la gamma di interventi italiani da quando vengono inoculati i vaccini fino a fine luglio, risultati e reazioni. Dopo averlo letto ci sorge il dubbio che molti non abbiano fatto altrettanto, riportando invece, senza fare domande, semplicemente la nota stampa dell’agenzia di agosto.  

aifa reazioni avverse

L’Aifa segnala in 211 giorni di somministrazioni a fronte di 65.926.591 dosi complessive di vaccino inoculate (prima e seconda dose) “84.322 segnalazioni di evento avverso successivo alla vaccinazione”. “L’87,1% delle segnalazioni”, cioè di queste 84.322 segnalazioni, “è riferita a eventi non gravi, mentre “il 12,8% a eventi avversi gravi”, ospedalizzazioni, paralisi, pericolo di vita, morti, eccetera. Lo 0,6% di queste 84.322 sono decessi, scrive Aifa a pagina 11.

Facendo una semplice proporzione si ha il risultato: dopo la somministrazione dei vaccini anti Covid in Italia ci sono stati 506 morti circa in 211 giorni (505,9 per la precisione), una media di 2,4 deceduti al giorno. Ovvio che non ci sia alcuna prova che sia stato il vaccino a provocare deterministicamente la morte del paziente ma il dato è rilevante e da conoscere. Come scrive anche Aifa “il rapporto descrive le segnalazioni di reazioni che sono state osservate dopo la somministrazione del vaccino. Ciò non significa che queste reazioni siano state causate dal vaccino. Potrebbero essere un sintomo di un’altra malattia o potrebbero essere associate a un altro prodotto assunto dalla persona che si è vaccinata

Ma 2,4 deceduti al giorno dopo la somministrazione dei vaccini, anche se non vi fosse una correlazione deterministica, anche se il numero non fosse precisamente questo (vista la mancanza di specifiche tra inoculazioni e reazioni possibili) ci sembra comunque un dato rilevante che chi si vaccina dovrebbe almeno conoscere. Tanto più oggi che il premier Mario Draghi ripete a canali unificati che “l’appello a non vaccinarsi è un appello a morire” e vorrebbe introdurre l’obbligo vaccinale per tutti gli italiani. Aifa, descrivendo i 506 deceduti post somministrazione dei vaccini, spiega a pagina 12 del rapporto che “il 49,8 % dei casi riguarda donne, il 49,8 % uomini mentre lo 0,4% (2 schede) non riporta questo. Il tempo intercorrente tra la somministrazione e il decesso varia da due ore fino a un massimo di 133 giorni. In 343 casi il decesso è registrato dopo la prima dose e in 145 dopo la seconda (non è specificato in 10 schede di segnalazione)”

Ora magari non abbiamo capito. Forse i 2,4 decessi al giorno dopo l’inoculazione dei vaccini (vengono considerati tutti i sieri in commercio in Italia, Pfizer, Moderna, Astrazeneca e Johnson&Johnson, anche se i numeri di eventi avversi sono differenti da siero a siero), sono nella norma.

Aifa scrive ancora: “Complessivamente, il 43% di tutte le segnalazioni gravi valutate (3.453/8.032) è correlabile alla vaccinazione, il 35% (2.800/6.306) è indeterminato, il 19% (1.562/8.032) è non correlabile e il 3% (215/8.032) inclassificabile”. Poi dopo scrivono il contrario: “il 59,9% dei casi è non correlabile, il 33,2% indeterminato e il 4,5% inclassificabile”

A noi sembrano dati non intellegibili e i numeri restano elevati. Così chiamiamo il professor Giorgio Palù, presidente di Aifa che ci dice: “Mi pare tanto…”. Anche a noi pare tanto. Palù: “Bisogna vedere il decesso correlato e quello no, ma non ho il rapporto sotto mano”. Così ci spiega che occorre parlare con i tecnici che hanno redatto il report e chiedere a loro i chiarimenti e le spiegazioni. Aifa non ha eseguito autopsie a conforto o meno dei dati e non fa questo tipo di intervento specifico. 

E così parte la nostra giornata di chiamate telefoniche che dura ore e ore.

Il primo dirigente di Aifa, gentilissimo, ci spiega che non ha redatto il report e che dobbiamo parlare con un secondo dirigente. Dopo esserci procurati per altre vie un recapito telefonico del secondo dirigente, questi ci risponde che in quel momento non può parlare e che “per qualsiasi cosa bisogna contattare l’Ufficio stampa di Aifa perché non è autorizzata a parlare con la stampa. In questo momento il cellulare della collega (l’Ufficio stampa, ndr) non ce l’ho”. Noi le spieghiamo che vorremmo solo capire il report, non avere dichiarazioni ufficiali da virgolettare. Ma non c’è niente da fare, dobbiamo contattare l’Ufficio stampa che le inoltrerà le domande e così probabilmente poi ci farà pervenire le risposte. Dopo molte telefonate ci procuriamo il cellulare della capo Ufficio stampa, alla quale avevamo già scritto ma senza ottenere un contatto, che alla nostra richiesta replica: “Sì, la dottoressa mi ha parlato, mi ha telefonato”. Quindi la dirigente ha trovato il numero dell’Ufficio stampa che quando era con noi non trovava. Una buona notizia. Ma l’Ufficio stampa ci spiega anche che “il dirigente ha detto che è irraggiungibile fino a lunedì”. Non c’è modo di farle cambiare idea. E’ sabato. Il Paese è in panne per la pandemia, ogni virologo e politico del governo dice di essere in prima linea per difendere gli italiani, si vuole imporre l’obbligo vaccinale, da qui ogni giorno gli appelli a vaccinarsi sennò moriamo, Aifa scrive che dopo il vaccino ci sono stati 2,4 morti al giorno e la dirigente non può parlare fino a lunedì perché è sabato.

Non ci si crede. Il presidente Palù risponde anche di sabato, la dirigente no. La pandemia di sabato va in pausa.

Così torniamo all’attacco e riusciamo a contattare altri dirigenti che ci danno il nominativo del possibile responsabile che materialmente avrebbe redatto il report di Aifa. Magari può spiegarci lui i numeri. Al telefono è irraggiungibile. Via mail ci risponde che “l’ufficio competente per il rapporto vaccini non è il mio bensì l’Ufficio Gestione segnali. Se ha bisogno di chiarimenti in merito può inviare una mail all’indirizzo della Farmacovigilanza”. Cosa che facciamo senza ottenere risposte. Perfetto. Sembra di essere nel gioco dell’oca, dove si riparte sempre dall’inizio anche se la pandemia non è un gioco.

Veniamo anche a sapere che all’ordine del giorno del Cda di Aifa, che si terrà lunedì prossimo, ci sarà proprio l’argomento su cui abbiamo chiesto spiegazioni, oltre a varie interpellanze perché l’evasività di Aifa è stata sollevata anche da altri

Allora cerchiamo il direttore di Aifa Nicola Magrini (nella foto), bolognese collocato alla direzione dell’ente dal ministro della Salute Roberto Speranza nel gennaio 2020 e che risulta essere il rappresentante legale dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Gli scriviamo una mail chiedendo un contatto e chiarimenti ma anche a distanza di molte ore non risponde.

Il diritto di avere risposte sul vaccino, di cui parla tanto il filosofo Massimo Cacciari, è una chimera ed è probabile che resti tale, e la non risposta di Aifa, in questo caso, è già di per sé una risposta che ci fa tremare i polsi.

Se dopo quasi 2 anni di pandemia e una tensione sociale diffusa sulla lotta al Covid e sulla vaccinazione di massa siamo a questo vuol dire che forse non è sbagliato pensare che il vaccino sia diventato più una fede incrollabile, su cui non si possono fare domande, che un farmaco da vigilare come tutti gli altri.

Sugli atti di fede non ha senso pretendere risposte. Senza accorgercene siamo forse tornati al motto del fascismo “credere, obbedire, combattere”, nel disprezzo assoluto per la democrazia e il dialogo? O è solo sciatteria? In nessuno dei due casi la risposta ci conforta.




05-09-2021

Che il vaccino causi morti improvvise per emorragia cerebrale, ictus, infarto etc… e’ ormai risaputo nell’esperienza delle morti che possono essere constatate direttamente da ciascuno di noi. Questa tabella illustra come, facendo una ricerca su google digitando “malore improvviso, mentre negli anni 2019 e 2020 il numero di segnalazioni e’ sostanzialmente invariato, nel 2021 vi e’ una crescita del 344,7%. Qualcuno crede davvero che questo improvviso incremento non sia dovuto alla vaccinazione di massa?




AGOSTO 2021

Confermata la presenza di ossido di grafene nei vaccini, sono e saranno letali per chi li assume.




31-08-2021

Le morti correlate al vaccino sono poche secondo l’aifa. Peccato però che prendendo gli articoli di giornali locali, la lista sia praticamente infinita. In questo video un elenco lunghissimo di articoli che segnalano morti poco dopo la vaccinazione. Ma il main stream queste notizie non le considera proprio. Sono morti previste e calcolate, perchè darne notizia?

Si consiglia per chi guardasse da pc desktop la visione in modalità picture in picture, cliccando sulla piccola icona centrale che comparirà in alto all’avvio del video stesso, per problemi di risoluzione il video potrebbe essere fuori campo visivo. Grazie, ci scusiamo ma non è un problema dipendente da noi.




30-08-2021

AGGIORNAMENTO




28-08-2021

Sentite cosa diceva Beppe Grillo nel 1998 a proposito dei vaccini. Perchè non lo dice anche oggi?




27-08-2021

Per quanti credono che non si muoia per vaccino, riprendiamo un elenco di 121 morti per “coincidenza” dopo il vaccino, pubblicato tre mesi fa. La grande “scienza” non trova alcuna correlazione. Di certo però, se non si fossero vaccinati, sarebbero ancora tutti vivi!

Clicca il link sottostante

https://grandeinganno.it/2021/05/17/le-strane-morti-per-coincidenza-del-dopo-vaccino/




25-08-2021

In questo breve video un bel commento alla situazione vaccini dal punto di vista sanitario-politico. Viene fatto notare che, in base ad un articolo pubblicato sul Financial Times sulla situazione in Israele, il vaccino non sembra sia in grado di risolvere i problemi. E per questo si starebbe cercando in Italia il capro espiatorio dei non vaccinati in previsione di una nuova crisi sanitaria che, in realta’, se il vaccino funzionasse, con 27 milioni di ulta cinquant’enni che sono stati vaccinati, non si capisce come potrebbe ripresentarsi. Per la prima volta, sentiamo anche qualcuno che sostiene, come affermato da tuttocovid.com fin dai primi minuti, che l’approvazione “definitiva” del vaccino Pfizer non sia cosi’ definitiva.




25-08-2021

Un articolo critico sulla cosiddetta approvazione “definitiva” del vaccino Pfizer. Ricordiamo, che a nostro avviso, leggendo il comunicato della Fda, si evince chiaramente che l’autorizzazione è concessa sempre in relazione allo stato emergenziale. In altri termini, senza lo stato emergenziale la Fda non avrebbe potuto ancora autorizzarne il commercio. Paragonare questo tipo di approvazione all’approvazione dei farmaci normalmente in commercio da anni, è quindi assolutamente fuorviante, se non che con il solo unico scopo di ingannare, far credere e costringere con la menzogna le persone a vaccinarsi.


Da notare che la cosiddetta approvazione del vaccino pfizer da parte della Fda e’ stata effettuata sui dati di poche decine di migliaia di persone sulla base degli studi fatti dalla stessa pfizer, quindi in contrasto di interesse in quanto controllore e controllato sono il medesimo soggetto. In questi studi non vi e’ neppure un caso di morte da vaccino. Ma sappiamo benissimo, sono dati ufficiali, che nella sperimentazione di massa fatta su tutta la popolazione mondiale, ci sono migliaia di casi di morte da vaccino, ma questi dati ufficiali non sono stati neppure presi in considerazione dalla Fda. Un’analisi seria degli effetti del vaccino dovrebbe basarsi fondamentalmente su questi dati, reali e facilmente verificabili, piuttosto che su una minisperimentazione effettuata in conflitto di interessi.

Pfizer, fine sperimentazione: ok politico, non scientifico
articolo di Paolo Gulisano25 Agosto 2021 https://lanuovabq.it/it/pfizer-fine-sperimentazione-ok-politico-non-scientifico

È ormai chiaro che quando si parla di vaccini, la questione non è più medico-scientifica, ma esclusivamente politica. Come dimostra il via libera della FDA al vaccino Pfizer che ora non sarà più sperimentale. Il fronte vaccinista esulta, ma significa che fino ad ora non lo era e soprattutto che gli altri sono ancora sperimentali. Ma sulla decisione di autorizzare il vaccino della Pfizer, restano grossi e importanti dubbi, espressi su riviste mediche prestigiose come il British Medical Journal. Ecco quali. 

Pfizer ha appena ottenuto l’”approvazione definitiva della FDA” per il suo vaccino contro il COVID. C’è pero’ un piccolo problema…

Ieri Pfizer ha ottenuto la piena approvazione della FDA.

“La mossa lo renderebbe il primo vaccino contro il Covid a passare dall’autorizzazione all’uso di emergenza all’approvazione completa della FDA”.

(Per saperne di più)

Con questo in mente, vale la pena ricordare che sia Pfizer che Moderna hanno interrotto gli studi clinici che la FDA stava utilizzando nella loro revisione:

I test sui vaccini Moderna e Pfizer sono stati condotti, come di consueto, con un gruppo di controllo; un gruppo all’interno dello studio a cui è stato somministrato un placebo e non il vaccino di prova. Tuttavia, durante la sperimentazione – e dopo che l’FDA ha approvato l’autorizzazione per l’uso di emergenza – le aziende produttrici di vaccini che hanno condotto la sperimentazione hanno deciso di rompere il protocollo e informare il gruppo di controllo che non erano stati vaccinati. A quasi tutto il gruppo di controllo è stato poi somministrato il vaccino.

Sciogliere intenzionalmente il gruppo placebo viola lo scopo scientifico di testare se il vaccino ha qualche efficacia; eventuali vantaggi effettivi e/o problemi di sicurezza. Senza un gruppo di controllo non c’è nulla con cui confrontare il gruppo vaccinato. Secondo NPR, i medici al Johnson County Clinicial Trial (Lexena, Kansas) lo hanno fatto di proposito:

(tramite NPR)

[…] “Dott. Carlos Fierro, che gestisce lo studio lì, afferma che ogni partecipante è stato richiamato dopo che la Food and Drug Administration ha autorizzato il vaccino.

“Durante quella visita abbiamo discusso delle opzioni, che includevano continuare lo studio senza il vaccino”, dice, “e sorprendentemente c’erano persone – un paio di persone – che hanno scelto tale opzione”.

Sospetta che quegli individui siano stati spaventati dalle voci sul vaccino. Ma tutti gli altri a cui è stato somministrato il placebo sono andati avanti e hanno ricevuto il vaccino vero e proprio. Quindi ora Fierro non ha sostanzialmente alcun gruppo di confronto rimasto per lo studio in corso. “È una perdita da un punto di vista scientifico, ma date le circostanze penso che sia la cosa giusta da fare”, dice.

Alle persone che si sono iscritte a questi studi non è stato promesso un trattamento speciale, ma una volta che la FDA ha autorizzato i vaccini, e’ stato loro offerto di farsi il vaccino.

(Per saperne di più)

Giusto per essere chiari, l’autorizzazione finale della FDA e l’approvazione per i vaccini si basano sull’esito di questi studi. Come notato nell’esempio sopra, il gruppo di controllo è stato intenzionalmente sciolto portando come scusante il fatto che fosse la “cosa giusta da fare”, quindi non c’è modo di misurare l’efficacia o la sicurezza del vaccino stesso.

Non è rimasto nessuno all’interno del gruppo di controllo, per fare un confronto adeguato dei risultati tra vaccinati e non-vaccinati. Questo è totalmente folle. Salvatevi quell’articolo di NPR cosi’ lo potete citare quando le persone iniziano a sostenere che la vaccinazione è efficace.

Come può il vaccino non essere considerato efficace quando non esiste un gruppo di persone non vaccinate con cui confrontare i risultati?

Per Dio, l’intero sistema sanitario si basa su un sistema che ignora scienza e metodo scientifico a favore di risultati ideologici e profezie che si autoavverano.

Il fatto che ricercatori e medici, apparentemente sotto il libro paga delle aziende farmaceutiche che hanno un interesse finanziario nell’esito del vaccino, abbiano perso di proposito il gruppo di controllo è allarmante.

Naturalmente, Big Pharma promuoverà il vaccino come benefico e i media controllati promuoveranno quel messaggio con una completa disconnessione dai dettagli della sperimentazione clinica e la FDA concederà l’approvazione sui risultati che sono stati intenzionalmente costruiti per produrre un solo risultato.

Come notato dal Dr. Malone, l’approccio terapeutico di buon senso dovrebbe essere l’obiettivo principale, non la vaccinazione, per i sistemi sanitari in corso poiché le varianti COVID-19 continueranno ad evolversi. In definitiva, il processo di immunità naturale sarà di maggior beneficio complessivo rispetto alle vaccinazioni che richiederanno continui richiami per affrontare le varianti in continua evoluzione (un approccio simile per affrontare i ceppi influenzali ricorrenti e in evoluzione). Il Dr. Malone ha fornito supporto per la sua posizione con il consenso del principale vaccinologo britannico, Sir Andrew Pollard (BREVE VIDEO)

In sostanza, sia il Dr. Andrew Pollard (Direttore del UK Oxford Vaccine Group), sia il Dr. Malone affermano che le varianti del virus COVID-19 continueranno a diffondersi nella popolazione indipendentemente dallo stato del vaccino; e il virus continuerà ad evolversi in ceppi più infettivi ma meno mortali o patogeni.

Semplicemente non c’è modo di vaccinare la popolazione e fermare la diffusione delle varianti COVID, perché i vaccinati contrarranno e diffonderanno il virus proprio come i non vaccinati. L’approccio vaccinale dovrebbe essere mirato agli anziani e alle persone più a rischio.

Specifico per la posizione del Dr. Malone – data la natura non testata del vaccino stesso; nessuno conosce gli effetti collaterali a lungo termine; il beneficio del vaccino dovrebbe essere valutato rispetto allo stato di salute attuale dell’individuo. Le popolazioni anziane con risposte immunitarie inferiori dovrebbero essere il bersaglio della vaccinazione; sono i più a rischio. Tuttavia, gli individui più giovani, meno a rischio, trarranno probabilmente maggiori benefici dal trattamento terapeutico dopo l’esposizione se manifestano qualsiasi sintomo.

Il problema è…. questo approccio di buon senso è meno favorevole agli interessi dell’industria farmaceutica e dei sistemi sanitari che sono controllati dai meccanismi finanziari all’interno del business della sanità. Big Pharma guadagnerebbe ovviamente meno soldi da una popolazione target più piccola per la vaccinazione; ergo l’approccio terapeutico è una minaccia per l’approccio preferito di coloro che gestiscono il modello di business. Questa è la battaglia politica generale.

L’influenza delle massicce società farmaceutiche, all’interno delle istituzioni sanitarie controllate dal governo su base globale, è enorme. Questa prospettiva è l’origine della spinta vaccinale e della narrativa sui vaccini come unica e migliore soluzione. Chiunque sollevi un punto, qualsiasi punto, in opposizione all’approccio obbligatorio del vaccino di massa diventa quindi un bersaglio da isolare, emarginare, ridicolizzare e rimuovere.




24-08-2021

Col vaccino Covid il vostro sistema immunitario vi autodistruggerà

di Joseph Mercola – 24/08/2021

Col vaccino Covid il vostro sistema immunitario vi autodistruggerà

Fonte: Come Don Chisciotte

In questa intervista, [il video è in fondo all’articolo] il microbiologo tedesco Dr. Sucharit Bhakdi passa in rassegna i fatti e le finzioni che hanno caratterizzato questa pandemia di coronavirus. Insieme a Karina Reiss, Ph.D., ha scritto due libri su questo argomento, “Corona False Alarm? Facts and Figures“, pubblicato nell’ottobre 2020, e poi “Corona Unmasked: New Facts and Figures.” Il secondo libro è attualmente disponibile solo in tedesco, ma è possibile scaricare gratuitamente un capitolo di “Corona Unmasked” in inglese su FiveDoves.com.

Le credenziali mediche di Bhakdi

Bhakdi si è laureato in medicina in Germania nel 1970. Dopo un anno di pratica clinica, è entrato all’Istituto Max Planck di Immunobiologia, dove ha lavorato per quattro anni come borsista.

In quella sede, ha anche iniziato a fare ricerca in campo immunologico. Alla fine, è arrivato a presiedere il dipartimento di medicina, microbiologia e igiene all’Università di Mainz, dove ha lavorato per 22 anni fino al suo pensionamento, nove anni fa. In quel periodo, Bhakdi ha anche partecipato allo sviluppo dei vaccini e dice di essere “certamente pro-vax per quanto riguarda le vaccinazioni che funzionano e che hanno un qualche significato.”

Gran parte della sua ricerca si è concentrata su quello che viene chiamato il sistema del complemento. Quando viene attivato, il sistema del complemento finisce per funzionare in modo tale da distruggere, piuttosto che aiutare le cellule. È interessante notare che il SARS-CoV-2 usa proprio questo sistema a suo vantaggio, trasformando il sistema immunitario in un meccanismo di autodistruzione.

Lo stesso percorso autodistruttivo sembra essere attivato anche dalle iniezioni COVID e questo è uno dei motivi per cui Bhakdi crede che esse siano la più grande minaccia che l’umanità abbia mai affrontato. “È nostro dovere informare attivamente le persone sui pericoli a cui stanno sottoponendo loro stessi e i loro cari con questa ‘vaccinazione,’” dice.

Quanto sono efficaci le iniezioni COVID?

Mentre le iniezioni COVID sono state pubblicizzate come efficaci al 95% contro l’infezione da SARS-CoV-2, questa affermazione è il risultato di un fraintendimento statistico. In breve, hanno confuso la riduzione del rischio relativo con la riduzione del rischio assoluto. La riduzione del rischio assoluto è, in realtà, intorno all’1% per tutte le iniezioni COVID attualmente disponibili [1].

In “Outcome Reporting Bias in COVID-19 mRNA Vaccine Clinical Trials” [2] Ron Brown, Ph.D. calcola la riduzione del rischio assoluto per le iniezioni di Pfizer e Moderna, basandosi sui dati dei loro stessi studi clinici, in modo da poterli confrontare con la riduzione del rischio relativo riportata da queste aziende. Ecco un riassunto dei suoi risultati:

Vaccino Pfizer/BioNTech BNT162b2 – Riduzione del rischio relativo: 95,1%. Riduzione del rischio assoluto: 0.7%

Vaccino Moderna mRNA-1273 – Riduzione del rischio relativo: 94,1%. Riduzione del rischio assoluto: 1,1%.

In un commento del 1 luglio 2021 su The Lancet Microbe [3], anche Piero Olliaro, Els Torreele e Michel Vaillant ritengono che si dovrebbe far riferimento alla riduzione del rischio assoluto quando si parla con il pubblico dell’efficacia del vaccino. Anche loro hanno fatto i calcoli, arrivando alle seguenti conclusioni:

Pfizer/BioNTech – Riduzione del rischio relativo: 95%. Riduzione del rischio assoluto: 0.84%
Moderna – Riduzione del rischio relativo: 94%. Riduzione del rischio assoluto: 1.2%
Gamaleya (Sputnic V) – Riduzione del rischio relativo: 91%. Riduzione del rischio assoluto: 0.93%
Johnson & Johnson – Riduzione del rischio relativo: 67%. Riduzione del rischio assoluto: 1.2%
AstraZeneca/Oxford – Riduzione del rischio relativo: 67%. Riduzione del rischio assoluto: 1.3%

Che tipo di protezione forniscono le iniezioni COVID?

Oltre a fornire una protezione insignificante in termini di riduzione del rischio assoluto, è importante capire che non danno immunità. Tutto quello che possono fare è ridurre la gravità dei sintomi dell’infezione. Secondo Bhakdi, falliscono anche in questo.

“Hanno mostrato assolutamente zero [benefici negli studi clinici],” dice. “Questa è la cosa ridicola. La gente non capisce che viene ingannata ed è stata ingannata per tutto il tempo. Prendiamo uno di questi studi, quello di Pfizer: 20.000 persone sane sono state vaccinate e altre 20.000 non sono state vaccinate.

E poi hanno osservato, in un periodo di 12 settimane circa, quanti casi avevano trovato nel gruppo dei vaccinati e quanti casi tra i non vaccinati. Quello che hanno trovato è che meno dell’1% del gruppo vaccinato aveva avuto la COVID-19 e meno dell’1% del gruppo non vaccinato aveva avuto la COVID-19.

La differenza era tra lo 0,8 e lo 0,1%, che è niente, considerando il fatto che non stavano nemmeno cercando i casi gravi. Stavano cercando persone con un test PCR positivo, che, come tutti ora sappiamo, è inutile, più un sintomo, che poteva essere tosse o febbre.

Quelli non erano casi gravi di COVID-19. Qualsiasi vaccinazione, per essere autorizzata, deve dimostrare di proteggere da malattie gravi e dalla morte, e, se questo non viene assolutamente dimostrato, scordatevi l’autorizzazione.

[Un vaccino del genere] non potrebbe essere autorizzato, non con una procedura normale.

Ora [le iniezioni COVID non hanno] un’autorizzazione completa, hanno solo un’autorizzazione di emergenza, che, ancora una volta, è una assurdità completa, dato che sappiamo che il tasso di mortalità per infezione di questa malattia o virus non è maggiore di quello dell’influenza stagionale. John Ioannidis ha pubblicato questi dati, che non sono mai stati contestati da nessuno al mondo e non possono essere contestati.

Se si ha meno di 70 anni e non si hanno gravi malattie preesistenti, difficilmente si può morire [di infezione da SARS-CoV-2]. Quindi, non c’è un tasso di mortalità che possa essere ridotto.

E per le persone anziane e con malattie preesistenti, come sappiamo dal lavoro del Dr. Peter McCullough e dei suoi colleghi, ci sono ottimi mezzi e farmaci per trattare questo virus in modo che il tasso di mortalità scenda di un altro 70-80%, il che significa che non c’è alcun motivo per un uso di emergenza.

Questo significa che dovrebbe essere possibile costringere la FDA a ritirare questa autorizzazione per l’uso di emergenza – a meno che non siano in combutta con chi vuole fare questo.”

Ho [volutamente] trascurato di approfondire il suo commento sul fatto che, negli studi sul vaccino Covid, 40.000 persone erano state equamente suddivise in un gruppo a cui era stato sommnistrato il farmaco e in gruppo a cui era stato somministrato placebo. Alcuni mesi fa, [Pfizer] ha di fatto abbandonato il braccio di controllo della sperimentazione [somministrando il vaccino attivo anche a questi partecipanti allo studio], quindi non esiste più un gruppo di controllo.

La giustificazione era che l’iniezione era troppo importante per negarla al gruppo di controllo. Si tratta solo un altro modo subdolo per aggirare la segnalazione degli effetti avversi che si verificano solo nel gruppo del farmaco.

Detto questo, vale la pena ripetere che la FDA può concedere l’autorizzazione all’uso di emergenza per un farmaco o un vaccino pandemico solo se non c’è un trattamento preesistente sicuro ed efficace o un’alternativa. Dato che ci sono diverse alternative, la FDA è legalmente tenuta a revocare l’autorizzazione di emergenza per questi prodotti.

Prove di aumento del rischio di infezione dopo l’iniezione

Attualmente, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie sostengono che circa il 95% delle infezioni da SARS-CoV-2 con conseguente ospedalizzazione si verificano tra i non vaccinati. Anche questa è una finzione statistica, poiché stanno usando i dati da gennaio a giugno 2021, quando la maggior parte del pubblico americano non era ancora stato vaccinato.

Guardando i dati più recenti, si scopre che la maggior parte dei casi gravi e dei ricoveri si stanno effettivamente verificando tra coloro che hanno ricevuto il vaccino COVID. Purtroppo, come notato da Bhakdi:

“È tutto manipolato. E, se qualcuno vuole manipolare qualcosa e si trova nella posizione di poterlo fare, non si ha la possibilità di contestarlo e di dirlo alla gente, perché non abbiamo voce in capitolo in questo affare. Quando ci alziamo e cerchiamo di spiegarlo alla gente, loro girano le spalle e dicono che non è la verità.”

In modo inquietante, stiamo iniziando a vedere le prime indicazioni di potenziamento anticorpo-dipendente (ADE), di cui molti scienziati erano preoccupati fin dall’inizio. L’India, per esempio, dove il 10% della popolazione è stata “vaccinata,” sta ora vedendo casi molto gravi di COVID-19. Bhakdi dice:

“Quello a cui stiamo assistendo in India, e probabilmente anche in Israele, è il potenziamento immunitario dipendente della malattia… È destinato a succedere. Quindi, le persone che si stanno vaccinando ora devono temere la prossima ondata di infezioni naturali, che si tratti di [varianti del SARS-CoV-2] o di qualsiasi altro coronavirus, perché sono tutti correlati e, ovviamente, saranno tutti soggetti al potenziamento immunodipendente.”

Il potenziamento anticorpo-dipendente (ADE), o potenziamento immunitario paradossale (PIE) si riferisce ad una condizione in cui la vaccinazione produce il risultato opposto di ciò che si sta cercando. Invece di proteggere dall’infezione, il vaccino aumenta e peggiora l’infezione.

L’ADE può instaurarsi attraverso più di un meccanismo e Bhakdi è dell’opinione che il potenziamento sia dovuto principalmente ai linfociti killer iperreattivi e all’attivazione secondaria del complemento, visto che entrambi i fattori sono in grado di causare gravi danni.

Anticorpi contro linfociti

Bhakdi spiega:

“Ci sono due armi molto efficaci per difendersi da un’infezione virale. La prima è costituita dagli anticorpi che, se presenti, possono impedire al virus di entrare nelle cellule. Questi sono i cosiddetti anticorpi neutralizzanti, che dovrebbero essere prodotti dalla vaccinazione.

Ma questi anticorpi non sono nel posto in cui sarebbero necessari, sulla superficie dell’epitelio delle vie aeree. Sono nel sangue, ma non sulla superficie dell’epitelio polmonare, dove arriva il virus. Poi entra in gioco il secondo braccio della difesa immunitaria, rappresentato dai linfociti.

Ci sono diversi tipi di linfociti e semplificherò le cose dicendo che i linfociti più importanti sono i cosiddetti linfociti killer che ‘sentono’ quando un prodotto virale viene sintetizzato all’interno delle cellule. Perciò distruggono le cellule che ospitano il virus e così la fabbrica [del virus] viene chiusa e si guarisce di nuovo.

Questo è il meccanismo che ci permette di sopravvivere alle infezioni virali a livello polmonare, e questo succede in continuazione. I linfociti, al contrario degli anticorpi, riconoscono molte, molte parti delle proteine. Quindi, se un virus cambia un po’, non importa, perché i prodotti di scarto che vengono riconosciuti dai linfociti killer rimangono molto simili.

Ecco perché tutti noi, e questo è ormai noto, nei linfonodi e negli organi linfoidi abbiamo linfociti di memoria che sono addestrati a riconoscere questi coronavirus. E, che ci sia o meno un mutante, non ha molta importanza, perché riconosceranno anche un mutante o una variante.”

Secondo Bhakdi, i coronavirus possono subire solo mutazioni puntiformi, cioè solo un nucleotide alla volta può essere cambiato. Il virus dell’influenza, al contrario, può subire mutazioni più radicali. Per esempio, un virus dell’influenza può cambiare completamente la sua proteina spike sostituendola con quella di un altro virus contemporaneamente presente.

Questo tipo di mutazione non è possibile con i coronavirus. Pertanto, [nei coronavirus] non si avranno mai salti nei cambiamenti genici [virali non riconoscibili] dagli anticorpi o dai linfociti killer delle cellule T. Ecco perché l’immunità di fondo, che si evolve durante la vita di un essere umano è ampia e solida.

L’immunità naturale è di gran lunga superiore a quella indotta dal vaccino

Uno dei più eclatanti stravolgimenti della verità medico-scientifica è l’affermazione che la “vaccinazione” COVID conferirebbe una protezione superiore rispetto all’immunità naturale che si ottiene dopo essere stati esposti al virus ed essere guariti. La realtà è che l’immunità naturale è infinitamente superiore alla protezione che si ottiene da queste iniezioni, che è sia limitata che temporanea.

L’iniezione COVID produce anticorpi contro una sola delle proteine virali, la proteina spike, mentre l’immunità naturale produce anticorpi contro tutte le parti del virus, più le cellule T di memoria. Come notato da Bhakdi:

“Il fatto stesso che l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia cambiato la definizione di immunità di gregge … è un enorme scandalo. Sono a corto di parole per descrivere quanto trovo ridicolo tutto questo, e che questo venga accettato dai nostri colleghi. Come possono i medici e gli scienziati di tutto il mondo tollerare tutte queste sciocchezze?”

In che modo l’iniezione COVID provoca danni

Come spiegato da Bhakdi, quando si riceve un’iniezione COVID, le istruzioni genetiche vengono iniettate nel muscolo deltoide. Il muscolo drena nei linfonodi, che, a loro volta, possono entrare nel flusso sanguigno. Ci può anche essere una traslocazione diretta dal muscolo ai vasi sanguigni più piccoli.

I dati sugli animali presentati da Pfizer alle autorità giapponesi mostrano che l’mRNA compare nel torrente ematico entro una o due ore dall’iniezione. La rapidità suggerisce che le nano particelle passino direttamente dal muscolo al sangue, bypassando i linfonodi.

Una volta all’interno del flusso sanguigno, le istruzioni genetiche vengono consegnate alle cellule disponibili, cioè alle cellule endoteliali. Queste sono le cellule che rivestono i vasi sanguigni. Queste cellule iniziano a produrre la proteina spike, secondo le istruzioni dell’mRNA. Come suggerisce il nome, la proteina spike ha l’aspetto di una punta affilata che sporge dalla parete cellulare nel flusso sanguigno.

Poiché [queste proteine che sporgono dalla parete cellulare] non dovrebbero essere lì, i vostri linfociti killer si precipitano nella zona, pensando che le cellule siano infette. I linfociti killer attaccano le cellule, il che causa danni alla parete cellulare. Questo danno, a sua volta, provoca la formazione di coaguli. Ora stiamo vedendo le prove che le iniezioni COVID causano tutti i tipi di problemi di coagulazione, dai coaguli microscopici ai coaguli massicci, che si estendono in lunghezza anche per trenta centimetri o più.

Naturalmente, quando un coagulo abbastanza grande si verifica nel cuore, si finisce con l’avere un infarto. Nel cervello, un ictus.Anche i microtrombi che non bloccano completamente il vaso sanguigno possono provocare serie complicanze. È possibile verificare la presenza di microcoaguli eseguendo la ricerca ematica del D-dimero. Se il D-dimero è elevato, c’è una coagulazione intravasale da qualche parte nell’organismo.

Come gli anticorpi indotti dal vaccino possono causare danni

Ma non è tutto. Anche gli anticorpi anti-spike possono essere dannosi. Bhakdi spiega:

“L’altra cosa che è emersa ora è altrettanto spaventosa [come il problema della coagulazione]. Una o due settimane dopo la prima dose, si iniziano a produrre anticorpi in grandi quantità.

Ora, quando viene fatta la seconda iniezione e le proteine spike iniziano a sporgeree dalle pareti dei vasi nel flusso sanguigno, [queste spike] non vengono attaccate solo dai linfociti killer, perchè ora sono presenti anche gli anticorpi e gli anticorpi attivano [il sistema del] complemento.

Questo è stato il mio primo campo di ricerca. Il primo sistema a cascata è il sistema di coagulazione. Attivalo e il sangue si coagulerà. Se si attiva il sistema del complemento tramite gli anticorpi che si legano alla parete vasale, allora il sistema del complemento inizierà a creare dei buchi nella parete del vaso.

E voi vedrete questi pazienti con emorragie a livello cutaneo. E vi chiederete: da dove viene questo? Beh, se vai in giro a sforacchiare i tuoi vasi, [avrai delle emorragie]. Se i buchi crivellano i vasi del fegato o del pancreas o del cervello, allora il sangue passerà dai vasi ai tessuti…

[Le iniezioni COVID] rimangono nel flusso sanguigno per almeno una settimana e si infiltrano in tutti gli organi. E quando le cellule [dei vari organi] cominceranno a produrre la proteina spike, allora i linfociti killer si metteranno in caccia e distruggeranno anche queste cellule d’organo [creando più danni e conseguente coagulazione].

Quello a cui stiamo assistendo è uno degli esperimenti più affascinanti che potrebbe portare ad un massiccio incremento della malattia autoimmune. Quando questo accadrà, solo Dio lo sa. E a cosa porterà questo, solo Dio lo sa”.

Il vaccino COVID può innescare virus latenti e cancro

Le iniezioni COVID possono anche decimare i linfonodi, poiché i linfonodi sono pieni di linfociti e di altre cellule del sistema immunitario. Alcuni dei linfociti moriranno immediatamente al contatto, causando un’infiammazione.

Le cellule [dei linfonodi] che non moriranno, assumeranno l’mRNA e inizieranno a produrre la proteina spike, saranno quindi riconosciute come produttrici di virus e verranno attaccate dal sistema del complemento. Si crea essenzialmente una guerra tra alcune cellule immunitarie contro altre cellule immunitarie. Come risultato di questo attacco, i linfonodi si gonfiano e diventano dolorosi.

Questo è un problema serio, perché i linfociti presenti nei linfonodi sono le sentinelle che, per tutta la vita, tengono sotto controllo le infezioni latenti, come l’herpes zoster. Quando non funzionano bene o vengono distrutti, questi virus latenti possono attivarsi. Questo è il motivo per cui stiamo vedendo segnalazioni di herpes zoster, lupus, herpes, Epstein-Barr, tubercolosi e di altre infezioni emergenti come effetti collaterali di queste iniezioni. Naturalmente, il fenomeno può interessare anche certi tipi di cancro.

“Come tutti sappiamo, i tumori si formano ogni giorno nel nostro corpo, ma queste cellule tumorali vengono riconosciute dai nostri linfociti e quindi eliminate,” dice Bhakdi. “Sono perciò molto preoccupato che il mondo sia costretto ad iniettarsi un qualcosa che cambierà l’intero volto della medicina.”

Il consenso informato è praticamente impossibile

Dopo aver riflettuto a lungo sulla questione, Bhakdi è convinto che la campagna di iniezioni COVID debba essere fermata.

“I vaccini basati sui geni sono un pericolo assoluto per l’umanità e il loro uso attualmente viola il codice di Norimberga, tanto che chiunque stia propagandando il loro uso dovrebbe essere portato in tribunale,” afferma Bhakdi.

“Soprattutto la vaccinazione dei bambini è un atto talmente criminale che non ho parole per esprimere il mio orrore … Siamo enormemente preoccupati per il fatto che ci sarà un impatto sulla fertilità. E questo si vedrà tra anni o tra decenni. E questo è potenzialmente uno dei più grandi crimini, semplicemente uno dei più grandi crimini immaginabili …

Come tutti sappiamo, è stabilito dal codice di Norimberga che, nel caso in cui si debbano condurre esperimenti sugli esseri umani, questi possono essere eseguiti solo dietro consenso informato.

Consenso informato significa che la persona da vaccinare deve essere informata su tutti i rischi, sui rapporti rischio-beneficio, sui potenziali pericoli e su ciò che si sa degli effetti collaterali.

Questo non può essere fatto con i bambini, perché i bambini non sono in grado di capire.

Pertanto, non possono dare il consenso informato. Pertanto, non possono essere vaccinati. Se qualcuno lo fa, dovrebbe essere portato in tribunale. Se gli adulti sono stati informati e vogliono farsi fare l’iniezione, va bene. Ma non costringete nessuno a farsi l’iniezione. Deve essere possibile solo con il consenso informato.”

Naturalmente, il consenso informato è praticamente impossibile anche per gli adulti, dato che viene fatto loro vedere solo un lato della medaglia. Tutti gli effetti collaterali e i rischi vengono censurati praticamente ovunque e le discussioni su di essi sono vietate. Il governo degli Stati Uniti sta addirittura spingendo per criminalizzare la discussione sui rischi dell’iniezione COVID.

Che cosa possiamo fare?

Se vi hanno già somministrato una o due dosi, non c’è niente che possiate fare. Certamente, non fate un richiamo, dato che ogni richiamo aumenterà senza dubbio il danno.

“Alla fine, prevedo che vedremo malattie e morti di massa tra persone che normalmente avrebbero una vita meravigliosa davanti a loro,” dice Bhakdi. La domanda nella mente della gente è: si può fare qualcosa per invertire il danno di queste iniezioni? Ancora non lo sappiamo.

Tuttavia, se avete ricevuto una o più dosi e sviluppate i sintomi di un’infezione, Bhakdi raccomanda il trattamento con idrossiclorochina e/o ivermectina, come il protocollo Zelenko [4 ] e i protocolli MATH+ [5], che hanno dimostrato la loro efficacia. È importante rendersi conto che si può effettivamente essere più portati a infezioni gravi, non meno.

Anche il perossido di idrogeno nebulizzato può essere usato per la prevenzione e il trattamento della COVID-19, come descritto in dettaglio nel documento sul caso del dottor David Brownstein [6] e nell’e-book gratuito del dottor Thomas Levy, “Rapid Virus Recovery.” Qualunque protocollo di trattamento usiate, assicuratevi di iniziarlo il prima possibile, idealmente alla prima comparsa dei sintomi.

Dr. Joseph Mercola




22-08-2021

Stefano Montanari informa che nei vaccini è stato trovato, in alcune analisi, ossido di grafene, sostanza letale nel giro di tre anni.




15-08-2021

Prosegue la narrazione unica in tema di vaccini e sanità pubblica, ora implementata anche dall’arrivo del GreenPass. Affibbiata l’etichetta di “no vax” a chi compie una libera scelta sulla propria pelle, la logica conseguenza del fronte mediatico prevede lo stesso per chi rifiuta il lasciapassare. E chi tra le menti più brillanti del Belpaese, come i filosofi Massimo Cacciari e Giorgio Agamben, prova a opporre tesi contrarie allo schieramento dominante viene denigrato e fatto passare per ciò che non è. Destino simile è toccato anche uno scienziato di fama mondiale, Robert W. Malone, l’inventore del vaccino mRna. Il padre della terapia somministrata su scala planetaria si è visto piovere addosso critiche di ogni genere per aver manifestato dubbi nei confronti dell’utilizzo dei vaccini in contrasto al Covid19. Ciò che sta accadendo nel campo dell’informazione è stato commentato in diretta dalla giornalista Angela Camuso: “Noi stiamo assistendo al vilipendio delle intelligenze mondiali”. Insieme a Fabio Duranti, l’inviata della trasmissione Fuori dal Coro ha commentato alcune notizie dissonanti rispetto al discorso mainstream fatto da giornali, tv e mezzi di comunicazione vari. Questo l’intervento di Angela Camuso a Un Giorno Speciale. “Quando c’è una censura della verità si impedisce alla popolazione di conoscere, quindi di esercitare la sua libertà. Quando noi censuriamo l’informazione abbiamo creato le premesse per la perdita della sovranità popolare. È la base del processo. Io sono esterrefatta rispetto da quello che sta accadendo, ma proprio rispetto a questa questione del Pass: è talmente discriminatorio, ingiusto e fuori da qualsiasi logica. È una violenza inaudita. L’altra grande bugia che hanno raccontato è quella in riferimento all’ immunità di gregge del vaccino. Questa cosa poteva funzionare un anno fa se tutti i Paesi del mondo avessero fatto contemporaneamente le stesse dosi. Come si può pensare di realizzare una immunità rispetto ad un virus mutante? Vogliamo inoltre dire quello che hanno detto tantissimi scienziati rispetto al fatto che i vaccini hanno causato le varianti. Tutto ciò non significa essere no vax, significa vedere le cose in maniera lucida. Il vaccino è un’opportunità per chi non vuole rischiare di ammalarsi gravemente dal Covid, per chi ha paura di poter morire o chi non può curarsi adeguatamente. Chi vuole vaccinarsi ha questa opportunità, deve conoscere quali sono i rischi di questi vaccini, deve essere lucidamente convinto di doverlo fare. Tutto ciò che stanno facendo è assolutamente con degli scopi, che io non conosco, ma non assolutamente quelli della salute pubblica. Le persone dovrebbero farsi delle domande e pretendere delle risposte perché così stiamo andando veramente in una zona d’ombra.




14-08-2021

Continua il dibattito sull’obbligo del green pass. Nuovamente sotto osservazione i criteri logici e sanitari alla base del patentino vaccinale. Basandosi sulla netta divisione tra vaccinati e non vaccinati, il green pass garantisce una premialità sociale per coloro che si sono sottoposti alla vaccinazione. Al contrario sono previste misure di limitazione per i non vaccinati. La causa di tale provvedimenti sarebbe dettato dall’effetto protettivo del siero vaccinale. Ma le cose stanno veramente così? Il medico Andrea Stramezzi al microfono di Fabio Duranti (radioradio tv)rivela la debolezza della logica del green pass: “È passato il concetto che siccome c’è il vaccino la gente può stare tranquilla. È un errore, anche i vaccinati devono mantenere le distanze”. Per il dott. Stramezzi l’unico strumento per garantire l’effettiva assenza di contagio è il tampone. La vaccinazione come dimostrato dai dati clinici non potrebbe essere considerata infatti assicurazione certa dell’assenza dell’infezione. “Io mi fido di più di uno che ha fatto il tampone ieri piuttosto di uno che si è vaccinato due mesi fa o tre mesi fa. Perché quello nessuno lo controlla, non va a fare il tampone. Sugli aerei ci sono tutte persone che hanno il green pass, ebbene è pieno di casi quindi è evidente che non erano quelli con il tampone negativo. Se hai un tampone negativo non sei contagioso. Mi fido di più di un green pass sul tampone che sul vaccino”. Potenzialmente vaccinati e non vaccinati potrebbero essere entrambi affetti da Covid-19, dunque contagiati e contagiosi. Il green pass su base vaccinale perderebbe allora il suo senso logico portando alla negazione delle misure di limitazione sociale dei non vaccinati. Perché allora non garantire un servizio di tamponi gratuito, sicuro ed efficiente?




14-08-2021

Una notizia che potrebbe cambiare le carte in tavola sul vaccino arriva dalla Reuters. Secondo l’agenzia di stampa britannica, l’Unione Europea, l’EMA e altri istituti stanno studiando alcune patologie per scoprire se possano essere effetti collaterali dei vaccini a mRNA come Pfizer e Moderna. Gli enti e le organizzazioni hanno infatti notato l’insorgere di queste patologie in seguito alla vaccinazione: non è dunque escluso che possano essere degli effetti collaterali.Questi studi, comunque, non trovano spazio sui media mainstream, che in Italia non hanno menzionato minimamente la notizia. Un silenzio che preoccupa i più, come Fabio #Duranti, che ne ha parlato a ‘Un giorno Speciale

05-08-2021

Cosa succede a chi si è fatto il vaccino?







03-08-2021

 Rimini: La testimonianza di un’ Infermiera fedele al giuramento che racconta i retroscena che tutti noi immaginiamo.







31-07-2021




30-07-2021

RISCHI PENALI PER I MEDICI E I GENITORI CHE VACCINANO FIGLI MINORI.
Un aspetto che e’ probabilmente a conoscenza di pochissime persone sono i rischi penali in cui possono incorrere i genitori e i medici che fanno vaccinare figli minori. Come tutti sanno il vaccino e’ in fase ancora sperimentale e puo’ essere somministrato solo ad adulti che prestano consenso volontariamente. Nel caso dei minori pero’ la sperimentazione deve sottostare alle norme previste dal D.lgs. 211/2013, che prevede, tra l’altro, che il minore debba essere informato da un medico esperto (non dal genitore) dei rischi connessi alla sperimentazione, che il minore dia il proprio indispensabile assenso e che il minore tragga un qualche beneficio dalla sperimentazione. Siccome i minori non hanno conseguenze dal covid (1 caso su un miliardo non e’ rilevante) per loro non vi e’ alcun beneficio per cui i requisiti previsti dal decreto, nel caso del vaccino covid, non sono mai rispettati. Presentare denunce penali nei confronti dei genitori e medici che vaccinano minori, trova pertanto pieno fondamento giuridico in base alla normativa esposta.
Riportiamo di seguito il testo del decreto
.

Articolo 4.
Sperimentazione clinica sui minori

  1. In aggiunta a tutte le altre prescrizioni previste dal presente decreto, la
    sperimentazione clinica sui minori può essere intrapresa soltanto se esistono le
    seguenti condizioni:
    a) sia stato ottenuto il consenso informato dei genitori o dell’altro genitore in
    mancanza di uno di essi o del rappresentante legale nel rispetto delle disposizioni
    normative vigenti in materia; il consenso deve comunque rispecchiare la volontà del
    minore e deve poter essere ritirato in qualsiasi momento senza che ciò
    comprometta il proseguimento dell’assistenza necessaria;
    b) il minore abbia ricevuto, da personale esperto nel trattare con minori,
    informazioni commisurate alla sua capacità di comprensione sulla sperimentazione,
    i rischi e i benefici;
    c) lo sperimentatore o lo sperimentatore principale tenga in considerazione la
    volontà esplicita del minore di rifiutare la partecipazione alla sperimentazione o di
    ritirarsene in qualsiasi momento, se il minore stesso è capace di formarsi
    un’opinione propria e di valutare le informazioni di cui alla lettera b);
    d) il gruppo di pazienti tragga dalla sperimentazione clinica qualche beneficio
    diretto e solo se la ricerca è essenziale per convalidare dati ottenuti in
    sperimentazioni cliniche su persone in grado di dare il loro consenso informato o
    ottenuti con altri metodi di ricerca; inoltre, la ricerca deve riguardare direttamente
    uno stato clinico di cui soffre il minore o essere di natura tale da poter essere
    intrapresa solo su minori;
    e) siano state seguite e linee guida scientifiche pertinenti, adottate dall’Agenzia
    europea di valutazione dei medicinali (EMEA);
    f) le sperimentazioni cliniche siano state concepite in modo da ridurre al minimo
    il dolore, il disagio, la paura e ogni altro rischio prevedibile, in relazione alla
    malattia e allo stadio di sviluppo del minore; la soglia del rischio ed il grado di
    malessere devono essere definiti specificamente e continuamente monitorati;
    g) il protocollo sia stato approvato da
     un comitato etico con competenza anche
    pediatrica o che si sia preventivamente avvalso di una consulenza in merito alle
    questioni cliniche, etiche e psicosociali in ambito pediatrico;
    h) l’interesse del paziente prevalga sempre sugli interessi della scienza e della
    società.



29-07-2021


Come da tempo tuttocovid.com cerca di spiegare, i vaccinati contagiano esattamente come i non vaccinati e questa volta la conferma viene direttamente da Antony Fauci, noto virologo statunitense e consulente del presidente americano Joe Biden. Continuare a sostenere, come ha fatto Mario Draghi e come fanno le persone che ascoltano solo i quotidiani e le tv nazionali di regime, che bisogna vaccinarsi per tutelare dal contagio noi e gli altri, e’ delinquenziale e tragicomico. Il green pass deve essere immediatamente abolito in quanto non ha nessuna utilita’ discriminare i non vaccinati dai vaccinati nei luoghi pubblici dato che entrambi contagiano allo stesso modo. Il vero scopo e’ quello di obbligare la popolazione a vaccinarsi, obbligo incostituzionale in quanto, essendo i vaccini farmaci sperimentali, e’ proibito fare sperimentazione sull’uomo se non su base volontaria e ingrassare così dal lato economico le case farmaceutiche produttrici di vaccini . Parlando e spiegando queste cose a molti italiani favorevoli al green pass, abbiamo purtroppo constatato che il lavoro di ipnosi e di controllo della mente degli italiani, portato avanti dai mass media specialmente televisivi, e’ stato talmente efficace che non e’ piu’ possibile far tornare alla ragione molte persone nonostante l’evidenza. Uno dei problemi dei prossimi anni, sara’ quello di riuscire a riattivare l’uso del cervello alle persone che lo hanno perso a causa della pandemia. Se venisse fatto un elettroencefalogramma ai favorevoli al green pass , questo risulterebbe con ogni probabilita’ piatto.

VARIANTE DELTA, LA BOMBA DI FAUCI: LA CARICA VIRALE È ESATTAMENTE LA STESSA NELLE PERSONE VACCINATE E IN QUELLE NON VACCINATE (VIDEO)

ROMA – In una fase della pandemia dove ormai è divenuta dominante la cosiddetta variante delta, ci si domanda quanto siano efficaci i vaccini contro questa variante del virus. Soprattutto perché il governo intero, da Draghi, a Speranza, a Figliuolo, ai vari virologi e alla stampa schierata hanno iniziato una  martellante campagna pro vaccini e di punizioni e penalizzazioni contro i non vaccinati. Confortati ultimamente anche da Alte cariche dello Stato.

Ebbene quest’allarme italiano sembra notevolmente attenuato da una recente dichiarazione del noto virologo statunitense Anthony Fauci – consulente di Biden e nemico giurato di Trump, e quindi idolo delle sinistre italiane, il quale ha lanciato una vera e propria bomba ammettendo che la carica virale della variante Delta rilevata nei vaccinati è sostanzialmente uguale a quella dei non vaccinati.

«I dati sono chiari. Ora che abbiamo la variante Delta, questo ha cambiato completamente lo scenario. Perché se guardiamo al livello del virus, nelle mucose delle persone vaccinate che vengono contagiate da un’infezione della variante delta nonostante il vaccino, è esattamente lo stesso livello di carica virale presente in una persona non vaccinata che è infetta. Questo è il problema. Questi dati sono stati molto convincenti ed è questo che ha determinato il cambiamento di linea nell’orientamento della CDC».

Clicca sul link sottostante per vedere e sentire il video con le dichiarazioni di A. Fauci

https://www.facebook.com/watch/?v=2937441833194354




21-07-2021

Nuovi dati negativi da Israele sulla capacità del vaccino di frenare il contagio. Il primo ministro israeliano, Naftali Bennett, conferma la minore efficacia del siero Pfizer sulle nuove varianti Covid-19. Dalle colonne del TheJerusalem Post rimbalzano le criticità della campagna vaccinale israeliana nel contenere il contagio. Le dichiarazioni di Bennett saranno destinate ad avere un forte eco anche in Italia dove è in corso di valutazione l’obbligo del Green Pass. ll caso d’Israele, iniziale modello di riferimento per il contrasto alla pandemia, pone nuovamente sotto la lente d’ingrandimento i limiti del meccanismo del patentino vaccinale. I dati ufficiali d’Israele evidenzierebbero infatti in modo chiaro la vulnerabilità al virus anche dei vaccinati. Le indicazioni ricavate dal modello israeliano e confermate dal Primo Ministro d’Israele mostrano la possibilità di coloro che si sono sottoposti alla vaccinazione di poter comunque contrarre e dunque diffondere l’infezione. Analizzando la dinamica di crescita del contagio israeliano, i numeri statistici ufficiali smentirebbero il criterio della differenziazione tra vaccinati e non vaccinati alla base delle obbligazione del Green Pass. Partendo dalle falle del sistema d’Israele evidenziate sulla stampa ufficiale, ai microfoni di “Lavori in corso” Alessandro Meluzzi sottolinea tutte le debolezze del modello italiano e della retorica priva di fondo alla base del Green Pass.




18-07-2021

Nonostante sia assolutamente palese che i vaccinati si infettano e infettano altri ancor di più dei non vaccinati, il main stream (tv e giornali nazionali) continua a sostenere, come accaduto con la legge che ha reso obbligatoria la vaccinazione per il personale sanitario, (ricordiamolo solo in Italia e in nessun altro paese), che il vaccino serve per prevenire il contagio. Il focolaio covid scoppiato nella portaerei inglese, dove tutto il personale era gia’ stato vaccinato con due dosi, e nonostante questo ben 100 marinai si sono infettati, dovrebbe porre la parola fine su queste fake news del main stream (ma ne dubitiamo… la faccia tosta non manca loro di sicuro per continuare a sostenere una tesi che fa comodo al sistema che ci comanda e per accusare i no vax di essere la causa della diffusione del virus… Ci poniamo una sola domanda: Che corsi hanno fatto queste persone per arrivare fare i giornalisti? Forse corsi per come mentire davanti a milioni di telespettatori e avere ancora la faccia per guardarsi allo specchio?.

FOCOLAIO SU PORTAEREI INGLESE: OLTRE 100 CONTAGIATI, ERANO TUTTI VACCINATI

Da Simone Spiga – 

 18 Luglio 2021

Più di un centinaio di membri dell’equipaggio della portaerei della Marina britannica HMS Queen Elizabeth sono stati infettati da Covid-19 durante uno scalo a Cipro all’inizio di luglio, secondo un funzionario e media britannici.

A riportare per prima la notizia è stata la BBC che conferma che anche diverse altre navi da guerra della flotta che lo accompagnano sono state colpite.

Il segretario alla Difesa Ben Wallace ha affermato che tutto l’equipaggio del dispiegamento ha ricevuto due dosi di un vaccino contro il Covid-19.




17-07-2021

Un piano per convincere le famiglie a far vaccinare quanti più bambini possibili era stato stilato già dalla fine degli anni ’90. Il progetto era contenuto nel piano strategico della Childrens Vaccine Initiative sembra ora una premonizione di quanto sta accadendo in questi mesi, con il Ministero della Salute che ha aperto le vaccinazioni anche ai bambini e vorrebbe convincere quante più famiglie possibili a vaccinare i propri figli. Uno scenario che preoccupa tantissimo Tiziana Alterio, giornalista e autrice del libro “Il Dio Vaccino”. Secondo la scrittrice, il piano stilato nel ’98 sarebbe un progenitore dell’attuale processo di convincimento ad opera dei Governi nei confronti delle famiglie con figli. Nonostante si cerchi di vaccinare quanti più bambini possibili, secondo la Alterio la situazione sarebbe tutt’altro che preoccupante per quanto riguarda i più piccoli: non ci sarebbero infatti evidenze scientifiche che inducano a pensare di dover immunizzare i minori.




09-07 2021

Una testimonianza di Eleonora Brigliadori. Sotto un brevissimo riepilogo dei primi anni della sua carriera.

Eleonora Brigliadori nasce a Milano nel 1960 ( ha compiuto 61 anni lo scorso 18 febbraio). Inizia la sua carriera come modella e, poco dopo, nel 1977 compare nel suo prima programma televisivo, “Portobello”, su Rai 1. Nel 1980 approda a Canale 5 come annunciatrice televisiva e manterrà questo ruolo fino al 1984.

Un video di 4 minuti per sconsigliare vivamente il vaccino. Se dopo averlo visto, qualcuno persisterà nell’idea di farsi vaccinare, specialmente se si tratta di una persona giovane, non potra’ poi lamentarsi di non essere stato avvisato di quello che gli potra’ succedere in futuro. I free vax stanno lottando per cercare di salvare piu’ vite umane possibili, consapevoli di quello che potra’ accadere in un futuro prossimo a chi si e’ fatto inoculare questa serie di cui parla il mainstream di “sieri” ricordiamolo e non vaccini come vengono colpevolmente fatti passare . Ci scusiamo per la bassa qualita’ del video non dipendente dalla nostra volonta’




14-07-2021

Misteri e timori intorno al vaccino. Sin dal loro approdo nel mercato sanitario mondiale, i prodotti studiati come soluzione alla crisi da Covid19 hanno ricevuto un trattamento di privilegio da parte della narrazione generalista. Sempre innalzati a ruolo di unica soluzione possibile, mai davvero messi in discussione per la loro natura sperimentale. Tuttavia, con il tempo, le ombre si fanno da parte e i fatti emergono in tutta la loro chiarezza. I dati che per tutto il periodo pandemico hanno animato le nostre giornate diventano la cartina di tornasole per scoprire la verità su efficacia e sicurezza dei vaccini. Proiettandoci con lo sguardo verso l’intero globo sono già saltati fuori i primi casi di Paesi che hanno visto rimbalzare verso l’alto la loro curva dei contagi, nonostante lo stato avanzato della campagna di vaccinazione. Ritornano così in auge le parole di scienziati e di fama mondiale che hanno manifestato il proprio scetticismo nei confronti di questi prodotti. I Nobel Honjo e Montagnier, rispettivamente giapponese e francese, il virologo numero uno al mondo Didier Raoult, l’esimio dottor Tarro: tutti esperti che hanno visto calare dall’alto la censura a causa delle loro opinioni dissonanti. Un destino simile è toccato in passato, ma anche di recente, al dottor Giuseppe DiBella che su questi stessi argomenti ha risposto alle domande del direttore Ilario Di Giovambattista. Ecco l’intervista al Prof DiBella “Come sta andando la questione dei vaccini?” “È un problema aperto che meriterebbe di essere approfondito su un piano puramente scientifico consentendo, senza inquinamenti di ordine politico e di ordine ideologico una gestione del vaccino basata unicamente sulla salute e sul vantaggio delle persone. Cioè, riportare il dibattito su un piano unicamente, ma rigorosamente, su basi scientifiche che devono essere documentate e riscontrabili. Vedere il parere di personaggi di alto livello: Nobel giapponese Honjo, Luc Montagnier, GiulioTarro, il virologo numero 1 Didier Raoult. Incominciare a valorizzare dei pareri che fino a adesso sono stati completamente disattesi. Dibattito vuol dire non avere una versione unica, non avere un parere unico, ma allargare anche a persone che hanno competenza scientifica ed esperienza clinica”.




luglio 2021

 Per quelli che non sono ancora convinti che tutto questo sia stato scritto a tavolino tempo fa…

 Guardate un po’ chi sono gli attori principali partecipanti a tutto ciò!

 Vi bastano le prossime varianti fino a febbraio 2023 ?

Non si può certo dire che gli sia mancata la fantasia con i nomi alle future varianti!

 Quindi pensate a cosa hanno già in mente…




13-07-2021

Irina Boutourline intervista Gianni Rivera chiedendo cosa ne pensa sui vaccini e sulle possibili alternative.




13-07-2021

Un altro effetto collaterale gravissimo, che ha portato alla morte di un uomo. Piu’ il tempo passa e piu’ si “scoprono” tante belle novita’ sulla pericolosita’ dei vaccini. E sono passati solo pochi mesi dall’inizio della vaccinazione di massa. Poi, quando i vaccini avranno, col tempo, espletato tutti i loro effetti, vedremo se tra i vaccinati ci sara’ qualche sopravvissuto….

Johnson e Johnson, casi di sindrome Guillain-Barre: l’Ema studia gli effetti collaterali

Johnson e Johnson, casi di sindrome Guillain-Barre: l'Ema studia gli effetti collaterali

Johnson e Johnson, l’Ema studia i dati sugli effetti collaterali del vaccino: «L’Ema sta analizzando i dati forniti» da Johnson&Johnson «sui casi della sindrome Guillain-Barre (Gbs) segnalati a seguito della vaccinazione» col siero, e ha chiesto alla J&J di fornire «ulteriori dati dettagliati». Così l’Ema in una nota all’ANSA dopo che ieri la Food and Drug Administration Usa ha aggiunto un avvertimento legato alla Gbs (disturbi neurologici) alla scheda informativa per il vaccino Janssen.

Johnson e Johnson e la sindrome Guillain-Barre

«L’Ema – si legge – continuerà la revisione dei casi e comunicherà ulteriormente quando saranno disponibili nuove informazioni».

Cos’è la sindrome di Guillain-Barre, effetto collaterale del vaccino del vaccino

Ma cos’è la sindrome Guillain-Barre? Si tratta di un disturbo del sistema immunitario che causa infiammazione dei nervi e può provocare dolore, intorpidimento, debolezza muscolare e difficoltà a camminare. La GBS era stata già identificata durante il processo di autorizzazione all’immissione in commercio del prodotto come «un possibile evento avverso che richiede specifiche attività di monitoraggio della sicurezza».

APPROFONDIMENTI

Johnson&Johnson verso il flop: allerta per una rara sindrome di paralisi e in Italia si accumulano scorte inutilizzate

Johnson&Johnson, allerta Fda: «Rischio sindrome rara». Segnalato anche un caso di morte




11-07-2021

Il DL 44/2021 che prevede l’obbligo vaccinale anti Covid-19 per i sanitari, continua a far discutere. Mentre il Decreto Legge parla di obbligo per il personale sanitario al fine di proteggere dall’infezione SARS-CoV-2, è accertato che le sostanze attualmente sul mercato non possano assolvere a questa funzione, bensì possano semplicemente evitare conseguenze più gravi nel decorso della malattia. Una formulazione, quella del DL poi convertito in legge, che non corrisponde dunque ad una situazione realistica: pur volendo, infatti, i sanitari non avrebbero la possibilità di sottoporsi ad un vaccino che prevenga l’infezione. A difendere il personale sanitario che ha rifiutato l’inoculazione è l’avvocato Renate Holzeisen, che ha annunciato a “Un Giorno Speciale” di essere pronta a presentare le prime impugnazioni con richiesta dei provvedimenti cautelari d’urgenza per i sanitari sospesi dal servizio a causa del rifiuto




09-07-2021

L’ Inghilterra fa dietrofront. Nonostante la presunta minaccia rappresentata dalla variante Delta, con il conseguente aumento dei contagi da Covid, Boris Johnson sembra essere deciso a riaprire tutto per il 19 luglio. Salta l’obbligo di indossare la mascherina, così come il numero chiuso attualmente in vigore nei pub, locali notturni e discoteche. Un ritorno alla vita sociale che, seguendo il filo del discorso dominante da inizio emergenza, non dovrebbe essere giustificato dai dati dell’ epidemia nel paese inglese. Altra contraddizione insita nel caso britannico è l’improvviso aumento delle persone che hanno contratto il virus, sebbene la campagna di vaccinazione dell’Inghilterra sia in fase avanzata.




07-07-2021

Si parla di depopolazione in modo chiaro. Ce lo dicono. Bisogna aiutare chi è ancora ipnotizzato.




04-07-2021

Sono moltissimi i medici, anche primari, che non vogliono sottostare all’obbligo vaccinale. Un avvocato ha deciso di assisterli e spiega come procedere contro le asl. Il medico si presenta per la vaccinazione assistito dal legale, chiede informazioni per poter prestare il consenso informato, in particolare chiede se la sostanza che vogliono inoculare serve per prevenire il contagio come previsto dalla normativa, non ricevendo risposta l’avvocato fa intervenire i carabinieri che verbalizzano l’impossibilita’ di adempiere alla normativa non per mancanza di volonta’ del medico. Tre ore e mezza presso l’hub vaccinale, precipitato nel caos! Se tutti facessero cosi’ altro che 500.000 vaccinazioni al giorno farebbero!!!




29-06-2021

Mentre i mass media continuano a raccomandare il vaccino come fosse acqua fresca, crescono i “segnali” che dai vaccini e’ bene starne alla larga. Ultimo caso 500 miocarditi provocate begli adoleacenti in America, con due in terapia intensiva e diverse morti sospette.

«Troppi rischi», l’inventore dei vaccini mRNA mette in guardia i giovani

  • La Redazione de l’AntiDiplomatico

Altri dubbi sui vaccini. Anche in questo caso a riflettere non è un ciarlatano, oppure medico no-vax, ma l’inventore dei vaccini mRNA, Robert Malone, il quale ha affermato che “il governo non è stato trasparente sui rischi” del vaccino Covid-19 dopo che YouTube ha cancellato un video in cui discuteva dei potenziali rischi per giovani adulti e adolescenti.

Secondo il dottor Malone, inventore della tecnologia mRNA che ora viene utilizzata nei vaccini anti-Covid di Pfizer e Moderna, ha dichiarato a Tucker Carlson di Fox che non ci sono dati sufficienti sui rischi che corrono i giovani e per questo motivo non dovrebbero essere costretti a vaccinarsi. 

“Non credo che i benefici superino i rischi in quella coorte”, ha detto Malone, riferendosi a persone nella fascia di età dai 18 ai 22 anni, “ma purtroppo l’analisi rischi-benefici non viene fatta”.

“La mia preoccupazione è che so che ci sono dei rischi ma non abbiamo accesso ai dati”, ha spiegato Malone. “E quindi, sono dell’opinione che le persone abbiano il diritto di decidere se accettare o meno i vaccini, soprattutto perché si tratta di vaccini sperimentali”.

Malone ha condiviso le sue preoccupazioni in gruppo di consulenti per i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, dove ha affermato che esiste un “probabile legame” tra rari casi di infiammazione cardiaca negli adolescenti e nei giovani adulti e i vaccini Pfizer/BioNTech e Moderna, utilizzati contro il Covid-19. 

Intanto il gruppo di lavoro tecnico sulla sicurezza dei vaccini contro il Covid-19 (VaST) ha discusso di quasi 500 segnalazioni di infiammazione cardiaca, nota come miocardite, in adulti vaccinati di età inferiore ai 30 anni.

Il gruppo di medici ha affermato che il rischio di miocardite o pericardite in seguito alla vaccinazione con iniezioni a base di mRNA negli adolescenti e nei giovani adulti è notevolmente più elevato dopo la seconda dose e nei maschi.

Malone ha poi denunciato che il governo federale sta raccomandando vaccini contro il Covid per tutti gli over 12 senza che alcuna ricerca affermi che questa operazione sia sicura e scevra di rischi per i giovani da vaccinare. 

“I giovani adulti nel fiore degli anni sono costretti a prendere il vaccino perché Tony Fauci lo ha detto”, ha detto Carlson su Fox News, aggiungendo che Malone “ha il diritto di parlare”, data la sua esperienza. 

Malone ha aperto la strada alla “trasfezione dell’RNA in vitro” e anche alla “trasfezione dell’RNA in vivo” nel 1987 e nel 1988 al Salk Institute, secondo la sua biografia. Lo ha fatto su embrioni di rana e topi.

I vaccini convenzionali vengono prodotti utilizzando forme indebolite del virus, ma gli mRNA utilizzano solo il codice genetico del virus.

Un vaccino mRNA viene iniettato nel corpo dove entra nelle cellule e dice loro di creare antigeni. Questi antigeni vengono riconosciuti dal sistema immunitario e lo preparano a combattere il coronavirus.

Non è necessario alcun virus reale per creare un vaccino mRNA.

Ciò significa che la velocità con cui può essere prodotta è notevolmente accelerata. Di conseguenza, i vaccini mRNA sono stati acclamati come potenzialmente in grado di offrire una soluzione rapida ai nuovi focolai di malattie infettive.




28-06-2021

Un video di 12 minuti, con una conferenza stampa presso la camera dei deputati organizzata dall’onorevole Sara Cunial, per spiegare perche’ non e’ possibile imporre un obbligo vaccinale. Riassumendo, il motivo fondamentale e’ che i vaccini sono in fase di sperimentazione e nessuno essere umano puo’ essere obbligato a sottoporsi ad una sperimentazione. Il fatto che i vaccini siano sperimentali lo di deduce dal foglio illustrativo dei vaccini stessi dove si afferma che “non si conoscono gli effetti a medio-lungo termine”. Ora, tutti i medicinali hanno degli effetti collaterali, ma essi sono noti e vengono analiticamente elencati. Nel caso dei vaccini invece non e’ possibile elencarli perche, non sono proprio noti: qualunque effetto collaterale si puo’ potenzialmente verificare, anche una strage di massa non puo’ essere a priori esclusa, se, ad esempio, si rivelassero cancerogeni. Per questo i vaccini sono sperimentali e chi si sottopone al vaccino sceglie di svolgere lo stesso ruolo dei topi da laboratorio usati per la sperimentazione dei farmaci: ne piu’ ne meno. Ma sembra che alle persone piaccia essere declassati da esseri umani a topi




27-06-2021

NEL VIDEO PRECEDENTE ABBIAMO PARLATO DELLA SITUAZIONE IN ISRAELE, ADESSO GUARDIAMO COSA STA SUCCEDENDO IN CASA NOSTRA, A QUALCUNO POTREBBE ESSERE SFUGGITA QUESTA NOTIZIA, NOI LA RIPROPONIAMO E RICORDIAMO AI PIU’ SMEMORIATI. QUALCHE GIORNO FA SU LA 7…..

28-06-2021

In questo video, possiamo vedere come Andrea Crisanti, che non puo’ essere certo annoverato tra i no vax, ammette candidamente che la campagna di vaccinazione rappresenta una sperimentazione di massa, che i vaccini sono stati approvati solo perche’ siamo in una situazione emergenziale e che i dati scientifici sono ancora assolutamente insufficienti a dare risposte certe sulle problematiche relative ai vaccini. Clicca il link sottostante per vedere il video.

https://fb.watch/6omFfjXgSE/




26-06-2021

Molto interessante il prossimo video che commenta la situazione covid in Israele. il dott. Burioni aveva esultato perche’ in Israele, dopo la vaccinazione di tutta la popolazione sopra i 16 anni, le restrizioni anticovid erano state tutte eliminate. Quindi Burioni aveva commentato: “vacciniamo tutti anche noi!” Peccato che dopo soli 8 giorni di eliminazione delle restrizioni si sono accorti che il vaccino, non blocca i contagi, che sono ripresi, e sono ritornati ad imporre le mascherine al chiuso e la quarantena di 10 giorni anche per i vaccinati venuti a contatto con positivi. Nostro commento: chi crede che facendosi vaccinare usciremo dall’emergenza covid si illude: a ottobre 2021 saremo di nuovo tutti in zona rossa, perche’ i piani del nuovo ordine mondiale devono andare avanti e finche’ la gente assecondera’ le loro mosse, come quella di farsi vaccinare, evidentemente la partita a scacchi la perderemo. Solo ribellandoci a tutto quello che dicono e che vogliono imporci, solo riprendendendoci tutti i nostri diritti, l’emergenza potra’ finire. E’ una scelta di campo netta: o farci prendere in giro e vivere come pecore impaurite grazie al reddito di cittadinanza, dopo che avranno fatto fallire, secondo i loro piani, le economie occidentali, oppure smettiamo di avere paura e smettiamo di obbedire alle loro norme incostituzionali, con buona pace dei padri costituenti, che hanno lottato a rischio della loro vita per darci quelle garanzie che oggi vengono negate facendo terrorismo sanitario. A ottobre ci sara’ la caccia ai non vaccinati, che saranno perseguitati, attribuendo loro la responsabilita’ per i nuovi contagi. Peccato che un focolaio in una palestra di Milano e’ stato innestato proprio da una persona vaccinata con entrambe le dosi….




24-06-2021

Muore dopo il vaccino Johnson&Johnson a causa di una trombosi a Bari: Alessandro Cocco era in coma da giorni

Muore dopo il vaccino Johnson&Johnson a causa di una trombosi a Bari: Alessandro Cocco era in coma da giorni

Alessandro Cocco è morto oggi al Policlinico di Baria causa di una trombosi cerebrale. L’uomo, 54 anni, residente nel capoluogo pugliese ma romano di origine, era stato ricoverato lo scorso 26 maggio dopo aver ricevuto, all’hub di Alberobello, il vaccino monodose anti-Covid Johnson&Johnson. In un altro ospedale barese, i medici gli avevano prescritto una terapia farmacologica «per trombosi venosa periferica», ma le condizioni sono peggiorate e il 12 giugno il 54enne è stato portato al pronto soccorso del Policlinico – che aveva segnalato «il sospetto caso avverso» all’Aifa – e ricoverato in rianimazione. 

Cocco avrebbe dovuto sposarsi in seconde nozze venerdì con la rutiglianese Milena Palumbo, 35 anni, direttore editoriale della NeP (in catalogo libri di poesia, narrativa, opere scientifiche, testi didattici, scritti di saggistica, biografie e testi storici). Ha avuto i primi sintomi undici giorni dopo l’iniezione del vaccino Johnson & Johnson. Ha deciso di andare al Miulli giovedì, poi è ritornato a casa. Ma venerdì la situazione è peggiorata, quindi in serata si è rivolto al Pronto soccorso del Policlinico.

«Si precisa – aveva confermato l’ospedale barese – che l’uomo è arrivato al pronto soccorso il 12 giugno scorso già in terapia farmacologica prescritta in altra sede, per trombosi venosa periferica». Proprio sabato scorso la Regione Puglia, alla luce delle nuove raccomandazioni emanate dal Cts, aveva deciso di sospendere in via precauzionale la somministrazione del vaccino monodose Johnson&Johnson per gli under 60.La famiglia di Cocco ha autorizzato l’espianto degli organi per la donazione.




15-06-2021

DOPO I FENOMENI DELLE CALAMITE E MONETE CHE SI ATTACCANO NEL PUNTO DI VACCINAZIONE, L’AVVOCATO POLACCO HA DECISO DI FARE UN’ESPERIMENTO ALLA PRESENZA DI UN PERITO TECNICO CHE REDIGERA’E GIURERA’ UNA PERIZIA CHE POTRA’ ESSERE CONTESTATA SOLO MEDIANTE QUERELA DI FALSO CONTRO LO STESSO AVVOCATO. NELL’ESPERIMENTO VIENE DIMOSTRATO SENZA OMBRA DI DUBBIO, CHE UNA PESANTE FORCHETTA RESTA ATTACCATA AL BRACCIO NELLA ZONA DI INOCULAZIONE COME SE FOSSE ATTRATTA. SULLA BASE DELLA PERIZIA GIURATA, VERRA’ PRESENTATA DENUNCIA PERCHE’ VENGANO EFFETTUATE INDAGINI VOLTE A CHIARIRE COSA SIA CONTENUTO NEL VACCINO.

https://www.facebook.com/AvvocatoPolacco/videos/543000956699082/?scmts=scwspsdd




13-06-2021

SENTITE UN’ULTERIORE TESTIMONIANZA DEL SENATORE GIANLUIGI PARAGONE.

https://fb.watch/666KCTfyEt/




12-06-2021

Piu’ ci si informa sul vaccino e piu’ saltano fuori cose che nessuno dice. In questo caso il fenomeno dell’Ade, cioe’ che il vaccino possa agevolare l’infezione dal virus anziche’ ostacolarla. Buona lettura ed approfondimento.

Elena Boero

ADE: Antibody-dependent Enhancement

Il fenomeno biologico di cui parliamo oggi si chiama Antibody-Dependent Enhancement (ADE)  ed è una delle ragioni per cui un vaccino promettente può risultare inefficace, qualora non vengano sviluppati gli anticorpi “giusti”.

Questo fenomeno è stato scoperto nel 1977 da un virologo che studiava la malattia di Dengue e da allora è stato riconosciuto anche per altri virus, inclusi alcuni della famiglia dei coronavirus.

Il vaccino come metodo di protezione a lungo termine dalle malattie virali

La produzione di un vaccino è generalmente considerata la via più promettente per proteggere a lungo termine la popolazione mondiale dai virus.

L’obiettivo della vaccinazione è quello di proteggere le nostre cellule dall’invasione del virus. Mimando l’infezione, la vaccinazione induce la produzione duratura di anticorpi, cioè proteine specifiche del sistema immunitario che riconoscano il virus e coadiuvano la sua eliminazione. A differenza dell’infezione reale, in cui il sistema immunitario incontra il virus intero, nella vaccinazione la produzione di anticorpi viene indotta verso solamente alcune strutture “chiave” del virus, le quali sono state reputate determinanti per l’entrata nelle cellule. Una di queste è la famosa proteina spike, una proteina che, come una chiave, apre le cellule all’entrata del virus.

La speranza è che il sistema immunitario della persona vaccinata produca alti livelli di anticorpi anti-spike che impediscano l’interazione e quindi l’invasione delle nostre cellule.

Non tutti gli anticorpi sono uguali: anticorpi neutralizzanti e non

Possiamo paragonare le proteine di superficie virali, come la proteina spike, a delle chiavi in grado di aprire la porta di accesso alle nostre cellule. Una volta iniettato il vaccino, il sistema immunitario del paziente produrrà una moltitudine di anticorpi contro la chiave, ma questi non saranno tutti uguali: ognuno di essi sarà specifico per una parte diversa della chiave. Alcuni si attaccheranno all’impugnatura, altri allo stelo e altri alla parte del pettine. Come potrete immaginare quindi, tutti gli anticorpi si attaccheranno, ma non tutti gli anticorpi prodotti saranno in grado di impedire alla chiave di entrare nella serratura. Solo gli anticorpi che si attaccano a zone strategiche come il pettine o alle zone vicino ad esso preverranno l’invasione della cellula. Questi anticorpi sono detti “neutralizzanti” perché appunto neutralizzano la capacità del virus di nuocere alle cellule umane, e quindi proteggono il paziente dalla malattia.

Lo scopo dei vaccini è proprio di indurre nell’individuo vaccinato il maggior numero di anticorpi neutralizzanti possibile. Ma che cosa succede se invece la vaccinazione non induce anticorpi neutralizzanti, ma solo anticorpi che si attaccano al virus senza impedire che entrino nelle cellule?

Si rischia che accada il fenomeno del Antibody-dependent Enhancement. Scopriamo di cosa si tratta.

Gli anticorpi potrebbero aiutare il virus a entrare nelle cellule

Uno dei principali meccanismi di eliminazione dei corpi estranei attuato dal sistema immunitario si avvale di particolari cellule immunitarie dette fagociti. Queste accorrono numerose nei siti di infezione e quando incontrano un virus segnalato dagli anticorpi come un pericolo, lo internalizzano per digerirlo. La distruzione del virus avviene all’interno di una sorta di “stomaco” cellulare, ma alcuni virus hanno sviluppato dei meccanismi per evitare di essere eliminati, e quindi una volta all’interno dei fagociti li invadono.

Abbiamo spiegato prima come l’obiettivo primario del vaccino sia quello di prevenire l’entrata del virus nelle cellule, specialmente quelle delle vie respiratorie. Tuttavia gli anticorpi in questo caso determinano l’effetto opposto. Quindi un virus decorato con degli anticorpi potrebbe essere paragonato ad un cavallo di troia per fagociti. Gli anticorpi che lo hanno riconosciuto perché venga eliminato dalle cellule in realtà lo aiutano ad entrare nelle cellule fagocitiche e invaderle. Il risultato è che il virus si replica nei fagociti e poi esce diffondendo l’infezione nelle cellule vicine.

ADE: Antibody-dependent Enhancement

Questo meccanismo è noto in biologia e viene definito ADE (dall’inglese Antibody-dependent Enhancement), traducibile come “intensificazione (dell’infezione) anticorpo-mediata”.

Se gli anticorpi indotti dalla vaccinazione sono neutralizzanti e proteggono le cellule respiratorie più sensibili, l’individuo è comunque protetto e l’effetto dell’invasione delle cellule immunitarie è marginale. Se invece gli anticorpi indotti non sono neutralizzanti, vuol dire che né le cellule respiratorie, né quelle del sistema immunitario sono protette.

Il risultato è che un’infezione o una vaccinazione che induce gli anticorpi “sbagliati” potrebbe aggravare la situazione, dando “un passaggio” al virus per entrare nelle cellule immunitarie.

Il fenomeno dell’ADE nei vaccini: il parere degli esperti

Non è ben chiaro quanto il fenomeno dell’ADE possa incidere realmente nella mancata o opposta risposta ai vaccini.

L’ADE nella malattia di Dengue

L’ADE è stata scoperta nel 1977 da un virologo che studiava la malattia di Dengue e da allora questo fenomeno è stato riconosciuto anche per altri virus, inclusi alcuni della famiglia dei Coronavirus. È bene però puntualizzare che in alcuni casi questo fenomeno si rinviene solamente in esperimenti di laboratorio e non in esperimenti su animali o infezioni di esseri umani, quindi per molti virus rimane il dubbio che l’ADE avvenga realmente.

L’ADE nei Coronavirus

Per quanto riguarda la famiglia dei Coronavirus, ovvero i “cugini” del SARS-CoV-2, esperimenti su gatti vaccinati con la proteina spike del virus della prima SARS hanno dimostrato che questi peggioravano, ma il risultato non si conferma nei macachi. I macachi non hanno dimostrato effetti collaterali nemmeno dopo la vaccinazione con il virus della MERS.

Il rischio che un vaccino per il COVID-19 determini questo effetto è ignoto. Al momento non sono presenti dati sufficienti o convincenti che associno l’ADE per SARS-CoV-2 all’uomo. Finora c’è stata solo un’osservazione dei fenomeni in laboratorio, ma gli esperti concordano nel dire che gli esperimenti condotti in una situazione artificiale possono non rispecchiare che cosa avviene all’interno di un organismo complesso.

Anche se si conducessero i primi studi clinici di vaccini anti COVID-19 su esseri umani e si riscontrasse un peggioramento dello stato dell’infezione dei soggetti vaccinati rispetto a quelli non vaccinati, sarebbe comunque difficile dare la colpa all’ADE. Infatti la risposta immunitaria è molto complicata e non si limita alla produzione di anticorpi, rendendo l’interpretazione degli effetti collaterali molto difficile.

L’ADE come elemento nella produzione di vaccini

Ricordiamo che generalmente occorrono 15-20 anni per produrre un vaccino sicuro ed efficace, proprio perchè bisogna tenere in considerazione elementi come l’ADE. Essi si evidenziano solo sul campo. Per questo ed altri motivi dei vaccini che all’inizio sembrano promettenti poi non superano i controlli nel tempo. È ben vero che i tempi si stanno gradualmente riducendo grazie allo sviluppo della tecnologia, tuttavia la biologia ha tempi prestabiliti che spesso non è possibile accorciare.

Conclusioni: L’Antibody-dependent Enhancement è un pericolo da tenere in considerazione

Tutti concordano che l’Antibody-dependent Enhancement sia sicuramente un fenomeno da considerare durante i test dei nuovi vaccini. È uno dei tanti elementi che rendono la nostra conoscenza dei meccanismi del sistema immunitario e dei vaccini ancora parziale ed affascinante.

elena boero

Dott.ssa Elena Boero, Biologa




12-06-2021

IL MESSAGGEROASTRAZENEGA, 54ENNE MUORE DI TROMBOSI DOPO LA PRIMA DOSE. LA FAMIGLIA: «ERA SANO»

«Era sano»

«Mio fratello era sano. Non aveva patologie e nessun tipo di problema» assicura la sorella Sonia. La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta, senza indagati, su segnalazione degli Spedali Civili dove l’uomo, carrozziere di professione, era stato trasferito dalla Poliambulanza quando già era stata dichiarata la morte cerebrale.

Padre di due figli

Padre di due figli – un ragazzo di 20 anni e una ragazza di 26 – era stato vaccinato il 29 maggio. Venerdì 4 giugno accusa i primi sintomi con febbre alta, domenica 6 giugno il malore mentre era in casa con la compagna. «Ha un’ischemia. Subito lo abbiamo portato in ospedale e un volta in Poliambulanza i medici riconoscono la gravità della situazione e la presenza di un trombo» ricostruisce Sonia, la sorella del 54enne.

«I medici hanno agito subito attraverso un’angiografia per aspirare questo trombo ed è andato tutto bene tanto che nell’arco di poche ore lui si è svegliato ed è riuscito a riconoscere alcune persone. Sembrava che la cosa fosse abbastanza sotto controllo seppur comunque ancora grave, ma il giorno successivo il quadro peggiora, viene nuovamente operato nel tentativo di ridurre la pressione del trombo sul cervello. Poi mio fratello – conclude – è andato in coma ed è deceduto». Giovedì, 24 ore dopo la morte cerebrale, i medici degli Spedali civili di Brescia hanno dichiarato il decesso di Gianluca Masserdotti. «Abbiamo potuto donare solamente fegato e reni perché – raccontano i familiari – gli altri organi erano compromessi dai trombi». Dopo il nullaosta della magistratura è stata allestita la camera ardente e lunedì saranno celebrati i funerali. «Non vogliamo niente. Vogliamo soltanto delle risposte. Vogliamo capire perché siamo arrivati a questo punto, perché – si chiedono la sorella, la compagna e i figli di Masserdotti – a un uomo di 54 anni è stato fatto Astrazeneca».




10-06-2021

TERZA DOSE DEL VACCINO A SETTEMBRE ? SENTITE IL COMMENTO DEL SENATORE GIANLUIGI PARAGONE EX MOV. 5 STELLE E ORA FACENTE PARTE DEL GRUPPO MISTO.

https://www.instagram.com/tv/CP840ioqoa9/?utm_medium=share_sheet (Video sintetizzato)

https://www.instagram.com/tv/CP7kxh_IGyw/?utm_medium=share_sheet (Video intero)




05-06-2021

DONNA DI QUARANTANNI IN COMA PER ICTUS: UNA SETTIMANA PRIMA AVEVA FATTO IL VACCINI ANTICOVID

Un padiglione dell’ospedale Cisanello di Pisa

Lucca, è ricoverata all’ospedale di Cisanello. Il 26 maggio le era stato somministrato l’AstraZeneca ma al momento non c’è la prova del nesso di causalità fra il farmaco e il malore che l’ha colpita.

LUCCA. Sono ore di apprensione per le condizioni di una giovane donna residente nella Piana ricoverata in stato di coma farmacologico all’ospedale Cisanello di Pisa dopo aver accusato un malore nella mattinata di giovedì mentre si trovava sul posto di lavoro.

Dall’iniziale capogiro con il passare del tempo si è giunti a uno stato soporifero e a una perdita di conoscenza. Nella notte tra giovedì e venerdì la quarantenne è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico alla testa per un’improvvisa emorragia.

La giovane donna mercoledì 26 maggio si era sottoposta alla vaccinazione anti Covid all’ospedale San Luca e le era stato somministrato il vaccino AstraZeneca. Stando al racconto di alcuni amici, tra cui il sacerdote del paese dove risiede, nei giorni successivi all’inoculazione della prima dose la giovane donna non aveva accusato particolari sintomi.

La donna è molto stimata e apprezzata per la sua attività nel mondo del volontariato, appassionata di sport, dedita anche al podismo e sino al malore che l’ha colpita non aveva mai manifestato alcuna forma di patologia più o meno grave. Nel paese in cui risiede la donna, si era sparsa la voce di una possibile correlazione tra la somministrazione della dose del vaccino anti Covid e l’emorragia cerebrale che l’ha colpita. Ma al momento non c’è alcuna prova in tal senso.Anche se l’Asl Toscana Nord Ovest, come da prassi, ha inviato una segnalazione all’Aifa di sospetta reazione avvers




02-06-2021

IL PREMIO NOBEL LUC MONTAGNIER SI DICHIARA SCANDALIZZATO PER IL FATTO CHE VOGLIONO VACCINARE ANCHE I BAMBINI E ILLUSTRA I RISCHI CHE QUESTO POTREBBE AVERE PER LE GENERAZIONI FUTURE

CLICCA QUI SOTTO

https://www.facebook.com/100009600511297/posts/2838488039814519/?sfnsn=scwspwa




02-06-2021

UNA TESTIMONIANZA DEL SENATORE GIANLUIGI PARAGONE SULL’OBBLIGATORIETA’ DEL VACCINO, ASCOLTATE BENE




MAGGIO 2021

Piu’ i dati ufficiali vengono aggiornati e piu’ il numero di morti aumenta esponenzialmente, senza che nei telegiornali a qualcuno venga in mente di dirlo. Dopo i primi morti da vaccino che erano stati comunicati con grande enfasi, stando ai mass media “progessionali” non e’ piu’ morto nessuno.

Vaccini, in Italia 56mila eventi avversi su 18 milioni di dosi: “L’8,6% sono gravi”

Quanto ai casi di trombosi dopo la vaccinazione con AstraZeneca, sono 34 gli eventi segnalati

Dall’inizio della campagna vaccinale sono state 56.110 le segnalazioni di sospetti eventi avversi su un totale di 18.148.394 dosi somministrate. Lo scrive l’Aifa nel quarto rapporto sulla vigilanza.

Il tasso di segnalazione è dunque di 309 ogni 100.000 dosi, di cui il 91% sono riferite a eventi non gravi, che si risolvono completamente, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari.

“Come riportato nei precedenti Rapporti, gli eventi segnalati insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo, nell’85% dei casi”.

Le segnalazioni gravi corrispondono all’8,6% del totale, con un tasso 27 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione.

Per quanto riguarda le trombosi a seguito della vaccinazione con AstraZeneca, prosegue la nota dell’Agenzia italiana del farmaco, le segnalazioni sono in linea con quelle del resto d’Europa. “In Italia, fino al 26 aprile 2021, sono state inserite nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza 29 segnalazioni di trombosi venose intracraniche e 5 casi di trombosi venose in sede atipica”.

Ancora, sulle trombosi e AstraZeneca: “La maggior parte di questi eventi (22 casi, 65%) hanno interessato le donne con un’età media di circa 48 anni e solo in un terzo dei casi circa gli uomini (12 casi, 35%) con un’età media di 52 anni. Il tempo medio di insorgenza è stato di circa 8 giorni dopo la somministrazione della 1a dose del vaccino Vaxzevria”. 




24-05-2021

Il Dottor Stefano Montanari conferma lo strano fenomeno delle calamite che aderiscono nel punto di iniezione del vaccino e formula un’ipotesi su quella che potrebbe essere la causa. Curiosa questa cosa, molto curiosa…




14-05-2021 Roma


Il 14 maggio 2021 il garante della privacy ha emesso le proprie indicazioni per il trattamento dei dati personali relativi alle vaccinazioni. Il datore di lavoro NON DEVE ESSERE A CONOSCENZA di quali sono i lavoratori che si sono vaccinati, ma solo il medico competente. Questo e’ molto importante perche’ in questo modo il datore di lavoro non potra’ ricattare i lavoratori costringendoli a vaccinarsi (cosa che gia’ molti datori di lavoro stanno cercando di fare).

Vaccinazioni sul luogo di lavoro: le indicazioni del Garante privacy. Disponibile anche il documento sul ruolo del medico competente

Il Garante per la privacy ha adottato un documento di indirizzo sulla vaccinazione nei luoghi di lavoro, per fornire indicazioni generali sul trattamento dei dati personali, in attesa di un definitivo assetto regolatorio.

La realizzazione dei piani vaccinali per l’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti Covid-19 nei luoghi di lavoro, prevista dal Protocollo nazionale del 6 aprile 2021, costituisce un’iniziativa di sanità pubblica, ragione per la quale la responsabilità generale e la supervisione dell’intero processo rimangono in capo al Servizio sanitario regionale e dovrà essere attuata nel rispetto della disciplina sulla protezione dei dati.

Anche per la vaccinazione sul luogo di lavoro dovrà essere assicurato il rispetto del tradizionale riparto di competenze tra il medico competente e il datore di lavoro, messo in evidenza nel documento sul ruolo del medico competente in materia di sicurezza sul luogo di lavoro, da oggi disponibile sul sito dell’Autorità.

Nel documento di indirizzo il Garante precisa che le principali attività di trattamento dati – dalla raccolta delle adesioni, alla somministrazione, alla registrazione nei sistemi regionali dell’avvenuta vaccinazione- devono essere effettuate dal medico competente o da altro personale sanitario appositamente individuato.

Nel quadro delle norme a tutela della dignità e della libertà degli interessati sui luoghi di lavoro, infatti, non è consentito al datore di lavoro raccogliere direttamente dai dipendenti, dal medico compente, o da altri professionisti sanitari o strutture sanitarie, informazioni relative all’intenzione del lavoratore di aderire alla campagna o alla avvenuta somministrazione (o meno) del vaccino e ad altri dati relativi alle sue condizioni di salute.

Tenuto conto dello squilibrio del rapporto tra datore di lavoratore e dipendente, il consenso del lavoratore non può costituire in questi casi un valido presupposto per trattare i dati sulla vaccinazione così come non è consentito far derivare alcuna conseguenza, né positiva né negativa, dall’adesione o meno alla campagna vaccinale.




13-05-2021

L”ambasciatore della salute” indiano muore 2 giorni dopo aver fatto il vaccino COVID

L"ambasciatore della salute" indiano muore 2 giorni dopo aver fatto il vaccino COVID

Vivekh era stato designato ambasciatore della salute per il Tamil Nadu per aiutare a convincere le persone a fare i vaccini contro il coronavirus. Oltre a rispettare le linee guida sanitarie del governo. Muore 2 giorni dopo

INDIA: Vivekh, attore indiano e ambasciatore sanitario per lo stato indiano del Tamil Nadu, muore 2 giorni dopo aver ricevuto una dose di vaccino COVID-19 all’inizio di questo mese.

Il noto attore e comico è stato ricoverato in un ospedale locale il 16 aprile per arresto cardiaco dopo essere stato vaccinato con Covaxin, un vaccino indiano contro il coronavirus, il giorno prima. Il 59enne è stato portato in ospedale privo di sensi. Ha subito un angiogramma coronarico e angioplastica prima della sua morte la mattina seguente, ha riferito GreatGameIndia .

L’ospedale ha detto che Vivekh soffriva di sindrome coronarica acuta con shock cardiogeno e blocco del 100% di un vaso sanguigno.

L’attore aveva preso la sua prima dose di Covaxin giovedì in un evento televisivo con la segretaria sanitaria del Tamil Nadu per incoraggiare la vaccinazione. Covaxin è ancora in fase di sperimentazione negli studi clinici e può provocare “effetti collaterali gravi e inaspettati”, secondo la scheda informativa del jab.

Vivekh era stato designato ambasciatore della salute per il Tamil Nadu per aiutare a convincere le persone nella regione a prendere i vaccini contro il coronavirus e rispettare le linee guida sanitarie del governo.

La morte di Vivekh è l’ultima mortalità cardiaca correlata dopo la vaccinazione COVID-19 segnalata in India nelle ultime settimane. Il mese scorso, un’analisi di 79 indiani morti dopo una dose di un vaccino COVID-19 ha rilevato che circa la metà ha subito ictus o attacchi di cuore.

“Di coloro che sono morti oltre il 50% di attacchi di cuore e ictus avuto cervello,” il Dott NK Arora, membro della Task Force nazionale sulla COVID-19, ha detto . “Tra coloro che sono stati ricoverati in ospedale e che hanno recuperato circa il 20%, anche loro hanno avuto un infarto e un ictus cerebrale”.

Episodi simili di decessi post-vaccinazione

Episodi simili di decessi post-vaccinazione sono stati segnalati  negli Stati Uniti, come quello di un ostetrico sano della Florida. E’  morto per una rara malattia del sangue tre settimane dopo la sua seconda dose del vaccino Pfizer COVID-19. Da allora la Federal Drug Administration ha collegato più colpi di coronavirus a  gravi  problemi di coagulazione del sangue .

Il lancio globale dei vaccini COVID-19 è stato afflitto da segnalazioni  di  migliaia di vittime sospette . Nessun vaccino COVID-19 autorizzato per l’uso di emergenza negli Stati Uniti ha dimostrato di fermare la trasmissione viralePraticamente tutte le  persone sane  che contraggono il virus sopravvivono, specialmente con determinati  regimi di trattamento.




03-06-2021

Secondo questo studio l’esposizione ai raggi solari uccide il covid-19. Viene proposto di mettere lampade solari negli autobus per risolvere il problema del covid. Sembra fantascienza, ma noi riportiamo l’articolo in attesa di conferme.

Così muore in pochi secondi il Covid: l’immunologo Clerici ha scoperto l’arma letale che uccide il virus

Una spallata che può essere definitiva nella guerra con il Covid. Mario Clerici, docente di Patologia generale all’Università Statale di Milano e direttore scientifico dell’Irccs di Milano Fondazione Don Gnocchi, è autore, insieme al gruppo di ricerca dell’Istituto nazionale di astrofisica, di uno studio tutto italiano pubblicato oggi in preprint sul Coronavirus: “Abbiamo dimostrato che raggi Uva e Uvb del sole nel giro di poche decine di secondi uccidono completamente il Sars-Cov-2”. “Questo studio – evidenzia Clerici all’Adnkronos – è essenzialmente il seguito di un precedente lavoro che avevamo fatto l’anno scorso quando avevamo visto che i raggi Uvc che sono una componente dei raggi solari che però non arriva sulla terra, uccidevano il Sars-Cov-2 dopo un’esposizione di pochi secondi. Però gli Uvc non arrivano sulla terra, quindi quei dati erano importanti solo da un certo punto di vista. Adesso, abbiamo visto che anche gli Uva e Uvb che sono i raggi che arrivano sulla terra, ci abbronzano e ci riscaldano, nel giro di poche decine di secondi uccidono completamente il Sars-Cov-2”.

“Dunque – aggiunge l’immunologo – abbiamo esattamente replicato i dati sugli Uvc però dimostrando questa volta che tutti i raggi solari distruggono il virus. E fra l’altro il tempo necessario, quando per esempio si è in spiaggia con il sole che viene amplificato dal riverbero sulla sabbia o sull’acqua, è ancora più breve. Quindi in spiaggia bastano veramente 10-20 secondi di Uva e Uvb per uccidere completamente il virus. La nostra idea è che questo, insieme alla percentuale sempre più alta di vaccinati, spieghi perché con la bella stagione stiamo superando la problematica”. 

“Si vede proprio in una visualizzazione – rimarca il professor Clerici – l’effetto dei raggi solari sul virus, se non lo esponi ai raggi solari il virus infetta le cellule, se lo esponi ai raggi solari lo uccidi. Se mettessimo delle normali lampade solari negli autobus potremmo risolvere un problema. A parte il fatto che ne usciremo tutti più abbronzati e più belli, quello che suggeriscono questi dati è proprio questo. Dapprima abbiamo usato una dose massimale di virus, quindi molto molto più alta di quella che si ha in un soggetto con Covid. E poi abbiamo usato la dose presente in un paziente con Covid severo, per vedere se poteva avere anche una potenziale importanza clinica. Ed effettivamente è così. Si inattiva nel giro di pochi secondi la quantità di virus che è quella che nei pazienti provoca il Covid severo”. Una scoperta che può rivoluzionare l’andamento della pandemia.




10-05-2021

27 eventi gravi ogni 100.000 dosi di vaccino iniettato di qualunque tipologia, secondo il monitoraggio dell’Aifa. Vi sembrano pochi?

Vaccini, il monitoraggio Aifa: “27 segnalazioni di eventi gravi ogni 100mila dosi. In 4 mesi 34 casi di trombosi rara dopo Astrazeneca”

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse 22 febbraio 2021 Roma (Italia) Cronaca : Inizio della campagna vaccinale anti covid per il personale scolastico docente e non docente Nella foto : il polo vaccinale allestito a Fiumicino aeroporto dove oltre agli insegnanti si contentano le vaccinazioni delle altre categorie Photo Cecilia Fabiano/LaPresse February 22 , 2021 Roma (Italy) News : Beginning of the Covid-19 vaccination campaign dedicated to the school workers In The Pic : the vaccination center set up at Fiumicino airport where the vaccinations of teachers and other professional categories are carried out

Secondo il quarto rapporto di farmacovigilanza dell’Agenzia, su 56.110 segnalazioni pervenute dal 27 dicembre 2020 al 26 aprile 2021 solo l’8,6% riguardava eventi gravi. 34 gli episodi di trombosi venosa accertati dopo l’iniezione con Astrazeneca, nella maggior parte dei casi (65%) relativi a donne con un’età media di 48 anni

Sono 56.110 su oltre 18 milioni di dosi somministrate le segnalazioni di eventi avversi relativi ai vaccini anti-Covid pervenute all’Agenzia italiana del farmaco tra il 27 dicembre 2020 e il 26 aprile 2021, con un tasso di 309 alert ogni 100mila dosi. Lo rivela il quarto rapporto di farmacovigilanza pubblicato dall’organizzazione, relativo alle segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete nazionale di farmacovigilanza. Nel 91% dei casi si è trattato di eventi non gravi (dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari), mentre solo l’8,6% di segnalazioni riguardava eventi gravi. Il tasso è di 27 eventi gravi ogni 100mila dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione.

Come riportato nei precedenti rapporti – riferisce l’Aifa – gli eventi segnalati insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (85% dei casi). La maggior parte delle segnalazioni sono relative al vaccino Comirnaty (75%) di Pfizer/BioNTech, finora il più utilizzato nella campagna vaccinale (70,9% delle dosi somministrate), e solo in minor misura al vaccino Vaxzevria di AstraZeneca (22%) e al vaccino Moderna (3%), mentre non sono presenti, nel periodo considerato, segnalazioni relative al vaccino Janssen, (0,1% delle dosi somministrate finora). L’approfondimento a livello nazionale di queste segnalazioni – ricorda l’Agenzia – è condotto con il supporto di un ‘Gruppo di lavoro per la valutazione dei rischi trombotici da vaccini anti-Covid-19’, costituito da alcuni dei massimi esperti nazionali di trombosi ed emostasi.

Per quanto riguarda le trombosi rare che possono manifestarsi dopo l’iniezione con Astrazeneca, infatti, in Italia finora sono state inserite nella rete nazionale di farmacovigilanza 29 segnalazioni di trombosi venose intracraniche e 5 casi di trombosi venose in sede atipica. La maggior parte di questi eventi (22 casi, 65%) ha interessato le donne con un’età media di circa 48 anni e solo in un terzo dei casi circa gli uomini (12 casi, 35%) con un’età media di circa 52 anni. Il tempo medio di insorgenza è stato di circa 8 giorni dopo la somministrazione della prima dose. “La valutazione dei casi italiani di trombosi venosa intracranica e atipica in soggetti vaccinati con Vaxzevria – osserva l’Aifa in una nota – è in linea con le conclusioni della procedura dell’Agenzia europea dei medicinali“.




Manifestazione a Genova contro l’obbligo di vaccinazione per i sanitari

07-05-2021

Finalmente un video di pochi minuti, tratto da La7, quindi non complottista, che parla chiaramente degli effetti avversi dei vaccini. Gli effetti avversi gravi sono 4.000 su 100.000 vaccinazioni, il 4%, superiori ai rischi di mortalita’ del covid, con la differenza che il covid puoi anche non prenderlo mentre il vaccino, se decidi di vaccinarti, lo prendi di sicuro! Il prof Bellavite sconsiglia il vaccino sotto i 50 anni, salvo che non vi siano patologie particolari mentre lo condiglia agli anziani, pur segnalando che le reazioni avverse piu’ gravi si verificano proprio trai piu’ anziani e con patologie.




30-04-2021




26-04-2021

 In questo articolo, vengono riportate le statistiche di morti in israele collegabili alla vaccinazione. I dati sono decisamente allarmanti

Rapporto del Comitato Popolare Israeliano: impatto dei vaccini “letale”

 Categoria: Medicina & Salute Pubblicato: 26 Aprile 2021 Visite: 23792

Gilad Atzmon – The Unz Review – 21 aprile 2021

Il Comitato Popolare Israeliano (IPC), un organismo civile composto dai principali esperti sanitari israeliani, ha pubblicato il suo rapporto di aprile sugli effetti collaterali del vaccino Pfizer.* I risultati sono catastrofici ad ogni livello possibile.

Il loro verdetto è che “non c’è mai stato un vaccino che abbia danneggiato così tante persone“. Il rapporto è lungo e dettagliato. Vi illustrerò solo alcune delle scoperte più devastanti presentate nel rapporto.

Abbiamo ricevuto 288 rapporti di morte in prossimità della vaccinazione (90% fino a 10 giorni dopo la vaccinazione), il 64% di questi erano uomini“. Eppure, come esplicitato nel rapporto “secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, solo 45 morti in Israele erano legate al vaccino“. Se i numeri di cui sopra sono sinceri, allora Israele, che ha preteso di condurre un esperimento mondiale, ha mancato di riferire onestamente i risultati del suo esperimento. Sentiamo spesso parlare di coaguli di sangue causati dal vaccino AstraZeneca. Per esempio, abbiamo appreso questa mattina di 300 casi di coaguli di sangue in Europa. Tuttavia, se i risultati dell’IPC sono autentici, allora solo in Israele il vaccino Pfizer potrebbe essere associato a più morti di quello di AstraZeneca in tutta Europa.

“Secondo i dati dell’Ufficio Centrale di Statistica durante il gennaio-febbraio 2021, al culmine della campagna israeliana di vaccinazione di massa, c’è stato un aumento del 22% della mortalità complessiva in Israele rispetto all’anno precedente. Di fatto, gennaio e febbraio 2021 sono stati i mesi con maggiore mortalità dell’ultimo decennio, con i più alti tassi di mortalità complessiva rispetto ai mesi corrispondenti degli ultimi 10 anni.”

L’IPC ha rilevato che “nella la fascia di età 20-29 anni l’aumento della mortalità complessiva è stato più drammatico. In questo gruppo di età, rileviamo un aumento del 32% della mortalità complessiva rispetto all’anno precedente“.

L’analisi statistica delle informazioni dell’Ufficio Centrale di Statistica, combinata con le informazioni del Ministero della Salute, porta alla conclusione che il tasso [medio] di mortalità tra i vaccinati è stimato a circa 1:5.000 (1:13.000 in età 20-49, 1:6.000 in età 50-69, 1:1.600 in età 70+). Secondo questa stima, è possibile valutare il numero di morti in Israele in prossimità del vaccino, ad oggi, a circa 1.000-1.100 persone“.

Di nuovo, se questa analisi statistica è corretta, allora i numeri riportati dalle autorità sanitarie israeliane sono fuorvianti di oltre 22 volte.

Chi segue ciò che scrivo conosce il mio lavoro sull’innegabile correlazione tra vaccinazione, casi di Covid-19, morti e diffusione di ceppi mutanti. L’IPC conferma la mia osservazione, fornendo informazioni più cruciali per quanto riguarda le fasce d’età. “In tutti i gruppi di età c’è un’alta correlazione tra il numero di persone vaccinate giornalmente ed il numero di morti giornaliere, nel periodo fino a 10 giorni dopo. Età 20-49 – un intervallo di 9 giorni dalla data di vaccinazione alla morte, età 50-69 – 5 giorni dalla data di vaccinazione alla morte, età 70 e più – 3 giorni dalla data di vaccinazione alla morte”.

L’IPC rivela anche che “il rischio di mortalità dopo il secondo vaccino è superiore al rischio di mortalità dopo il primo vaccino“.

Ma la morte non è l’unico rischio legato alla vaccinazione. L’IPC rivela che “alla data di pubblicazione del rapporto, al Comitato d’Inchiesta Civile sono pervenuti 2.066 rapporti di effetti collaterali e i dati continuano ad arrivare. Questi rapporti indicano danni a quasi tutti i sistemi del corpo umano… La nostra analisi ha rilevato un tasso relativamente alto di lesioni cardiache; il 26% di tutti gli eventi cardiaci si è verificato nei giovani fino a 40 anni. In questi casi miosite o pericardite sono state le diagnosi più comuni. Inoltre, è stato osservato un alto tasso di emorragie vaginali massicce, danni neurologici e danni all’apparato scheletrico e cutaneo. Va notato anche numero significativo di rapporti di effetti collaterali legati, direttamente o indirettamente, all’ipercoagulabilità (o trombofilia – infarto), all’infarto del miocardio, all’ictus, agli aborti spontanei, all’alterazione del flusso ematico agli arti, all’embolia polmonare“.

In Israele, il governo vuole assolutamente vaccinare i bambini. L’IPC sottolinea che una tale mossa può essere disastrosa. “Alla luce dell’estensione e della gravità degli effetti collaterali, vorremmo esprimere la posizione del Comitato che vaccinare i bambini può portare anche in loro effetti collaterali, come osservato negli adulti, compresa la morte di bambini completamente sani. Poiché il coronavirus non mette affatto in pericolo i bambini, il Comitato ritiene che l’intenzione del governo israeliano di vaccinare i bambini metta in pericolo la loro vita, la loro salute e il loro sviluppo futuro“.

L’IPC sottolinea che “non c’è mai stato un vaccino che abbia colpito così tante persone! Il sistema americano VAERS, relativamente al primo trimestre del 2021 presenta 2.204 rapporti di morte di persone vaccinate negli Stati Uniti, una cifra che riflette un aumento nell’ordine delle migliaia percento rispetto alla media annuale, che si attestava a 108 eventi all’anno.”

Dovrei menzionare che c’è stata pochissima copertura del lavoro dell’IPC da parte della stampa israeliana. Questi esperti sanitari sono impegnati, coraggiosamente e coscientemente, in un’attività che potrebbe mettere a repentaglio la loro permanenza nella professione medica ed i loro mezzi di sussistenza.




15-04-2021

 Come sempre quando l’intervistato è lo scienziato Stefano Montanari la verità negata viene a galla, le spiegazioni di Montanari sono di una chiarezza immensa. Prendetevi come dico sempre il tempo quando lo avete per seguire questo video(durata 58 min. ) Ne va della vostra salute.  Montanari torna, con questa intervista a chiarire tutti i rischi dei vaccini contro il covid, in particolare sul danno che viene prodotto al sistema immunitario e il rischio di sviluppare, in futuro, nuove malattie autoimmuni.

Cliccare sul link sottostante per vedere il video

https://m.facebook.com/100GiorniDaLeoni/videos/208882961005408/




13-04-2021

Vaccini e eventi avversi: la tensione non accenna a diminuire. Dopo che anche l’Ema, ente regolatore del farmaco europeo, ha stabilito un nesso tra la somministrazione del prodotto realizzato da AstraZeneca e i gravi effetti collaterali, aumenta lo scetticismo dell’opinione pubblica. Il caos comunicativo e la scarsa trasparenza di Big Pharma e istituzioni pubbliche ha alimentato i no alle iniezioni. Ma davvero il panico generato è giustificato dalle evidenze scientifiche? E se sì, esistono azioni di prevenzione ai rischi dalla vaccinazione? Per fare chiarezza in questo momento di confusione e incertezza, il nostro direttore Ilario Di Giovambattista ha chiesto un parere al dottor Giuseppe DiBella. Ai nostri microfoni il prof. ha proposto di effettuare “una serie di esami, uno screening che ci consenta di ridurre, prevedere e contenere l’incidenza degli eventi avversi”. Questo l’intervento completo di GiuseppeDiBella Eventi avversi alla vaccinazione “Facciamo riferimento a comunicazioni ufficiali governative. Gli eventi avversi sono parecchi, sono dei decessi. Quello che sarebbe opportuno, noi proponiamo con molto rispetto verso le autorità competenti, quello di fare una serie di esami, uno screening che ci consenta di ridurre, prevedere e contenere l’incidenza degli eventi avversi. Perché i principali (eventi avversi ndr.) si conoscono, sono di tipo coagulativo, di tipo iper-immune. Ci sono delle reazioni immunitarie eccessive. La proteina spike, che è presente in tutti i vaccini, è altamente immunogena e altamente iper-reattiva




11-04-2021

Slogan e cori, gli operatori sanitari in piazza a Roma contro l’obbligatorietà del vaccino




03-04-20

 Come sempre quando l’intervistato è lo scienziato Stefano Montanari la verità negata viene a galla, le spiegazioni di Montanari sono di una chiarezza immensa. Prendetevi come dico sempre il tempo quando lo avete per seguire questo video(durata 58 min. ) ne va della vostra salute.

IL NUMERO DEI MORTI DA VACCINO CONTINUA AD AUMENTARE COME AVEVAMO PREVISTO. PER OGNI MORTO CHE VIENE ANNUNCIATO DAI MASS MEDIA VE NE SONO ALMENO 100 DI CUI NESSUNO SA NIENTE, TRANNE I FAMILIARI E PARENTI. POI QUALCUNO DOVREBBE ANCHE RACCONTARCI CHE COSA SUCCEDE A TUTTI QUELLI CHE HANNO COAGOLI DEL SANGUE MA NON MUOIONO: NON E’ CHE RITROVARSI SU UNA SEDIA A ROTELLE SIA COSI’ MENO GRAVE DI MORIRE

Vaccino AstraZeneca: 7 morti per trombosi in Gran Bretagna dopo l’iniezione

Intanto l’Olanda, che ieri aveva sospeso le vaccinazioni col siero di Oxford sotto i 60 anni, ha deciso lo stop totale fino al 7 aprile

Vaccini AstraZeneca (Ansa)
Vaccini AstraZeneca (Ansa)

Londra, 3 aprile 2021 – Nuove notizie sul fronte del vaccino AstraZeneca arrivano da Londra: sette persone sono morte in Gran Bretagna a causa di coaguli di sangue dopo essere state vaccinate contro il Coronavirus con il siero di AstraZeneca: lo ha reso noto oggi la Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency (MHRA). Ieri la stessa MHRA aveva detto di avere identificato 30 casi di eventi avversi riguardanti la coagulazione del sangue su oltre 18 milioni di somministrazioni dello stesso vaccino. “La nostra revisione approfondita di queste segnalazioni sta continuando”, ha detto il direttore della Mhra June Raine in una dichiarazione.

Intanto l’Olanda, che ieri aveva sospeso la somministrazione di AstraZeneca agli under 60, oggi ha deciso lo stop totale del vaccino di Oxford almeno fino al 7 aprile dopo 5 casi di trombi nel sangue (uno dei quali letale.

L’allarme in Gran Bretagna

L’MHRA ha spiegato di avere ricevuto, al 24 marzo scorso, segnalazioni di 22 casi di trombosi venosa cerebrale e altri otto casi di trombosi associati a mancanza di piastrine, su un totale di 18,1 milioni di dosi somministrate. I sette decessi rientrano nei 30 casi segnalati.

Secondo i dati resi noti dall’EMA mercoledì scorso, sono stati registrati finora 62 casi di trombosi venosa cerebrale nel mondo, di cui 44 nei 30 Paesi dello Spazio economico europeo (UE, Islanda, Norvegia, Liechtenstein) su 9, 2 milioni di dosi di vaccino somministrate. Tra gli altri Paesi, in Germania sono stati registrati 31 casi sospetti di trombosi venosa cerebrale e 9 decessi, in Francia vi sono stati 12 casi e quattro decessi su 1,9 milioni di dosi somministrate e in Norvegia cinque casi e tre decessi su 120.000 di dosi.

Torna quindi in primo piano il dibattito aperto anche nel mondo scientifico sulle possibili reazioni avverse del siero di AstraZeneca. C’è da dire che bisogna aspettare che ci sia o meno una conferma di un rapporto di causalità tra il siero e la trombosi.

Nei giorni scorsi diversi Paesi d’Europa – tra cui l’Italia – avevano sospeso temporaneamente le vaccinazioni con Astra Zeneca per popi riprenderle dopo la certificazione dell’Ema (l’Agenzia europea del farmaco) sulla sicurezza ed efficacia del vaccino. E c’erano state anche parecchie polemiche sulla scelta del governo italiano di sospendere le somministrazioni con questo vaccino.

Olanda: vaccino sospeso per tutti

L’Olanda ha sospeso tutte le somministrazioni del vaccino AstraZeneca fino al 7 aprile, per evitare di dover sprecare dosi dopo che ieri è stato deciso di limitare temporaneamente la vaccinazione agli ultra sessantenni. Circa 700 ultrasessantenni dovevano ricevere in questi giorni il vaccino AstraZeneca, ma i loro appuntamenti sono stati cancellati dato che non vi era garanzia di riuscire ad usare tutte le dosi nelle provette.  
Al momento circa 400mila persone hanno ricevuto una dose di vaccino AstraZeneca in Olanda. Fra queste vi sono stati cinque casi di trombi nel sangue in donne fra i 25 e i 65 anni, una delle quali è morta. Per questo motivo il ministro della Sanità ha deciso ieri di sospendere ieri le vaccinazioni sotto i 60 anni, in attesa di chiarire se vi sia un nesso causale fra vaccini e casi di trombosi.

Per i media olandesi la decisione dei Paesi Bassi di interrompere completamente le somministrazioni del vaccino di AstraZeneca è legata alla volontà di non sprecare dosi del preparato.

Francia: tre nuovi casi di trombosi

L’agenzia francese per il farmaco (Asnm) ha registrato altri tre casi di trombosi in localizzazione ‘atipica’ dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca. I casi sono stati riportati nella settimana fra il 19 e il 25 marzo. Dall’inizio della campagna di vaccinazione con AstraZeneca, sono stati segnalati 12 casi di trombosi entro nove giorni dalla prima dose, quattro dei quali fatali. Nella maggior parte erano donne sotto i 55 anni, in tre casi più anziane. Entro il 25 marzo in Francia erano state somministrate 1,9 milioni di dosi di AstraZeneca. Nel paese, la vaccinazione con AstraZeneca è ora riservata a chi ha più di 55 anni.




02-04-20201

 la dottoressa Barbara Balanzoni contesta il decreto sull’obbligatorieta’ dei vaccini definendolo cone un “ordine criminale” al pari degli ordini che venivano dati ai capi nazisti. Giuridicamente e’ palese la violazione dei principi fondamentali della costituzione (quelli che neanche il parlamento puo’ modificare), oltre alle leggi sovranazionali e viene messa in evidenza anche la violazione della privacy in relazione ai dati sensibili del personale sanitario.




29-03-2021

Vaccino Astrazeneca, ecco i casi sospetti in Sicilia: docente di musica in coma a Messina

29 Marzo 2021Il Policlinico di Messina

La morte di Cinzia Pennino, l’insegnante di 46 anni morta a Palermo 10 giorni dopo aver ricevuto il vaccino Astrazeneca, non è l’unico caso sospetto in Sicilia. A Messina preoccupano le condizioni di una docente di musica di 55 anni di una scuola media, in coma profondo a causa di una trombosi.

La donna, che è attualmente ricoverata e monitorata nella Rianimazione neurochirurgica del Policlinico, aveva ricevuto la prima dose l’11 marzo e subito aveva accusato febbre alta e un forte mal di testa. La tac, dopo il ricovero d’urgenza ha evidenziato una trombosi alla vena cava inferiore, alla vena porta e giugulare, all’encefalo e un’embolia polmonare.

La Procura di Messina ha aperto un’indagine sul caso. Sulla vicenda sono stati sentiti in Questura i familiari della donna ed il medico di famiglia. Intanto la signora è in coma e non sono attualmente visibili miglioramenti. «Il gravissimo quadro trombocitopenico con l’assenza di sintomatologie pregresse, unitamente alla diffusione di trombosi, in particolare al seno venoso cerebrale – ha detto l’avvocato Daniela Agnello, che assiste i familiari – appare collegarsi direttamente con la somministrazione del vaccino AstraZeneca».

IL CASO

Astrazeneca, prof morta a Palermo: “Trombosi profonda”. Verifiche della task force della Regione

Cinzia Pennino

Ma i casi sospetti in Sicilia non finiscono qui, tanto che sono almeno tre le indagini aperte. A Gela sono state sequestrate le cartelle cliniche di Zelia Guzzo, docente di 37 anni, di cui è stata dichiarata la morte cerebrale per  trombosi ed emorragia al cervello, e che si era sottoposta alla vaccinazione con AstraZeneca. E poi ci sono le inchieste di Catania e Messina

A Catania l’inchiesta riguarda Stefano Paternò, il sottoufficiale di 43 anni deceduto nella sua abitazione di Misterbianco, sedici ore dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino prodotto dall’Università di Oxford mentre la Procura di Messina vuole capire di più sulla morte per trombosi di Davide Villa, il poliziotto deceduto il 7 marzo, dodici giorni dopo essersi vaccinato anche lui con AstraZeneca. Sul caso di Villa dieci giorni fa si è pronunciato il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro secondo cui dai primi accertamenti “non sussistono fattori genetici predisponenti ad eventi trombotici a carico del Villa, mentre invece dalla storia clinica pregressa dello stesso risulta che questi rientrava nelle categorie per le quali è raccomandata la somministrazione di un diverso vaccino”.




28-03 2021

AVEVA 46 ANNI

Morta per trombosi insegnante del Don Bosco di Palermo: aveva fatto il vaccino AstraZeneca 10 giorni fa

astrazeneca, coronavirus, vaccino, Cinzia Pennino, Palermo, Cronaca

È morta l’insegnante di 46 anni, Cinzia Pennino, ricoverata venerdì scorso nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Palermo. La donna è morta a seguito delle complicazioni sopraggiunte a una trombosi.

La docente una settimana prima del ricovero aveva fatto il vaccino anti-Covid AstraZeneca. Poi la situazione è degenerata in pochi giorni. Al momento, però, i medici non parlano di correlazione fra la vaccinazione e il decesso.

Il Policlinico di Palermo ha segnalato alla magistratura e all’Aifa la morte della 46enne. “La paziente è giunta al Policlinico Paolo Giaccone di Palermo il 24 marzo in condizioni molto critiche con trombosi profonda estesa e una storia anamnestica nella quale è presente anche una somministrazione vaccinale. – dice il nosocomio in una nota – Trasferita presso la Terapia Intensiva in disfunzione multiorgano nonostante i trattamenti avanzati e le cure prestate dai sanitari è deceduta questa mattina. Come previsto in tale circostanza – conclude – il caso è stato segnalato all’Aifa e alla autorità giudiziaria”.

Cinzia Pennino

Cinzia Pennino insegnava Scienze all’istituto Don Bosco di Palermo. Era molto apprezzata da colleghi e studenti e non solo come docente. I colleghi la descrivono come una “persona solare, sempre allegra e disponibile con tutti”. “Un vulcano di bontà e amore, che era capace di diffondere ovunque andasse”.  Da molti anni era impegnata nel volontariato, soprattutto nel centro salesiano Santa Chiara dell’Albergheria e nel Vis, con cui ha partecipato a diverse missioni in Africa, nei villaggi poverissimi del Senegal.

Il Policlinico di Messina

“La correlazione fra la morte della donna e il vaccino non è per niente scontata – dice Renato Costa, commissario per l’emergenza Covid a Palermo – L’autorità giudiziaria farà i necessari accertamenti, ma al momento non si può parlare di alcuna correlazione”.

“La scomparsa della professoressa Cinzia Pennino, cooperatrice salesiana, è un grande dolore per Palermo. Che la ricorda per il suo intenso impegno nel sociale, in difesa dei più fragili. Mi stringo alla sofferenza dei familiari e di tutta la comunità salesiana della città”, afferma il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.




27-03-2021

Il prof. Montanari spiega come il vaccino astazeneca sia fatto modificando geneticamente tessuti prelevati da feti umani vivi. Vi e’ una societa’ che offre 550 euro per ogni feto che le donne dei paesi poveri sono disposte a procurare loro mediante aborto. Per questi motivi, per un credente cattolico, dovrebbe essere considerato immorale farsi vaccinare.

Ci scusiamo per la scarsa qualità visiva del video non dipendente dalla nostra volontà.




25-03-2021 (AGGGIORNAMENTO) QUESTA NOTIZIA DI QUALCHE GIORNO FA RIPORTATA IN POMPAMAGNA DA TUTTI I MAGGIORI GIORNALI E TV MAINSTREAM NAZIONALI, SI E’ RIVELATA FALSA, VEDI IL SEGUITO CON I LINK RIPORTATI DOPO LA FINE DEL SEGUENTE ARTICOLO

 Una sentenza che lede i diritti delle persone senza motivo dato che la vaccinazione e’ a tutela di chi si vaccina e non degli altri. Infatti i vaccinati possono ugualmente essere contagiosi. Legislatore e giudici vanno nella direzione di ledere i diritti costituzionali delle persone senza alcuna valida motivazione scientifica

La sentenza: ferie forzate legittime per chi rifiuta il vaccino ( giudice di Belluno Anna Travia)

Due infermieri e otto operatori sociosanitari sono stati sospesi dal loro posto di lavoro perchè hanno rifiutato di vaccinarsi. E la sentenza del giudice dà ragione alle Rsa

Agli operatori sanitari delle Rsa non è concesso rifiutare il vaccino, pena la sospensione dal lavoro. Questa è la sentenza emessa dal giudice di Belluno.

Il caso

Due infermieri e otto operatori sociosanitari no vax, dipendenti di due case di riposo del territorio (la Servizi Sociali Assistenziali S.r.l. e la Sedico Servizi), hanno rifiutato, lo scorso febbraio, di farsi somministrare la prima dose del vaccino Pfizer. La reazione delle direzioni delle Rsa, dopo il loro netto rifiuto alla vaccinazione, è stata, prima, mettere i dieci dipendenti in ferie forzate e poi sottoporli alla visita del medico del lavoro. “Inidonei al servizio” è la definizione che è stata data agli operatori sanitari. La conseguenza è stata il permettere ai vertici delle case di riposo di allontanare dal luogo i dieci lavoratori per “impossibilità di svolgere la mansione lavorativa prevista”.

Il ricorso

Immediato è stato il ricorso in tribunale da parte degli operatori no vax, i quali speravano di poter essere reintegrati nel posto di lavoro. La loro difesa ha invocato la libertà di scelta stabilita nell’articolo 32 della Costituzione in cui è scritto che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge. La risposta dell’avvocato Innocenzo Megali, colui che, insieme a Silvia Masiero, ha assistito legalmente le Rsa è stata: “Nessuno mette in dubbio la libertà di scelta vaccinale ma in questo caso prevale l’obbligo del datore di lavoro di mettere in sicurezza i suoi dipendenti e le parti terze, cioè gli ospiti delle case di riposo”.

La sentenza

Il tribunale ha considerato “insussistenti” i motivi che hanno spinto gli operatori no vax e per questo sospesi, non licenziati. Ciò significa che qualora cessasse la pandemia o decidessero di vaccinarsi saranno immediatamente reintegrati nel posto di lavoro. Il giudice ha sancito: “È ampiamente nota l’efficacia del vaccino nell’impedire l’evoluzione negativa della patologia causata dal virus come si evince dal drastico calo dei decessi fra le categorie che hanno potuto usufruire del vaccino, quali il personale sanitario, gli ospiti delle Rsa e i cittadini di Israele dove il vaccino è stato somministrato a milioni di individui”. Motivo per cui è stata considerata pericolosa la persistenza nella casa di riposo dei 10 operatori sanitari




25-03-2021 AGGIORNAMENTO DELL’ARTICOLO DI CUI SOPRA” LA SENTENZA: FERIE FORZATE LEGITTIME PER CHI RIFIUTA IL VACCINO” QUI SOTTO IL LINK PER VEDERE IL VIDEO ACCEDENDO A FB

https://www.facebook.com/watch/?v=438089400783968

SOTTO ANCORA UN LINK CHE VI INDIRIZZERA’ ALLA PIATTAFORMA NUMERO6.ORG DI MORRIS SAN (SCORRERE LA PAGINA PER TROVARE IL VIDEO INTERESSATO) CON LA SPIEGAZIONE DELL’AVVOCATO E. POLACCO




24-03-2021

Docente in gravi condizioni al Policlinico, le era stato somministrato Astrazeneca: scatta la segnalazione all’Aifa
„Febbre e cefalea dopo aver fatto il vaccino. Il mal di testa diventato sempre più persistente per una donna di 54 anni ora trasferita in Rianimazione per tromboembolia. Gli accertamenti effettuati nel reparto di cardiologia“

Il Policlinico universitario di Messina

E’gravissima e sta per essere trasferita in Rianimazione al Policlinico universitario dopo un intervento di neurochirurgia per ematoma.

Una docente di 54 anni sta lottando tra la vita e la morte. Una decina di giorni fa le era stato somministrato il vaccino Astrazeneca tanto che i medici hanno ritenuto opportuno segnalare il caso all’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco che nei giorni scorsi aveva sospeso la somministrazione per poi autorizzarla dopo le opportune verifiche che hanno escluso un’incidenza del vaccino con alcuni decessi sospetti segnalati in varie parti d’Italia.

La donna aveva avuto qualche decimo di febbre dopo la somministrazione – è il racconto di un familiare – e cefalea, considerato un normale effetto collaterale.

La febbre è andata via dopo pochi giorni mentre il mal di testa persistente è proseguito fin quando è stata accompagnata dai familiari per sottoporsi a esami clinici più importanti perché le sue condizioni fisiche stavano peggiorando.

Al Policlinico universitario la donna è arrivata con una tromboembolia ed è stata visitata e seguita nelle ultime 24 ore dai sanitari della Cardiologia, gli stessi che hanno segnalato all’Aifa. Per l’ematoma l’insegnante è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. La prognosi resta però riservata e le sue condizioni sono gravissime.




21-03-2021
Un’infermiera georgiana, Megi Bakradze, 27 anni, è morta dopo essere stata vaccinata con il vaccino AstraZeneca nella città di Akhaltsikhe. Lo riporta l’agenzia Reuters. Mezz’ora dopo aver ricevuto la sua prima iniezione – il 18 marzo scorso -, è andata in shock anafilattico ed è finita in coma. In Georgia la notizia è rimbalzata ovunque, creando timori e polemiche nonostante le rassicurazioni del ministero dalla salute, dell’Oms e dell’Ema.

La ragazza è stata subito trasportata a Tbilisi ma i medici non sono riusciti a salvarla. I parenti di Megi hanno assicurato che la ragazza «non aveva malattie pregresse». E’ ed partita subito un’inchiesta.

L’incidente ha causato una sospensione della vaccinazione nella parte alta montagnosa della regione dell’Agiaria. Nel resto del paese, il processo continua come previsto. «La morte di Megi Bakradze è stata molto probabilmente il risultato di una grave reazione allergica al vaccino, ma questo è un effetto collaterale molto raro», ha spiegato Levan Ratiani, direttore del First University Hospital di Tbilisi.

La vaccinazione in Georgia è iniziata il 15 marzo, quando è arrivato il primo lotto, 43.200 dosi, del vaccino AstraZeneca. La morte di Megi Bakradze ha però scioccato molte persone. Secondo un sondaggio nazionale, circa il 41% degli intervistati ha dichiarato che non sarebbe più vaccinato. Presso il Ministero della Salute si è tenuto un incontro con i massimi esperti di immunologia, in cui si è discusso se sospendere la vaccinazione AstraZeneca. Si è deciso di proseguire il percorso, ma ora sono previste ulteriori misure di sicurezza: la vaccinazione verrà effettuata solo in quelle istituzioni mediche dove sono presenti unità di terapia intensiva




17-03-2021

Un sacerdote spiega perche’ vaccinarsi non e’ accettabile moralmente, considerato che vengono usati feti abortiti in cui l’aborto viene procurato su commissione, ed evidenzia come i vaccini non abbiano una motivazione sanitaria bensi’, prima di tutto, finanziaria. Molto interessante da ascoltare.

https://rumble.com/vef30p-sacerdote-cattolico-accusa-la-chiesa-e-le-lobby-farmaceutiche.html




17-03-2021

 La dott.ssa Bolgan spiega il funzionamento dei vaccini e le possibili conseguenze a medio-lungo termine: malattie degenerative e tumori.




15-03-2021

 ⚠️⚠️⚠️

QUANDO TI DIRANNO:

«Lei si deve “vaccinare per Covid”»,
La RISPOSTA sarà questa :

“Stavo “morendo” dalla voglia di vaccinarmi,
Però NON possiamo Violare :
– L’Art. 32 della COSTITUZIONE
della Repubblica Italiana,
– L’Art. 5 del Trattato Internazionale di OVIEDO,
– L’Art. 1 del Codice di NORIMBERGA,
– L’Art. 3 della Dichiarazione Universale dei DIRITTI UMANI.
QUINDI,
Dovrebbe essere così Gentile,
da darmi il Foglietto illustrativo del “vaccino” che vorrebbe somministrarmi, e una copia del “Consenso informato”.
IO ovviamente mi identifico, visto che Lei È un Pubblico Ufficiale, nell’esercizio delle sue funzioni,
E la invito a fare altrettanto.
Mi leggo con Attenzione Tutto il Foglietto illustrativo, e anche il modulo del Consenso informato,
perché È un mio pieno Diritto,
oltre che un Dovere.
Domani torno, e le Comunico cosa intendo fare, e perché”.

Arriva Domani, e mi presento nel centro vaccinale (o in qualsiasi altro Ufficio, o Centro che sia),
E chiedo del Pubblico Ufficiale di ieri.

“Guardi, ho Esaminato con Estrema Attenzione la Scheda Tecnica del “vaccino” che mi ha fornito,
E non è stato nemmeno necessario visionare il modulo del Consenso informato.

1) Tanto per cominciare, abbiamo un Triangolo  ⚠️ capovolto, il che Significa che il Farmaco “vaccinale”,
È a Monitoraggio Addizionale,
e cioè, È ancora in Fase di Sperimentazione, o meglio,
È nell’ultima Fase di Sperimentazione in “VIVO”, Quindi Lei, o chi per Lei,
vorrebbe sperimentare questo “vaccino” su di ME.

2) C’è una Descrizione Gravemente insufficiente degli “Eccipienti” di questo Farmaco vaccinale.
Vengono infatti Riportati solo alcuni di essi, quando l’elenco invece, dovrebbe Riportarne Molte Decine.

3) Tra gli “Eccipienti” Dichiarati, Risultano esserci:
«Covid-19 Vaccine, contiene organismi geneticamente modificati (OGM). Contiene Adenovirus di scimpanzé. Prodotto in Cellule renali embrionali umane, geneticamente modificate mediante Tecnologia del DNA ricombinante. Contiene Polisorbato 80 (Apre la Barriera Emato-Encefalica)».

4) Vado a Verificare il curriculum delle Case Farmaceutiche che hanno Prodotto questi nuovi “vaccini Covid”
(in Realtà Terapie Geniche) e cioè:
– Pfizer/Biontech
– ModeRNA
– AstraZeneca
– Johnson&Johnson
E tutte SONO state Condannate in Tutto il Mondo, al Risarcimento di Miliardi di Dollari per i Danni Provocati dai loro Farmaci, soprattutto i “vaccini”….
PERTANTO,
Lei ha 3 Possibilità :

1) Si Dimentica a VITA, il Mio
Nome e Cognome.

2) Verbalizza e Firmiamo entrambi questa Mia Dichiarazione.

3) Propongo Denuncia a Suo Carico alla Procura della Repubblica, per Diversi Reati Penali da Lei commessi, e per:

⚠️Attentato alla Salute Pubblica
⚠️ Attentato alla Sicurezza Nazionale
⚠️Crimini contro l’Umanità.

COSA VOGLIAMO FARE ?”

A.C.

NON ESISTE NESSUN OBBLIGO VACCINALE‼️

I CITTADINI DOVREBBERO RICORDARE CHE HANNO DIRITTI INVIOLABILI COSTITUZIONALMENTE GARANTITI ‼️‼️‼️

Fate girare‼️😉




15-03-2021

 Con 500 oltre morti sospette solo in Inghilterra si prospetta un’ecatombe di morti per vaccino. Le case farmaceutiche affermano che in TUTTI questi casi il vaccino non c’entra niente, si tratterebbe solo di una coincidenza temporale della morte con la vaccinazione, senza alcun legame tra i due eventi. Se e’ cosi’ c’e’ da dire che il vaccino porta davvero sfiga! Meglio starne lontani.

Caos vaccini, cosa dicono i dati inglesi: 227 morti dopo Pfizer, 275 dopo AstraZeneca

Colpo di scena sulla lotta alla pandemia. Anche la Germania ha sospeso la somministrazione del vaccino AstraZeneca.  Una scelta presa a livello precauzionale su consiglio dell’ente regolatore nazionale sui vaccini, il Paul Ehrlich Institute, che ha chiesto di indagare sui casi di trombi sanguigni riscontrati dopo la vaccinazione, anche in Italia dove diverse procure indagano sulle morti sospette. Ad annunciare lo stop alle fiale AstraZeneca – tutte, non un singolo lotto  – è stato il ministero tedesco della Sanità, aggiungendo che l’Ema deciderà “se e come la nuova informazione avrà effetti sull’autorizzazione del vaccino.

Il ministro terrà una conferenza stampa per spiegare ai cittadini i motivi della sospensione alla luce di un incontro con gli esperti tedeschi. Intanto in Gran Bretagna il primo ministro Boris Johnson ribadisce: “Il vaccino AstraZeneca è sicuro”, e conferma che il Regno Unito andrà avanti con la somministrazione. Ma poco dopo arriva l’annuncio del presidente Macron che dichiara lo stop alla somministrazione dei AstraZeneca in Francia.

La scorsa settimana avevano sospeso l’uso del vaccino contro il covid AstraZeneca Danimarca, Norvegia e Islanda. Poche ore fa, la stessa decisione è stata presa dall’Olanda.

Intanto in Italia proseguono gli appelli per rassicurare i cittadini indecisi o  preoccupate per aver ricevuto dosi di vaccino appartenenti ai lotti che in queste ore sono giustamente sottoposti ad esame. “Applichiamo ’miniprotocolli’ di monitoraggio delle funzioni coagulative, rassicuriamole senza trascurare le loro legittime ansie, facciamo vedere che ci siamo senza letture magistrali di contorno o possibili minimizzazioni che verrebbero lette con sospetto e che in questo momento non hanno davvero ragion d’essere, e speditamente procediamo con una comunicazione lineare, semplice, logica e soprattutto univoca” è la proposta lanciata dall’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione italiana di medicina personalizzata, dopo gli allarmi che arrivano da diverse Regioni sulle disdette delle prenotazioni del vaccino AstraZeneca. 

La scelta di Gianluigi Paragone: rifiuto il vaccino perchè non so che cosa mi nascondono. Qui sotto il link.

https://www.iltempo.it/attualita/2021/03/15/news/vaccino-gianluigi-paragone-rifiuto-big-pharma-nasconde-stefano-bonaga-europa-esperti-covid-astrazeneca-26550135/




15-03-2021

 Un cinquantasettenne che probabilmente non sarebbe mai morto di coronavirus, ma che e’ morto di vaccino per l’idiozia di voler vaccinare tutti, anziche’ solo le categorie a rischio, pur sapendo che tra i rischi collaterali vi e’ anche il rischio di morte (non viene detto ma lo sanno) e che non si conoscono gli effetti collaterali nel medio e lungo termine del vaccino. Viene fatto passare come acqua fresca con pochi effetti collaterali: allora perche’ SI MUORE per il vaccino?

PROF MORTO A BIELLA DOPO IL VACCINO “ASTRAZENECA”, LA MOGLIE: ERA IN PERFETTA SALUTE, MA IO DICO CHE BISOGNA VACCINARSI

«Bisogna continuare a credere nel vaccino perché è l’unico modo per uscire da questa situazione. Anche mio marito ci credeva». Simona Riussi, nel suo dolore, chiede chiarezza per la morte del marito Sandro Tognatti, 57 anni, insegnante di clarinetto al conservatorio di Novara, ma non se la sente di puntare il dito contro il vaccino AstraZeneca. Suo marito ha iniziato a stare male circa quattordici ore dopo la somministrazione. Erano insieme nella casa alle porte di Cossato. Ha chiamato lei i soccorsi e ha fatto di tutto per salvarlo. Adesso sull’accaduto è stata aperta un’inchiesta. Tognatti era in perfetta salute e aveva fatto il tampone, risultato negativo, pochi giorni prima. Una serie di eventi che hanno portato ieri la Regione Piemonte, a sospendere per alcune ore i vaccini con AstraZeneca. Fino a quando è stato individuato il lotto a cui apparteneva la fiala finita sotto indagine. 

Pensa che sia stata colpa del vaccino?
«Sono d’accordo che si debba fare chiarezza su quello che è successo. Ma per capire se si è sbagliato qualcosa e andare avanti con il piano di vaccinazione. Che io sappia al momento non c’è un legame con il vaccino. Hanno aperto un’indagine perché mio marito è mancato poco dopo la somministrazione e all’improvviso». 

Suo marito soffriva di qualche patologia?
«No, nessuna. Era in perfetta salute: non soffriva di cuore o altro. Aveva i globuli rossi nel sangue più piccoli della norma, ma non era una condizione legata all’anemia mediterranea. E lo aveva comunque segnalato quando si è presentato a fare il vaccino. Aveva anche fatto il tampone molecolare pochi giorni prima ed era negativo». 

Quando ha iniziato a sentirsi male?
«Sabato abbiamo fatto entrambi il vaccino. Lui prima, io dopo. Nella notte ha avuto la febbre. Al mattino ha fatto colazione. Io stavo sbrigando alcune cose in casa, mentre lui ha detto che preferiva riposare. Ho provato a chiamarlo dal piano di sotto ma non rispondeva. Quando sono andata a vedere come stava mi sono accorta che non respirava. Ho chiamato i soccorsi, mentre cercavo di rianimarlo. Poi è arrivata l’ambulanza. Ma è stato tutto inutile. Alla fine lo hanno portato via e non ho potuto più rivederlo. E questa è la cosa che più mi fa star male. Faccio ancora fatica a rendermi conto di quello che è successo» . 

Aveva avuto paura a vaccinarsi?
«No, era tranquillo. Ne avevamo parlato perché lo dovevamo fare tutti in famiglia, siamo tutti insegnanti. E guardando le statistiche era tranquillo. Pensava che fosse l’unica strada per tornare alla normalità. Per riappropriarsi del suo lavoro di insegnante». 

Adesso cosa pensa del vaccino?
«Ufficialmente non c’è ancora un legame su quanto accaduto. Voglio che sia fatta chiarezza. Lui diceva che poche decine di casi sospetti su milioni di vaccini eseguiti erano pochi. Almeno guardando alla statistica. E in ogni caso si sa che con i vaccini ci possono essere delle controindicazioni, ma è l’unica strada che esiste per uscire dalla pandemia. Lui ci teneva davvero a poter tornare a fare il suo lavoro. E non da dietro una barriera di plexiglas. Gli mancava molto il rapporto vero con i suoi allievi. Spero davvero che si possa far chiarezza su quanto accaduto per poter andar avanti, per poter uscire da questa situazione».




03-03-2021

Evoke networking solution for agents

mercoledì 3 marzo 2021

Ministero della Salute israeliano: Il vaccino Pfizer ha ucciso molti anziani
Big Pharma ‘ Notizie
Ministero della Salute israeliano: Il vaccino Pfizer ha ucciso “circa 40 volte più anziani di quanto la malattia stessa avrebbe ucciso”.

Una nuova analisi del Ministero della Salute israeliano ha concluso che il vaccino COVID della Pfizer ha ucciso “circa 40 volte più persone (anziane) di quanto la malattia stessa avrebbe ucciso” durante un recente periodo di vaccinazione di cinque settimane, e 260 volte più persone giovani di quante sarebbero morte a causa del virus.
Da Patrick Delaney
Fonte: https://childrenshealthdefense.org/defender/israel-pfizer-vaccine-killed-more-elderly-than-covid/
 

Medici indipendenti hanno concluso che i vaccini sperimentali COVID-19 non sono “più sicuri” del virus stesso.

Mentre a gennaio un gruppo di medici indipendenti ha concluso che i vaccini sperimentali COVID-19 non sono “più sicuri” del virus stesso, una nuova analisi dei tassi di mortalità legati al vaccino in Israele dimostra che questo può essere effettivamente il caso a livelli drammatici.

Una ri-analisi dei dati pubblicati dal Ministero della Salute israeliano da parte del dottor Hervé Seligmann, membro della facoltà di Medicina delle Malattie Infettive Emergenti e Tropicali all’Università Aix-Marseille, e l’ingegnere Haim Yativ rivelano, in breve, che il vaccino sperimentale mRNA di Pfizer ha ucciso “circa 40 volte più persone (anziane) di quanto la malattia stessa avrebbe ucciso” durante un recente periodo di vaccinazione di cinque settimane. Tra la classe più giovane, questi numeri sono composti a tassi di morte a 260 volte quello che il virus COVID-19 avrebbe preteso nel lasso di tempo dato.

Mentre l’analisi matematica completa può essere trovata nell’articolo stesso, gli autori dimostrano come tra “quelli vaccinati e sopra i 65 anni, lo 0,2% … è morto durante il periodo di tre settimane tra le dosi, quindi circa 200 su 100.000 vaccinati. Questo è da confrontare con i 4,91 morti su 100.000 che muoiono di COVID-19 senza vaccinazione.”

“Questo quadro spaventoso si estende anche a coloro che hanno meno di 65 anni”, continuano i ricercatori. Durante le cinque settimane di vaccinazione “lo 0,05%, cioè 50 su 100.000, è morto. Questo è da confrontare con lo 0,19 su 100.000 che muoiono di COVID-19 (che) non sono vaccinati … Quindi il tasso di mortalità di questo gruppo di età è aumentato di 260 (volte) durante questo periodo di cinque settimane del processo di vaccinazione, rispetto al loro tasso naturale di morte COVID-19”.

Come riportato da IsraelNationalNews (INN), Seligmann è di nazionalità israelo-lussemburghese, ha una laurea in biologia all’Università Ebraica di Gerusalemme, e ha scritto più di 100 pubblicazioni scientifiche. INN riferisce che i ricercatori “non hanno conflitti o interessi, se non quello di avere figli in Israele”.

Yativ e Seligmann stipulano che anche questi “numeri stimati di morti a causa del vaccino sono probabilmente molto più bassi dei numeri reali in quanto rappresentano solo quelli definiti come morti COVID-19 per quel breve periodo di tempo e non includono AVC ed eventi cardiaci (e altri) derivanti dalle reazioni infiammatorie”.

Né questi numeri “tengono conto delle complicazioni a lungo termine”, scrivono.

Inoltre, entro diversi mesi si aspettano “effetti avversi a medio e lungo termine della vaccinazione come ADE (Antibody-dependent Enhancement)” comincia a manifestarsi in coloro che hanno ricevuto il vaccino sperimentale Pfizer.

Come spiegato da America’s Frontline Doctors (AFLDS), l’ADE “è quando gli anticorpi anti-COVID, creati da un vaccino, invece di proteggere la persona, causano una malattia più grave o letale quando la persona è successivamente esposta alla SARS-CoV-2 in natura. Il vaccino amplifica l’infezione invece di prevenire i danni”.

L’AFLDS fornisce l’esempio di un vaccino prodotto per combattere la febbre Dengue, che ha provocato la morte di 600 bambini nelle Filippine a causa di ADE, e la presentazione di accuse penali contro i responsabili nel 2019.

Per questi e altri motivi, l’AFLDS e molti altri medici sconsigliano vivamente l’uso di questi vaccini sperimentali per la maggior parte delle persone, mentre riconoscono solo che può essere plausibile per coloro che hanno più di 70 anni, riconoscendo tuttavia che tali iniezioni sono “un rischio maggiore rispetto al trattamento precoce o profilattico con farmaci stabiliti” (fonti quiquiqui e qui).

Dati questi tassi di mortalità, Yativ e Seligmann hanno anche aspre critiche per la forte pressione imposta alla popolazione dalle autorità israeliane per ricevere queste iniezioni. Secondo INN, i ricercatori chiamano questi sforzi draconiani “un nuovo olocausto”.

Nelle scorse settimane, il governo israeliano ha fatto notizia quando ha adottato un sistema di “pass verde”, permettendo alle persone che sono state iniettate di ricevere un codice verde, che poi concede loro l’ingresso in luoghi come l’intrattenimento e le strutture ricreative.

Con la riapertura del paese dopo un blocco di due mesi, il pass verde verrebbe dato solo a coloro che sono stati iniettati, non alle persone che sono risultate negative al virus. I benefici proposti includono l’accesso alle attività commerciali “non essenziali”, oltre a non essere tenuti ad auto-isolarsi se identificati come un contatto stretto di un caso confermato di COVID-19, e non dover auto-isolarsi dopo un ritorno da quello che il governo chiama un “luogo rosso”.

Nonostante non ci sia alcuna prova che questi vaccini sperimentali prevengano effettivamente la trasmissione del virus, il ministro israeliano della salute, Yuli Edelstein, ha detto al rilascio del “passaporto” del vaccino che “(g)etting vaccinated is a moral duty. Fa parte della nostra responsabilità reciproca”. È andato oltre, dichiarando: “Chi non si vaccina sarà lasciato indietro”.

Il lasciapassare verde deve essere rinnovato ogni sei mesi, e nonostante ne abbia uno, un individuo deve ancora rispettare le regole di mascheramento e di distanza fisica. Il Jerusalem Post ha anche riferito che si sta prendendo in considerazione una legislazione per concedere ai datori di lavoro il diritto di rifiutare alle persone non vaccinate l’ingresso sul posto di lavoro.

Tali misure hanno spinto Business Insider a descrivere il paese come “una guerra contro i non vaccinati”. Nel frattempo, il dottor Anthony Fauci, consigliere medico capo del presidente Joe Biden, ha definito la risposta di Israele alla vaccinazione “straordinariamente buona”.

Originariamente pubblicato da LifeSite News.


Patrick Delaney

Dopo aver conseguito due master in teologia sacra presso il Mount St. Mary’s College and Seminary, il background professionale di Patrick Delaney comprende il lavoro per una campagna presidenziale e successivamente per l’American Life League: scrivere e parlare dell’insegnamento morale cattolico, interfacciarsi con i media e fare pressione a livello statale, nazionale e internazionale.




03-02-2021

Il vaccino russo sputnik risulta essere molto efficace e con minori reazioni avverse. NON E’ UN VACCINO Mrna.

Covid, vaccino russo Sputnik efficacissimo e sicuro. Ora l’Europa lo corteggia

Il vaccino russo ‘Sputnik V’ ha un’efficacia del 91,6% contro Covid-19. Anche Burioni lo definisce ‘eccezionale’.

Il vaccino russo ‘Sputnik V’, somministrato in 2 dosi a 21 giorni di distanza l’una dall’altra, ha un’efficacia del 91,6% contro Covid-19. L’effetto protettivo non è statisticamente diverso per gli over 60 rispetto al gruppo 18-60 anni e il profilo di sicurezza è alto, con la maggior parte (94%) degli effetti avversi che si presenta in forma lieve. Sono i risultati preliminari di uno studio di fase 3 pubblicato su ‘The Lancet’, secondo quanto annunciato dal Gamaleya National Research Centre of Epidemiology and Microbiology del ministero della Salute della Federazione Russa e dal fondo sovrano Rdif (Russian Direct Investment Fund).

Lo studio riporta i risultati preliminari di efficacia e sicurezza dell’analisi ad interim della sperimentazione di fase 3 sul vaccino russo anti-Covid. Analisi che ha incluso dati su quasi 20mila partecipanti. Il calcolo sull’efficacia del regime a 2 dosi del prodotto scudo a base di adenovirus è stato effettuato sull’esame di 78 casi confermati di Covid-19, 62 identificati nel gruppo placebo e 16 nel gruppo vaccino. “Tra i casi analizzati, oltre il 98% dei volontari ha sviluppato una risposta immunitaria umorale e il 100% una risposta immunitaria cellulare”, riferiscono gli esperti.

Dalle analisi condotte, il livello di anticorpi neutralizzanti dei volontari vaccinati con Sputnik V è risultato “1,3-1,5 volte superiore al livello di anticorpi dei pazienti che sono guariti da Covid”, hanno spiegato gli autori. Gli eventi avversi gravi, cioè che hanno richiesto il ricovero ospedaliero, sono stati “rari sia nel gruppo placebo che in quello del vaccino (0,2%)” e “nessuno è stato ritenuto associato alla vaccinazione”. La maggior parte degli eventi avversi riportati sono stati “lievi, inclusi sintomi simil-influenzali, dolore al sito di iniezione e debolezza”. Nello studio sono stati segnalati 4 decessi, nessuno dei quali è stato considerato correlato al vaccino. I dati sugli over 60 sono ricavati da una sottoanalisi di 2.144 persone (età massima 87 anni), secondo cui l’efficacia per gli anziani è stata del 91,8%.

La sperimentazione ancora è in corso e mira a includere un totale di 40mila partecipanti, aggiungono gli autori. Il monitoraggio della sicurezza e dell’efficacia continua. “Il vaccino è efficace al 100% nel prevenire malattie gravi o morte, che è il parametro più cruciale – sottolinea Hildegund CJ Ertl, professore del The Wistar Institute (Usa) in una dichiarazione citata nel sito web dedicato al vaccino Sputnik V – Anche dopo una singola dose, la protezione contro la malattia era dell’87,6%”. Il Gam-COVID-Vac è un vaccino in 2 parti che include 2 vettori di adenovirus (rAd26-S e rAd5-S), modificati per esprimere la proteina Spike di Sars-CoV-2. Secondo gli autori l’uso di un diverso vettore di adenovirus per il richiamo può aiutare a creare una risposta immunitaria più potente, poiché riduce al minimo eventuali rischi di resistenza.

“La nostra analisi ad interim ha mostrato un’elevata efficacia, immunogenicità e un buon profilo di tollerabilità nei partecipanti di età pari o superiore a 18 anni”, afferma Inna V Dolzhikova, co-autore principale dello studio, del russo Gamaleya National Research Center for Epidemiology and Microbiology. “Fermare la pandemia richiede l’introduzione di più vaccini basati su differenti meccanismi d’azione per coprire le diverse esigenze sanitarie globali. Il nostro vaccino, insieme ad altri, aiuta a diversificare la pipeline mondiale”, afferma Denis Logunov, l’altro co-autore principale del Gamaleya National Research Center for Epidemiology and Microbiology. Al momento nel mondo si contano 64 vaccini in fase di valutazione clinica (13 alla fase 3) e 173 in analisi preclinica. Vaccini basati su una varietà di piattaforme, appunto.

Lo studio sul vaccino russo è stato condotto in 25 ospedali e policlinici a Mosca. I partecipanti, tra il 7 settembre e il 24 novembre 2020, sono stati assegnati in modo casuale ai 2 gruppi, uno destinato a ricevere il vaccino, l’altro placebo. Gli autori precisano che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere l’efficacia del vaccino su Covid asintomatica e sulla trasmissione del virus. “La pubblicazione di dati revisionati a livello internazionale sui risultati degli studi clinici di Sputnik V è un grande successo nella battaglia globale contro la pandemia”, commenta Alexander Gintsburg, direttore del Gamaleya Research Institute.

“Il mondo ha bisogno di tutti i buoni vaccini che può ottenere contro Covid – riflette David Livermore, University of East Anglia (Uk) – E lo Sputnik V è il primo vaccino a vettore adenovirus a raggiungere l’efficacia del 90% osservata con i due vaccini a mRna”. La temperatura di conservazione del prodotto è, fra le altre cose, “tra 2 e 8° C, il che consente una distribuzione più semplice in tutto il mondo”, evidenziano infine gli esperti russi.

Burioni: “Ottima notizia, vaccino russo ha efficacia eccezionale”

“Ottima notizia, il vaccino ‘russo’ ha un’efficacia superiore al 90%. Un altro vaccino dall’efficacia eccezionale con un meccanismo simile ad AstraZeneca, ma con una differenza fondamentale di cui parleremo”. Lo ha sottolineato in un tweet il virologo dell’Università San Raffaele Roberto Burioni commentando la notizia.

Galli: “”Mi ha sorpreso”

Anche l’infettivologo del Sacco di Milano Massimo Galli ha accolto con entusiasmo le notizie provenienti da Mosca: “Sputnik con dati oltre le aspettative. Sono rimasto colpito dal risultato. Un risultato anche più pulito degli altri perché hanno escluso dalle sperimentazioni chi aveva già avuto la malattia. E’ evidente che i risultati di Sputnik sono superiori a quelli ottenuti da Astrazeneca” continua il professor Galli.

Politica

E chissà che ora, con le note difficoltà dell’Europa con le forniture delle aziende farmaceutiche occidentali, Sputkìnik non diventi un prezioso alleato anche per uno scongelamento dei rapporti fra Ue e Russia. Rispondendo a una domanda proprio sul vaccino russo anticovid, Angela Merkel ha detto alcune settimane fa: “Se il vaccino sarà approvato dall’EMA, potremo parlare di accordi sulla produzione e anche dell’uso”, queste le parole della Cancelliera sottolineando di aver offerto che attraverso il Paul Ehrlich Institut la Russia abbia “supporto nello sviluppo” del vaccino. “Al di là delle differenze politiche che sono ampie, possiamo certamente lavorare insieme in una pandemia, in un settore umanitario”.




23-01-2021 DI MIA FENICE

Tarro: «Il vaccino Pfizer si è trasformato nel viagra dei vaccini». E poi cita lo scienziato Peter Doshi

Tarro

Il professor Giulio Tarro torna a parlare dei vaccini con alcuni post pubblicati sulla sua pagina Facebook. Nel primo parla del vaccino Pfizer. «Il vaccino basato su una molecola di Rna studiato in Germania e prodotto dalla Pfizer (seconda tra le Big Pharma mondiali) si è trasformato nel “viagra” dei vaccini!».

Tarro cita lo scienziato Peter Doshi

Poi ancora un altro post. «Il dottor Peter Doshi, scienziato dell’Università del Maryland, il 4 gennaio 2021 ha pubblicato sul British Medical Journal, come anche riportato dal New York Times, uno studio sui vaccini della Pfizer e Moderna. Che tra l’altro riporta l’efficacia dal 19 al 29% e non al 95% come da loro affermato. Insomma, persino sull’efficacia sono stati avanzati dubbi. Ma il problema più grande – a mio avviso – riguarda la sicurezza di questi “vaccini”».

I dubbi sui vaccini

Il virologo e primario dell’ospedale Cotugno di Napoli prosegue il suo ragionamento e in un altro post scrive: «Faccio mio questo pensiero del Prof Paolo Becchi: se hai patologie pregresse e muori dopo con Covid sei morto per il Covid. Se hai patologie pregresse e muori dopo il vaccino Pfizer sei morto per le patologie pregresse. Logico, no?».

Le reazioni del web

Tanti i commenti ai post del professor Giulio Tarro. Scrive un utente: «Prof come sempre onesto e competentissimo fino in fondo. Alla faccia dei pseufovirologi che pensano solo ai soldi a discapito della salute». E un altro: «Il problema non è tanto questo ma come mai solo la Norvegia ha comunicato i dati della morte di 29 anziani post vaccino Pfizer e delle successive autopsie e inoltre perché in tv nessuno faccia menzione di tale notizia. Io capisco che non si voglia allarmare la gente pero noi paghiamo il canone e vogliamo esser e informati correttamente soprattutto su questioni così fondamentali e non essere trattati come dei minus habens da indottrinare e manipolare».




22-01-2021 ECCO FINO A CHE PUNTO SI PUO’ ARRIVARE PUR DI VACCINARE LE PERSONE A TUTTI I COSTI. (SPECIALMENTE QUELLI CHE FINIRANNO NELLE TASCHE DI CHI VACCINA)




19-01-2021 in questa intervista l’avvocato spiega che il vaccino sul covid e’ un vaccino sperimentale e quindi chi lo dovesse rendere obbligatorio finirebbe sotto il tribunale penale internazionale per divieto di sperimentazione sull’uomo senza consenso.

Covid, avvocato: “Chi impone il vaccino finisce dritto davanti al Tribunale penale internazionale”

Francesco Scifo

Vorrei che fosse chiaro un punto.
Il vaccino Covid è sperimentale quindi, checché ne dica Conte o i suoi amici, se uno Stato prevede obbligo vaccinale sperimentale, chi lo decide o favoreggia finisce, dritto dritto, davanti al Tribunale penale internazionale per violazione del divieto di sperimentazione su uomo senza consenso. Semplicemente. E non lo salva certo una leggina che accorcia i tempi ordinari. Invito tutti i lettori di questa pagina a leggere subito: La tutela dei soggetti sottoposti a
sperimentazione. Dai principi agli
strumenti specifici. Ne avremo tutti bisogno.

di Antonio Amorosi – Qualcuno, tra i politici e gli esperti virologi, ha già proposto di rendere i vaccini obbligatori per accedere ai servizi, iniziando da alcune categorie. Prima o poi potrà esserci l’obbligo di vaccinarsi contro la Sars-Cov-2? Ne abbiamo parlato con l’avvocato cagliaritano Francesco Scifo, esperto di diritto europeo, di diritti umani e patrocinante in Cassazione. Così Affari Italiani.

“Lei ha twittato di recente ‘Il vaccino è sperimentale, quindi, chi ne favorisce l’obbligo di assunzione, finisce dritto davanti al Tribunale penale internazionale per violazione del divieto di sperimentazione sull’uomo’. Può spiegarci cosa intende?”. Ci troviamo di fronte inequivocabilmente a una gamma di nuovi vaccini. È una sperimentazione diversa dai tipi vaccini precedenti, tradizionali per i quali si è previsto l’obbligo in alcuni casi, ed è una sperimentazione che non ha avuto modo di vedere gli effetti sul breve, nel medio e nel lungo periodo, a prescindere dal fatto che poi burocraticamente si possa dire che l’Agenzia europea del farmaco oppure l’Aifa abbia approvato il vaccino sperimentale. No, il vaccino rimane sempre sperimentale a prescindere dal fatto che venga approvato da un organo governativo, da un medico-scienziato o da un burocrate. Questo perché la sperimentazione dipende dalla quantità di tempo che quel vaccino viene provato.

E quindi? “Abbiamo una serie di convenzioni internazionali che partono dal processo di Norimberga che in una parte riguardava i medici nazisti che avevano operato nei campi di concentramento. Devo ricordare che anche in quell’occasione si effettuarono varie sperimentazioni tra cui anche vaccinali, per cui da allora fu elaborato il principio fondamentale che è quello del consenso informato. La sperimentazione sull’uomo si può fare ma necessita di quello che si chiama consenso informato”.

“Cioè il soggetto che vuole fare il vaccino deve essere d’accordo, non lo si può obbligare, e deve essere informato su quali possono essere le conseguenze, giusto?”. “Sì, serve essere d’accordo e questo consenso deve essere anche informato”.

“Cioè deve essere consapevole delle conseguenze possibili?”. “Esattamente. Per questo vaccino abbiamo solo i risultati a brevissimo tempo. Quindi anche chi viene sottoposto al vaccino attuale, non conoscendone anche le conseguenze a breve termine, non può neanche prestare il consenso informato. È una sperimentazione sull’uomo senza consenso informato. Questo va già a violare nell’ordine i principi di Norimberga, la dichiarazione di Helsinki che è la base di tutti i comportamenti medici in tutto il mondo, la dichiarazione dell’Unesco che anch’essa prevede un consenso informato senza parlare di altri trattati e da ultimo non va dimenticato il regolamento europeo che disciplina la sperimentazione sull’uomo e anch’esso tra i suoi cardini, per quanto riguarda le sperimentazione sull’uomo, ha il consenso informato”.

“Cosa si può dire a coloro, decisori pubblici, politici ed esperti, che vogliono rendere obbligatorio il vaccino contro il Sars-Cov-2?”. “Che fanno istigazione a violare le leggi e a violare i trattati firmati dall’Italia. Certo, se si basano sul principio della forza allora sarà difficile scardinare questo tipo di azione, come lo era per i criminali nazisti. Ma nel momento in cui questa cosa finirà verranno tutti processati e condannati”.

“Perché trattasi sempre di sperimentazione sull’uomo e quindi non la si può rendere obbligatoria? “Si, proprio così”.

“Ci sono categorie di persone, mi vengono in mente quelle che lavorano nell’esercito, i medici, gli operatori sanitari, le forze di polizia, dove l’elemento del servizio pubblico e del rapporto gerarchico hanno una forza preponderante. Per queste categorie vale lo stesso principale che indicava lei o per loro ci sono eccezioni?” “Va ricordato che un ordine manifestamente illegittimo non elimina la responsabilità dell’esecutore. Nel caso specifico se la persona si vuole sottoporre alla sperimentazione può farlo”.

“Certo… ma se vuole rifiutare?” “Può altrettanto legittimamente rifiutarsi e se viene sanzionato, demansionato o licenziato può andare davanti ai giudici del lavoro e fare valere i propri diritti”.

“Si è parlato di obbligo del vaccino per utilizzare i mezzi pubblici o i servizi pubblici”. “Queste norme eventuali verranno impugnate e portate davanti alla giustizia”.

“Quanti legali, secondo lei, sono disposti a dare battaglia in questa direzione?” “Nel nostro network ne siamo già alcune migliaia come ‘Giuristi per la legalità’, ‘1000 avvocati per la Costituzione’ e una rete giuridica internazionale dove ci sono avvocati in tutto il mondo, collaboriamo con avvocati americani, tedeschi, francesi. Su questo principio faremo, come stiamo facendo, denunce in tutta Europa. In Italia le stiamo facendo sugli altri fronti relativi ai Dpcm”.

E c’è la possibilità di un patrocinio legale gratuito? “Difenderemo tutti gratis”.




13-01 2021

SEMPRE DI PIU’ SONO LE SEGNALAZIONI DI PERSONE CHE RISULTANO POSITIVE DOPO LA VACCINAZIONE. LO SCOPO DEL VACCINO E’ PREVENIRE IL VIRUS O TRASMETTERLO???

Focolaio nella Rsa Santa Caterina di Prato: tutti positivi gli ospiti vaccinati

Focolaio nella Rsa Santa Caterina di Prato, dove tutti i 39 ospiti, che erano stati vaccinati contro il Covid il 30 dicembre scorso, sono risultati tutti postivi al coronavirus. Su 102 ospiti, 101 risultano infettati. Interrotte le operazioni di vaccinazione. La Asl fa sapere che è probabile che i vaccinati avessero già in incubazione la malattia al momento della somministrazione della dose. Un solo paziente è negativo ed è stato isolato, quindi sarà sottoposto a un nuovo tampone. Se la sua negatività sarà confermata verrà trasferito dalla Rsa, che a breve sarà trasformata in struttura Covid. Nessuno dei pazienti infetti sarebbe al momento in condizioni gravi. Tutti sono sottoposti a terapia con antivirali, antinfiammatori e cortisone. Tre sono stati trasferiti in ospedale in via precauzionale.




GENNAIO 2021

In questo video il prof. Di bella parla del potere unico in campo sanitario che cerca di imporre terapie uniche anche contro l’evidenza scientifica di cure alternative. In relazione al covid fa l’esempio della cura mediante la Clorachina, che era stata screditata da famose riviste scientifiche i cui articoli si sono rivelati poi basati su dati inventati. Tutto questo ovviamente per far passare il vaccino come inevitabile..

Dott. Di Bella “280 milioni degli italiani per un vaccino inutile alla prima mutazione del virus”

Il Dott. Giuseppe Di Bella esprime il suo dissenso al riguardo, evidenziando come si tratti di una imposizione rispetto alle possibili alternative che, trattandosi di un virus in continua mutazione, potrebbero dare dei benefici. Un esempio ne è la Clorochina, farmaco utilizzato per la prevenzione e la cura della malaria e screditato più volte da articoli di riviste scientifiche di spicco, come The Lancet, che si sono rivelati poi basati su dati inventati.

Il nostro direttore Ilario Di Giovambattista ha intervistato il Dottor Di Bella, ponendo l’accento sulla corretta informazione scientifica e, successivamente, mediatica che spesso viene veicolata per tornaconto economico. Ecco alcune riflessioni del Dottore emerse al riguardo.




16-01-2021

Covid: in Norvegia 23 morti ‘legate alla vaccinazione’. Pfizer in contatto con Oslo, ‘sui decessi dati non allarmanti’

‘Reazioni comuni potrebbero aver aggravato pazienti anziani’

Covid: in Norvegia 23 morti 'legate alla vaccinazione'. Pfizer in contatto con Oslo, 'sui decessi dati non allarmanti'
Vaccino Pfizer-BioNtech

Redazione Ansa News ROMA – Gennaio 16, 2021 –

L’agenzia del farmaco della Norvegia ha registrato 23 morti, tra persone anziane e fragili, “associate alla vaccinazione anti-Covid” di Pfizer-BioNtech. Lo si legge in una nota dell’agenzia, ripresa dal Guardian, secondo cui “reazioni comuni ai vaccini con mRNA, come febbre e nausea, potrebbero aver contribuito ad un esito fatale in alcuni pazienti fragili e anziani”. La nota sottolinea inoltre che i trial sul vaccino non includevano “pazienti con malattie acute o instabili” e pochi over 85. 

Pfizer e BioNTech stanno lavorando con l’agenzia del farmaco norvegese per indagare sui decessi di persone anziane associati alla vaccinazione anti-Covid. Lo ha reso noto l’azienda farmaceutica americana, riporta Bloomberg. L’ente di controllo norvegese, ha riferito Pfizer, ha rilevato che “il numero degli incidenti finora non è allarmante ed è in linea con le previsioni”.




15-01-2021

In questo video, il prof. Montanari insegna a noi poveri ignoranti che ci fidiamo dell’informazione che viene data dal pensiero unico televisivo, che dice: “vaccinatevi, cosa volete che sia! E subito dopo la minaccia: solo cosi’ tornerete alla vita normale! … chiuderemo per sempre in casa se non lo farete…” che quello che viene spacciato per vaccino non e’ neppure un vaccino ma una terapia genica, con rischi gravi nell’immediato e conseguenze non prevedibili nel medio e lungo periodo, cose dichiarate dalle stesse case farmaucetiche nelle istruzioni dei farmaci e nella liberatoria che occorre sottoscrivere per esonerarle da ogni responsabilita’. Ma se noi dobbiamo esonerarli da ogni responsabilita’, perche’ ci viene detto che non c’e’ alcun rischio?
Il prof. Montanari viene definito dai mass media come un no vax: peccato che sia estremamente competente, da un punto di vista scientifico, avendo studiato da decenni i vaccini, non come gli “opinionisti” televisivi e politici che ci inducono a vaccinarsi sotto minaccia di non ritorno alla vita normale e terrorizzando la popolazione sulla mortalita’ del virus, che e’ molto piu’ bassa di quanto vogliono far credere, secondo un ben preciso progetto portato avanti da Bill Gates e quanti vogliono instaurare il nuovo ordine mondiale. DA ASCOLTARE INTERAMENTE PER RIPULIRSI UN PO’ LA MENTE DALLE BARZELLETTE CHE CI VENGONO RACCONTATE.

Intanto il PTS ( Trasversale per la scienza) lo ha denunciato alla procura di Modena e Ancona
Poco importa se, a conti fatti, l’efficacia del vaccino Pfizer risulta essere tra il 19 e il 29%
Inoltra non è certo che la vaccinazione sia garanzia di immunità  futura!!!
Non entro in oltre nel merito che una tecnica non sufficientemente collaudata venga addirittura imposta come provabilmente obbligatoria.
Delinquenti!
delinquenti!
delinquenti!
E pensare che gente così, che si consuma gli occhi davanti a un microscopio, non venga presa assolutamente in considerazione dal di vista scientifico.

NON SONO VACCINI MA TERAPIA GENICA – STEFANO MONTANARI

Secondo il nanopatologo Stefano Montanari, i vaccini anti covid, recentemente approvati in via d’emergenza e immessi in commercio, non possono essere definiti propriamente come vaccini, perchè costituiscono una terapia genica. Il ricercatore modenese sostiene, contrariamente alla tesi ufficiale, che l’mRna contenuto nel farmaco sia in grado di arrivare al nucleo cellula dando istruzioni al DNA.

Sui vaccini anti covid c’è ancora molta incertezza. Secondo uno stimato ricercatore dell’Università  del Maryland, Peter Doshi, mancano i dati grezzi per poter valutare la loro efficacia e affidabilità . Peter Doshi sostiene che l’efficacia dei vaccini Pfizer/Biontech e Moderna sia di gran lunga inferiore a quanto dichiarato dalle multinazionali farmaceutiche. Purtroppo i dati definitivi saranno disponibili solo nel 2022.




13-01-2021

Focolaio nella Rsa Santa Caterina di Prato: tutti positivi gli ospiti vaccinati

Focolaio nella Rsa Santa Caterina di Prato, dove tutti i 39 ospiti, che erano stati vaccinati contro il Covid il 30 dicembre scorso, sono risultati tutti postivi al coronavirus. Su 102 ospiti, 101 risultano infettati. Interrotte le operazioni di vaccinazione. La Asl fa sapere che è probabile che i vaccinati avessero già in incubazione la malattia al momento della somministrazione della dose. Un solo paziente è negativo ed è stato isolato, quindi sarà sottoposto a un nuovo tampone. Se la sua negatività sarà confermata verrà trasferito dalla Rsa, che a breve sarà trasformata in struttura Covid. Nessuno dei pazienti infetti sarebbe al momento in condizioni gravi. Tutti sono sottoposti a terapia con antivirali, antinfiammatori e cortisone. Tre sono stati trasferiti in ospedale in via precauzionale.




06-01-2021

Vaccino anti-Covid, “febbre, allergie gravi e paresi facciale”. Il bugiardino con gli effetti indesiderati di Pfizer Biontech

Gli effetti e le controindicazioni del vaccino anti-Covid della Pfizer, svelati dal rapporto ufficiale dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco. Il Tempo pubblica il “bugiardino” del siero,34 pagine in cui si possono scoprire le conseguenze (indesiderate) del farmaco messo a punto dalla Pfizer Biontech e distribuito in Italia, dove le autorità  sanitarie hanno già  iniziato a somministrarlo. Le aziende produttrici, peraltro, dovranno fare pervenire ad Ema dati supplementari tra gennaio, marzo, aprile, luglio 2021 e dicembre 2023, data in cui si prevede la consegna della relazione finale con lo studio relativo ai milioni di vaccinati in tutto il mondo.

Guarda il documento ufficiale dell’Ema: il “bugiardino” del vaccino anti-Covid della Pfizer

Tra gli effetti collaterali riscontrati durante la sperimentazione, si registrano dolore muscolare e mal di testa, febbre e “nausea, insonnia, ingrossamento dei linfonodi”. Possibili anche reazioni allergiche gravi e addirittura la paralisi temporanea di metà  del viso (in casi inferiori a uno ogni mille).




05-01-2021

Covid, il vaccino italiano ReiThera funziona: “Nessun effetto collaterale”. Tempi e dosi di produzione

E’ andata bene la fase uno di sperimentazione del vaccino made in Italy di ReiThera. L’azienda produttrice del farmaco ha presentato oggi i dati allo Spallanzani: le prime iniezioni sono avvenute il 24 agosto e i volontari arruolati sono stati 100. La buona notizia è che non ci sono state reazioni avverse: il sistema immunitario è stato attivato, sia sul fronte degli anticorpi che bloccano il virus in circolazione, sia sul fronte delle cellule T, che distruggono le cellule del nostro organismo già  infettate. Abbiamo la capacità  di produrre 100 milioni di dosi all’anno“, ha spiegato Antonella Folgori, presidentessa di ReiThera. Per la fase due e la fase tre delle sperimentazioni, invece, serviranno altri sei mesi. “Il vaccino è sicuro, non ci sono stati eventi avversi gravi. C’è stata un po’ di infiammazione sul sito di iniezione. Le reazioni sono state comunque inferiori a quelle di Moderna e Pfizer“, ha spiegato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani. Importante avere una produzione propria”, ha spiegato il commissario Domenico Arcuri.

04-01-2021 MENO MALE CHE E’ SICURO

Non c’è nessun dubbio sull’importanza del vaccino nella battaglia contro il Covid. Tuttavia desta quale riflessione il modulo del consenso informato da firmare prima della somministrazione del farmaco. Come riporta Affariitaliani.it, il punto 10 del documento dice che non è possibile al momento prevedere danni a lunga distanza. La nota è contenuta nell’informativa del vaccino Pfizer-BioNTech Covid-19. Sul vaccino in questione ci sono state diverse polemiche soprattutto per le tempistiche: a differenza di quelli tradizionali, il siero contro il coronavirus è stato realizzato in un periodo di tempo piuttosto breve. Non ci sono stati, quindi, anni di sperimentazione, necessari il più delle volte per ridurre gli effetti collaterali. Come l’eventualità , appunto, che negli anni insorgano malattie autoimmuni. Affariitaliani.it, spiega che il meccanismo di funzionamento del vaccino, proprio perchè sollecita l’organismo ad un’azione di allerta continua, potrebbe scatenare nell’organismo azioni non prevedibili. Ma siamo nella totale incertezza.




03-01-2021

Non possono impedirci di porci domande sul vaccino ▷ Diego Fusaro contro i fanatici della scienza







03-01-2021 PUBBLICHIAMO LE RISPOSTE DELL’AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO ALLE PRINCIPALI DOMANDE SUL VACCINO

Vaccino covid Pfizer/Biontech: i chiarimenti dell’Agenzia Italiana del Farmaco

ITALIA -Riportiamo di seguito le faq, i chiarimenti dell’Agenzia Italiana del farmaco a proposito del vaccino anti covid Pfizer/Biontech.

1. Che cos’è e a che cosa serve?
Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è un vaccino destinato a prevenire la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) nei soggetti di età pari o superiore a 16 anni. Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19. Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia.

2. Come viene somministrato?
Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) viene somministrato in due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra.

3. Come agisce?
I virus SARS-CoV-2 infettano le persone utilizzando una proteina di superficie, denominata Spike, che agisce come una chiave permettendo l’accesso dei virus nelle cellule, in cui poi si possono riprodurre. Tutti i vaccini attualmente in studio sono stati messi a punto per indurre una risposta che blocca la proteina Spike e quindi impedisce l’infezione delle cellule. Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è fatto con molecole di acido ribonucleico messaggero (mRNA) che contengono le istruzioni perchè le cellule della persona che si è vaccinata sintetizzino le proteine Spike. Nel vaccino le molecole di mRNA sono inserite in una microscopica vescicola lipidica che permette l’ingresso del mRNA nelle cellule. Una volta iniettato, l’mRNA viene assorbito nel citoplasma delle cellule e avvia la sintesi delle proteine Spike. Le proteine prodotte stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici. In chi si è vaccinato e viene esposto al contagio virale, gli anticorpi così prodotti bloccano le proteine Spike e ne impediscono l’ingresso nelle cellule. La vaccinazione, inoltre, attiva anche le cellule T che preparano il sistema immunitario a rispondere a ulteriori esposizioni a SARS-CoV-2. Il vaccino, quindi, non introduce nelle cellule di chi si vaccina il virus vero e proprio, ma solo l’informazione genetica che serve alla cellula per costruire copie della proteina Spike. Se, in un momento successivo, la persona vaccinata dovesse entrare nuovamente in contatto con il SARS-CoV-2, il suo sistema immunitario riconoscerà  il virus e sarà  pronto a combatterlo. l’mRNA del vaccino non resta nell’organismo ma si degrada poco dopo la vaccinazione.

4. Che cosa contiene?
Il COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) contiene un RNA messaggero che non può propagare se stesso nelle cellule dell’ospite, ma induce la sintesi di antigeni del virus SARS-CoV-2 (che esso stesso codifica). Gli antigeni S del virus stimolano la risposta anticorpale della persona vaccinata con produzione di anticorpi neutralizzanti. L’RNA messaggero è racchiuso in liposomi formati da ALC-0315 ((4-idrossibutil)azanediil)bis(esano-6,1-diil)bis(2-esildecanoato) e ALC-0159 (2-[(polietilenglicole)-2000]-N,N-ditetradecilacetammide). ALC-0315 e ALC-0159 sono lipidi sintetici che contribuiscono a formare le vescicole che veicolano il vaccino. Il vaccino contiene inoltre altri eccipienti:

1,2-Distearoyl-sn-glycero-3-phosphocholine
colesterolo
potassio cloruro
potassio diidrogeno fosfato
Sodio cloruro
Fosfato disodico diidrato
saccarosio
acqua per preparazioni iniettabili

5. La sperimentazione è stata abbreviata per avere presto il prodotto?
Gli studi sui vaccini anti COVID-19, compreso il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), sono iniziati nella primavera 2020, perciò sono durati pochi mesi rispetto ai tempi abituali, ma hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di persone: dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficienti per dimostrare efficacia e sicurezza. Non è stata saltata nessuna delle regolari fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza del vaccino: i tempi brevi che hanno portato alla registrazione rapida sono stati resi possibili grazie alle ricerche già  condotte da molti anni sui vaccini a RNA, alle grandi risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi rapidissimi e alla valutazione delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti man mano che questi venivano prodotti e non, come si usa fare, soltanto quando tutti gli studi sono completati. Queste semplici misure hanno portato a risparmiare anni sui tempi di approvazione.

6. Come sono stati condotti gli studi clinici?
Uno studio clinico di dimensioni molto ampie ha dimostrato che il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è efficace nella prevenzione di COVID 19 nei soggetti a partire dai 16 anni di età . Il profilo di sicurezza ed efficacia di questo vaccino è stato valutato nel corso di ricerche svolte in sei paesi: Stati Uniti, Germania, Brasile, Argentina, Sudafrica e Turchia, con la partecipazione di oltre 44.000 persone. La metà  dei partecipanti ha ricevuto il vaccino, l’altra metà  ha ricevuto un placebo, un prodotto identico in tutto e per tutto al vaccino, ma non attivo. L’efficacia è stata calcolata su oltre 36.000 persone a partire dai 16 anni di età  (compresi soggetti di età  superiore ai 75 anni) che non presentavano segni di precedente infezione. Lo studio ha mostrato che il numero di casi sintomatici di COVID-19 si è ridotto del 95% nei soggetti che hanno ricevuto il vaccino (8 casi su 18.198 avevano sintomi di COVID-19) rispetto a quelli che hanno ricevuto il placebo (162 casi su 18.325 avevano sintomi di COVID-19).

7. Quanto è efficace?
I risultati di questi studi hanno dimostrato che due dosi del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) somministrate a distanza di 21 giorni l’una dall’altra possono evitare al 95% degli adulti dai 16 anni in poi di sviluppare la malattia COVID-19 con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età , genere ed etnie. Il 95% di riduzione si referisce alla differenza tra i 162 casi che si sono avuti nel gruppo degli oltre 18mila che hanno ricevuto il placebo e i soli 8 casi che si sono avuti negli oltre 18mila che hanno ricevuto il vaccino.

8. La protezione è efficace subito dopo l’iniezione?
No, l’efficacia è stata dimostrata dopo una settimana dalla seconda dose.

9. Quanto dura la protezione indotta dal vaccino?
La durata della protezione non è ancora definita con certezza perchè il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi.

10. Il vaccino può provocare la malattia COVID-19 o altre alterazioni genetiche?
Questo vaccino non utilizza virus attivi, ma solo una componente genetica che porta nell’organismo di chi si vaccina l’informazione per produrre anticorpi specifici. Non sono coinvolti virus interi o vivi, perciò il vaccino non può causare malattie. L’mRNA del vaccino come tutti gli mRNA prodotti dalle cellule si degrada naturalmente dopo pochi giorni nella persona che lo riceve.

11. Le persone vaccinate posso trasmettere comunque l’infezione ad altre persone?
Gli studi clinici condotti finora hanno permesso di valutare l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) sulle forme clinicamente manifeste di COVID-19 ed è necessario più tempo per ottenere dati significativi per dimostrare se i vaccinati si possono infettare in modo asintomatico e contagiare altre persone. Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione, i vaccinati e le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti COVID-19.

12. Chi esegue la prima dose con il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), può fare la seconda con un altro vaccino anti Covid-19, qualora disponibile?
Non ci sono ancora dati sulla intercambiabilità  tra diversi vaccini, per cui chi si sottopone alla vaccinazione alla prima dose con il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), continuerà  a utilizzare il medesimo vaccino anche per la seconda dose.

13. Quali reazioni avverse sono state osservate?
Le reazioni avverse osservate più frequentemente (più di 1 persona su 10) nello studio sul vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) sono stati in genere di entità  lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni dalla vaccinazione. Tra queste figuravano dolore e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre. Arrossamento nel sito di iniezione e nausea si sono verificati in meno di 1 persona su 10. Prurito nel sito di iniezione, dolore agli arti, ingrossamento dei linfonodi, difficoltà  ad addormentarsi e sensazione di malessere sono stati effetti non comuni, che hanno interessato meno di 1 persona su 100. Debolezza nei muscoli di un lato del viso (paralisi facciale periferica acuta) si è verificata raramente, in meno di 1 persona su 1000.

14. Quali reazioni avverse gravi sono state osservate durante la sperimentazione?
L’unica reazione avversa severa più frequente nei vaccinati che nel gruppo placebo è stato l’ingrossamento delle ghiandole linfatiche. Si tratta, comunque, di una patologia benigna che guarisce da sola.
In generale, le reazioni sistemiche sono state più frequenti e pronunciate dopo la seconda dose.
Nei Paesi dove è già  stata avviata la somministrazione di massa del vaccino sono cominciate anche le segnalazioni delle reazioni avverse, da quelle meno gravi a quelle più significative, comprese le reazioni allergiche. Tutti i Paesi che avviano la somministrazione del vaccino estesa a tutta la popolazione raccoglieranno e valuteranno ogni segnalazione pervenuta al sistema di farmaco vigilanza delle reazioni averse al vaccino, così da poter definire con sempre maggior precisione il tipo di profilo di rischio legato alla vaccinazione.

15. Chi sviluppa una reazione alla somministrazione a chi lo può comunicare?
La segnalazione di una qualsiasi reazione alla somministrazione del vaccino può essere fatta al proprio medico di famiglia o alla ASL di appartenenza, così come per tutte le altre reazioni avverse a qualunque farmaco, secondo il sistema nazionale di farmacovigilanza attivo da tempo in tutto il Paese.
Inoltre, chiunque può segnalare in prima persona una reazione avversa da vaccino utilizzando i moduli pubblicati sul sito AIFA.

16. Come viene rilevata l’assenza di controindicazioni?
Prima della vaccinazione il personale sanitario pone alla persona da vaccinare una serie di precise e semplici domande, utilizzando una scheda standardizzata. Se l’operatore sanitario rileva risposte significative alle domande, valuta se la vaccinazione possa essere effettuata o rinviata. Inoltre l’operatore verifica la presenza di controindicazioni o precauzioni particolari, come riportato anche nella scheda tecnica del vaccino.

17. E’ stata segnalata una nuova variante del virus SARS-CoV-2: il vaccino sarà  efficace anche verso questa nuova variante?
I virus a RNA come SARS-CoV-2 sono soggetti a frequenti mutazioni, la maggioranza delle quali non altera significativamente l’assetto e le componenti del virus. Molte varianti di SARS-CoV-2 sono state segnalate nel 2020, ma finora queste varianti non hanno alterato il comportamento naturale del virus.
La variante segnalata in Inghilterra è il risultato di una serie di mutazioni di proteine della superfice del virus e sono in corso valutazioni sugli effetti che queste possono avere sull’andamento dell’epidemia, mentre appare improbabile un effetto negativo sulla vaccinazione.

18. Chi ha già  avuto un’infezione da COVID-19, confermata, deve o può vaccinarsi?
La vaccinazione non contrasta con una precedente infezione da COVID-19, anzi potenzia la sua memoria immunitaria, per cui non è utile alcun test prima della vaccinazione. Tuttavia, coloro che hanno avuto una diagnosi di positività  a COVID-19 non necessitano di una vaccinazione nella prima fase della campagna vaccinale, mentre potrebbe essere considerata quando si otterranno dati sulla durata della protezione immunitaria.

19. Le persone che soffrono di allergie possono vaccinarsi con il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty)?
Le persone con una storia di gravi reazioni anafilattiche o di grave allergia, o che sono già  a conoscenza di essere allergiche a uno dei componenti del vaccino mRNA BNT162b2 (Comirnaty) dovranno consultarsi col proprio medico prima di sottoporsi alla vaccinazione. Come per tutti i vaccini, anche questo deve essere somministrato sotto stretta supervisione medica. Le persone che manifestano una reazione allergica grave dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino non devono ricevere la seconda dose. Nei soggetti a cui è stato somministrato il vaccino sono state osservate reazioni allergiche (ipersensibilità ). Da quando il vaccino ha iniziato a essere utilizzato nelle campagne di vaccinazione, si sono verificati pochissimi casi di anafilassi (grave reazione allergica).

20. Le donne in gravidanza o che stanno allattando possono vaccinarsi?
I dati sull’uso del vaccino durante la gravidanza sono tuttora molto limitati, tuttavia studi di laboratorio su modelli animali non hanno mostrato effetti dannosi in gravidanza. Il vaccino non è controindicato e non esclude le donne in gravidanza dalla vaccinazione, perchè la gravidanza, soprattutto se combinata con altri fattori di rischio come il diabete, le malattie cardiovascolari e l’obesità , potrebbe renderle maggiormente a rischio di COVID-19 grave. L’Istituto Superiore di Sanità  ha in atto un sistema di sorveglianza sulle donne gravide in rapporto a COVID-19 che potrebbe offrire ulteriori utili informazioni. Sebbene non ci siano studi sull’allattamento al seno, sulla base della plausibilità  biologica non è previsto alcun rischio che impedisca di continuare l’allattamento al seno. In generale, l’uso del vaccino durante la gravidanza e allattamento dovrebbe essere deciso in stretta consultazione con un operatore sanitario dopo aver considerato i benefici e i rischi.

21. I bambini possono essere vaccinati con il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty)?
Questo vaccino non è al momento raccomandato nei bambini di età inferiore a 16 anni. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha concordato con l’azienda produttrice un piano per la sperimentazione del vaccino nei bambini in una fase successiva.

22. Le persone con una documentata immunodeficienza o con malattie autoimmuni possono vaccinarsi?
Non sono ancora disponibili dati sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) nelle persone con malattie autoimmuni, che sono comunque state incluse nelle sperimentazioni iniziali. Durante gli studi clinici non si sono osservate differenze circa la comparsa di sintomi riconducibili a malattie autoimmuni o infiammatorie tra vaccinati e soggetti trattati con placebo. Le persone con malattie autoimmuni che non abbiano controindicazioni possono ricevere il vaccino. I dati relativi all’uso nelle persone immunocompromesse (il cui sistema immunitario è indebolito) sono in numero limitato. Sebbene queste persone possano non rispondere altrettanto bene al vaccino, non vi sono particolari problemi di sicurezza. Le persone immunocompromesse possono essere vaccinate in quanto potrebbero essere ad alto rischio di COVID-19.

23. Le persone con malattie croniche, diabete, tumori, malattie cardiovascolari possono vaccinarsi?
Sono proprio queste le persone più a rischio di una evoluzione grave in caso di contagio da SARS-CoV-2, proprio a loro, quindi, si darà  priorità  nell’invito alla vaccinazione.

24. Le persone in trattamento con anticoagulanti possono vaccinarsi?
Le persone in cura con una terapia anticoagulante hanno una generica controindicazione a qualsiasi iniezione, per loro la vaccinazione deve essere valutata caso per caso dal proprio medico per il rischio di emorragie dal sito di iniezione.

25. Le persone che hanno fatto la vaccinazione anti influenzale da poco tempo possono vaccinarsi contro il COVID-19?
Non vi sono ancora dati sull’interferenza tra vaccinazione anti COVID-19 e altre vaccinazioni, tuttavia la natura del vaccinoCOVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) suggerisce che sia improbabile che interferisca con altri vaccini. Comunque il distanziamento di un paio di settimane può essere una misura precauzionale.

26. Chi somministrerà  il vaccino?
La vaccinazione sarà  effettuata da medici e infermieri dei servizi vaccinali pubblici, persone che da tempo praticano vaccinazioni e sono esperte nelle tecniche di vaccinazione. Inoltre, in considerazione della particolarità  di questo vaccino, gli operatori sanitari hanno ricevuto ulteriori informazioni tecniche specifiche sulla preparazione e somministrazione del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty).

27. A chi bisogna rivolgersi per vaccinarsi?
La campagna di vaccinazione si svolgerà in più fasi successive, i cittadini saranno invitati ad effettuare la vaccinazione in un ordine di priorità  definito dal rischio per le persone di infettarsi e di sviluppare la malattia con conseguenze gravi. Nella fase iniziale la vaccinazione sarà  riservata al personale sanitario e al personale e agli ospiti delle residenze per anziani e le vaccinazioni saranno effettuate dal personale dei servizi vaccinali nei 286 ospedali definiti dal Piano nazionale di vaccinazione COVID-19. Lo stesso personale vaccinatore si recherà  nelle residenze per anziani per la vaccinazione.

28. Quanto costa la vaccinazione?
La vaccinazione è gratuita per tutti.

29. E’ possibile vaccinarsi privatamente a pagamento?
No, i vaccini disponibili attualmente saranno utilizzati soltanto nei presidi definiti dal Piano vaccini e non saranno disponibili nelle farmacie o nel mercato privato. E’ altamente sconsigliato cercare di procurarsi il vaccino per vie alternative o su internet. Questi canali non danno nessuna garanzia sulla qualità  del prodotto, che potrebbe essere, oltre che inefficace, pericoloso per la salute.

30. Il vaccino protegge solo la persona vaccinata o anche i suoi familiari?
Il vaccino protegge la singola persona, ma se siamo in tanti a vaccinarci, potremmo ridurre in parte la circolazione del virus e quindi proteggere anche tutte le persone che non si possono vaccinare: la vaccinazione si fa per proteggere se stessi, ma anche la comunità  in cui viviamo.

31. La vaccinazione consente di tornare alla vita di prima?
Anche se l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 è molto alta (oltre il 90%) vi sarà  sempre una porzione di vaccinati che non svilupperà la difesa immunitaria, inoltre, ancora non sappiamo in maniera definitiva se la vaccinazione impedisce solo la manifestazione della malattia o anche il trasmettersi dell’infezione. Ecco perchè essere vaccinati non conferisce un certificato di libertà  ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione.

32. Ci sarà vaccino per tutti?
Il Governo italiano, tramite le procedure europee, ha prenotato l’acquisto di oltre duecento milioni di dosi di vaccini anti COVID-19 da sei diversi produttori. Non ci sarà  libera scelta su quale vaccino preferire: il vaccino disponibile al tempo e al luogo sarà  offerto dai servizi vaccinali a parità  di sicurezza ed efficacia.

33. Che tipo di siringhe verrà  utilizzato?
La vaccinazione sarà effettuata con una speciale siringa sterile monouso dotata di sistema di bloccaggio dell’ago (Luer Lock) per evitare distacchi accidentali; gli aghi sterili monouso sono anche dotati di attacco di bloccaggio: le siringhe usate non vanno reincappucciate (DM 28/9/89) e saranno immediatamente depositate in appositi contenitori di smaltimento.

34. Qual’è la dose che deve essere inoculata e quante dosi è possibile ottenere per flaconcino?
La dose di vaccino che deve essere somministrata a ciascuna persona è di 0,3 ml. Questa dose deve essere estratta, in condizioni asettiche e utilizzando siringhe di precisione adeguate, da un flaconcino di vaccino che contiene 2,25 ml dopo la diluizione prevista con soluzione di cloruro di sodio allo 0,9%. Con l’obiettivo di utilizzare tutto il prodotto disponibile in ciascun flaconcino ed evitare ogni spreco, l’AIFA, in accordo con quanto stabilito dalla sua Commissione Tecnico Scientifica, rende noto che, ferma restando la necessità  di garantire la somministrazione del corretto quantitativo di 0.3 ml a ciascun soggetto vaccinato attraverso l’utilizzo di siringhe adeguate, è possibile disporre di almeno 1 dose aggiuntiva rispetto alle 5 dosi dichiarate nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP). Eventuali residui provenienti da flaconcini diversi, anche appartenenti allo stesso numero di lotto, non dovranno essere mescolati.

35. Saranno vaccinati soltanto i cittadini italiani?
Secondo lo schema di priorità  definito nel Piano vaccini saranno vaccinate tutte le persone presenti sul territorio italiano, residenti, con o senza permesso di soggiorno ai sensi dell’articolo 35 del testo unico sull’immigrazione.

36. Che documenti sono richiesti per effettuare la vaccinazione?
Un documento di identità valido e la tessera sanitaria. Può essere utile avere con se anche l’eventuale documentazione sanitaria che possa aiutare il medico vaccinatore a valutare lo stato fisico.




27-12-2020

Vaccino Covid-19, nelle Rsa del Piemonte tanti rifiuti del personale

Nel frattempo a Roma è partita la vaccinazione che prenderà  piede già  da domenica 27 dicembre in tantissime zone d’Italia. Le prime dosi riguardano il personale sanitario impegnato da mesi nella lotta contro il Coronavirus.

In ogni parte della Penisola sono infatti partite le vaccinazioni di medici e infermieri.

Intanto, secondo quanto riportato da la Repubblica, la situazione non sarebbe per nulla confortante, anzi. Stando infatti a un’indagine dell’Associazione nazionale Anaste sulle Rsa in Piemonte, che ha preso come campione mille dipendenti su 3.800 in servizio nel comparto sanitario, il 70% ha dichiarato la propria perplessità  al vaccino contro il Covid-19 di Pfizer-Biontech.

Discorso differente invece nel Lazio (non male anche in Toscana) dove l’adesione di 8.700 operatori su circa 11mila.

L’appello di Lopalco

Nel frattempo Pier Luigi Lopalco, assessore alla Sanità  della Regione Puglia, nonchè epidemiologo di professione, durante il primo giorno delle vaccinazioni ha rilasciato alcune dichiarazioni molto forti indirizzando il messaggio al personale sanitario che si oppone alla vaccinazione. Spero di essere il primo a vaccinarmi nella fase uno. Il medico deve dare esempio commenta Lopalco se rifiuta la vaccinazione non degno di questo mestiere.




DICEMBRE 2020

EFFETTO VACCINO COVID 19




19-12-2020

Vaccino Pfizer Covid-19: gravi reazioni allergiche negli USA

Doctor wearing protective visor and surgical gloves injecting COVID-19 vaccine into patient’s arm

Dopo il Regno Unito, anche in Alaska segnalate gravi reazioni allergiche in seguito a somministrazione del vaccino Pfizer, i vaccinati contro il Covid-19 non avrebbero una storia nota di allergie alle spalle.

A pochi giorni di distanza dalle reazioni allergiche al vaccino Pfizer nel Regno Unito, sono arrivate nuove notizie sul caso di due operatori sanitari in Alaska. Una donna e un uomo, sono stati sottoposti a cure d’emergenza pochi minuti dopo aver ricevuto il vaccino Covid-19. I funzionari sanitari non si sono lasciati intimorire da quanto accaduto. Il piano vaccinale continua, hanno affermato, era comunque giusto condividere le informazioni per un motivo di trasparenza.

La somministrazione del vaccino presso il Bartlett Regional Hospital di Juneau ha allertato gli esperti per due casi occorsi ai dipendenti.

La donna che non aveva precedenti di allergia, ha accusato un malore dopo 10 minuti dalla iniezione del vaccino. Ha da subito manifestato un’eruzione cutanea sul viso e sul busto, mancanza di respiro e tachicardia.

Per la reazione di una certa gravità, i sanitari hanno comunicato che il primo approccio è avvenuto in emergenza. E’ stata somministrata adrenalina come da prassi per casi di shock anafilattico.

Ha mostrato una ripresa dei sintomi successivamente al trattamento in urgenza. Ciò ha spinto i sanitari a continuare la terapia con steroidi e adrenalina.

Quando si è cercato di sospendere gradualmente l’infusione, si notava da subito una ricomparsa dei sintomi. Per questo si è deciso il trasferimento in terapia intensiva in osservazione.

Anche l’uomo, dipendente nello stesso ospedale di Juneau, ha sviluppato una reazione avversa dopo 10 minuti dalla iniezione del vaccino Pfizer: gonfiore agli occhi, vertigini e gola irritata.

Trasportato al Pronto Soccorso gli è stata somministrata adrenalina e antistaminici.

Tuttavia la direzione ospedaliera ha reso noto che l’evento accaduto al secondo dipendente, non è stato considerato come reazione anafilattica.

L’operatore sanitario poi si è ristabilito entro un’ora.

Le preoccupazioni degli esperti

Le preoccupazioni di effetti collaterali dopo questi ultimi significativi casi di gravi reazioni allergiche salgono notevolmente.

Queste prime manifestazioni anafilattiche potrebbero spingere gli esperti alla formazione di linee guida più severe circa il monitoraggio post-vaccino.

Secondo Pfizer i soggetti vaccinati dovrebbero rimanere in osservazione almeno 15 minuti come da attuali protocolli.

Ma già dopo i casi britannici, il CDC di Atlanta ha comunicato che i soggetti con gravi allergie, potrebbero essere vaccinati in sicurezza, ripettando un monitoraggio per almeno 30 minuti.

I ricercatori cercano di capire quale componente del vaccino stia creando queste reazioni.

Il dottor Jay Butler, uno dei massimi esperti in malattie infettive dei Centers for Disease Control and Prevention, ha affermato che la situazione in Alaska ha dimostrato che il sistema di monitoraggio ha funzionato.

Rimane fermo un punto saldo che potrebbe rappresentare un ostacolo alla necessità di velocizzare le operazioni del vaccino contro il Covid-19.

Gli esperti infatti raccomandano non solo che il vaccino deve essere somministrato in ambienti che dispongono di scorte, inclusi ossigeno e adrenalina, proprio per gestire le reazioni anafilattiche.

Ma che soprattutto abbiano del personale preparato a gestire le emergenze del caso, in ambiente adeguatamente protetto. Questo è anche un presupposto indicato dalla stessa Pfizer.

Dopo questi accadimenti si potrebbero dilatare i tempi di somministrazione del vaccino Pfizer, viste le raccomandazioni più incisive.

Il luogo sicuro, il monitoraggio per un tempo maggiore, il personale preparato a gestire le emergenze, i presidi adeguati, rappresenteranno nei prossimi giorni e mesi, un punto fermo ed anche di difficile attuazione per organizzare un piano vaccinale per miliardi di persone.

Giovanni Trianni infermiere legale forense

Fonti

Weiland N., La Franiere S., Baker M., Thomas K., 2 Alaska Health Workers Got Emergency Treatment After Receiving Pfizer’s Vaccine, The New York Times




17-12-2020

USA: SEGNALATA GRAVE REAZIONE ALLERGICA AL VACCINO PFIZER

Una operatrice sanitaria statunitense cui è stato somministrato il vaccino contro il coronavirus di Pfizer e Biontech ha sviluppato una grave reazione allergica, ma le sue condizioni sono ora stabili. Lo riferisce il “New York Times”, che cita fonti sanitarie del Barlett Regional Hospital di Juneau, in Alaska, dove l’operatrice sanitaria lavora e dove ha ricevuto il vaccino.

Il quotidiano evidenzia che il soggetto non aveva alcun precedente di allergie, ma ha sviluppato comunque una reazione allergica grave 10 minuti dopo la somministrazione del farmaco. La donna aveva ricevuto la prima dose del vaccino di Pfizer e Biontech di fronte alle telecamere lo scorso 11 dicembre, nell’ambito della campagna governativa tesa a promuovere la “fiducia nei vaccini” tra i cittadini statunitensi.

La donna ha sviluppato rush cutanei, tachicardia e una crisi respiratoria, e le è stata somministrata epinefrina per placare i sintomi, che però si sono ripresentati, ed hanno costretto i medici curanti a fare anche uso di steroidi. Un ulteriore aggravamento ha costretto ad un ricovero in terapia intensiva.

Fonti mediche riferiscono che la donna “si sente bene e resta entusiasta del vaccino”. Il caso aumenta però la preoccupazione in merito all’intensità delle reazioni avverse al vaccino, dal momento che secondo gli esperti l’infermiera ha rischiato di perdere la vita.




16-12-2020

Ex-dirigente Pfizer richiede che l’UE interrompa gli studi sul vaccino COVID-19 per via di infertilità indefinita e altri problemi di salute

L’ex vicepresidente e direttore scientifico della Pfizer, il dott. Michael Yeadon e lo specialista pneumologo tedesco e parlamentare Dr. Wolfgang Wodarg hanno depositato una mozione urgente (link al pdf originale) (link a pdf tradotto) presso l’Agenzia del Farmaco Europea (European Medicine Agency – EMA) per richiedere la sospensione immediata di tutti gli studi clinici riguardanti vaccini anti-SARS-CoV-2 – in particolare lo studio BioNtech/Pfizer su BNT162b (EudraCT n. 2020-002641-42).

Yeadon e Wodarg affermano che gli studi clinici dovrebbero essere interrotti fino a quando non sarà disponibile un disegno di studio che affronti una serie di importanti aspetti preoccupanti relativi alla sicurezza espressi da un numero crescente di noti scienziati che sono scettici sulla rapidità con cui i vaccini vengono sviluppati, secondo quanto affermato dal giornale tedesco “2020 News”:

Da un lato i firmatari chiedono che, a causa della nota mancanza di accuratezza del test PCR valutata in base a studi seri, venga utilizzato il cosiddetto sequenziamento di Sanger. Questo è l’unico modo per giungere a conclusioni affidabili circa l’efficacia di un vaccino contro il Covid-19. Sulla base dei numerosi e svariati test PCR di qualità molto variabile, non è possibile determinare con la necessaria certezza né il rischio di malattia né un possibile beneficio del vaccino, ragion per cui testare il vaccino sugli esseri umani non è di per sé etico. (2020 News)

I due scienziati sottolineano anche preoccupazioni sollevate in studi precedenti che coinvolgono altri coronavirus, tra cui le seguenti (da 2020 News link):

– La formazione dei cosiddetti “anticorpi non neutralizzanti” può portare ad una reazione immunitaria esagerata, specialmente quando la persona sottoposta al test si trova ad affrontare il vero virus “selvaggio” dopo la vaccinazione. Questo cosiddetto potenziamento anticorpo-dipendente (ADE) è nota da tempo, ad esempio, tramite esperimenti con vaccini contro coronavirus nei gatti. Nel corso di questi studi, tutti i gatti che inizialmente hanno tollerato bene la vaccinazione sono morti dopo aver contratto il virus selvaggio.

– Le vaccinazioni dovrebbero produrre anticorpi contro le proteine spike del SARS-CoV-2. Tuttavia, le proteine spike contengono anche proteine omologhe alla sincitina, che sono essenziali per la formazione della placenta nei mammiferi, come gli esseri umani. Occorre assolutamente escludere la possibilità che un vaccino contro il SARS-CoV-2 possa innescare una reazione immunitaria contro la sincitina-1, poiché altrimenti potrebbe comportare nelle donne vaccinate un’infertilità di durata indefinita.

– I vaccini a mRNA di BioNTech/Pfizer contengono polietilenglicole (PEG). Il 70% delle persone sviluppa anticorpi contro questa sostanza. Ciò significa che molte persone possono sviluppare reazioni allergiche alla vaccinazione, potenzialmente fatali.

– La durata troppo breve della sperimentazione non consente una stima realistica degli effetti a lungo termine. Come nei casi di narcolessia dopo la vaccinazione contro l’influenza suina, milioni di persone sane sarebbero esposte ad un rischio inaccettabile nel caso in cui venisse concessa un’approvazione di emergenza con possibilità di osservare gli effetti a lungo termine della vaccinazione a posteriori. Tuttavia, BioNTech/Pfizer avrebbero presentato una domanda di approvazione di emergenza il 1° dicembre 2020.

Wodarg Yeadon EMA Mozione Pfizer Trial FINAL 01DEC2020 Inglese Non firmato con Prove di Zerohedge Janitor su Scribd

Il dottor Yeadon è balzato agli onori della cronaca il mese scorso quando ha affermato “Non c’è base scientifica che suggerisca che debba accadere una seconda ondata” e che i risultati falsi positivi di test COVID-19 intrinsecamente difettosi vengono utilizzati per “fabbricare” una seconda ondata.

Come scrive Ralph Lopez su HubPagesYeadon avverte che la metà o anche “la quasi totalità” dei test per COVID sono falsi positivi. Il dott. Yeadon sostiene anche che la soglia per l’immunità di gregge può essere molto più bassa di quanto si pensasse in precedenza e potrebbe già esser stata raggiunta in molti Paesi.

In un’intervista il mese scorso al dott.Yeadon (vedi sotto) è stato chiesto:

Stiamo basando una politica di governo, una politica economica, una politica per le libertà civili, in termini di limitare le persone in riunione al numero di sei … il tutto basato su ciò che potrebbero essere dati completamente falsi su questo coronavirus?

Il dott. Yeadon ha risposto con un semplice ““.

Ha poi lamentato le vite perse a causa delle politiche di lockdown e le innumerevoli ulteriori vite “salvabili” che verranno perse, a causa del differimento di importanti interventi chirurgici ed altre terapie, se i lockdown verranno imposti nuovamente.




16-12-2020

Ultimissime dalla redazione

Inviato Ieri sera, 16/12/2020 alle 23:30, su Radio Rai Uno c’è stata un’interessante intervista al prof. Crisanti che ha chiarito, tra l’altro, un concetto molto importante, ossia la differenza esistente tra *Autorizzazione all’immissione in commercio* di un vaccino e *Approvazione dello stesso*. I vaccini con cui le Ausl cominceranno a vaccinare da gennaio 2021 sono *Autorizzati al commercio* e per questo motivo nessuno può essere obbligato a sottoporsi a vaccinazione. Ciò spiega anche per quale motivo il prof. Crisanti ha più volte pubblicamente dichiarato che preferisce non farselo adesso il vaccino anti Sars Cov 19, ossia prima che siano disponibili dati attendibili e consolidati di sicurezza ed efficacia. Insomma lui non ha tutta questa fretta e tutto ciò sembra condivisibile… Infatti, alla fine del periodo di sorveglianza dei vaccini anti Sars Cov 19, – il Comitato scientifico per la sorveglianza post-marketing dei Vaccini Covid 19 *(CSV-Covid 19)* istituito il 14 dicembre 2020 si è riunito il 15 dicembre 2020 per l’avvio dei lavori – uno o più di questi Vaccini potrebbe non essere *Approvato* in ragione della manifestazione di eventi avversi gravi emersi nel periodo di osservazione successivo all’inizio delle vaccinazioni di massa, che potremmo a ragione definire *Sperimentazione su cavie umane inconsapevoli*. Se decidete di vaccinarvi, provate a chiedere se vi mettono nero su bianco che il vaccino che vi stanno somministrando è *Autorizzato all’immissione in commercio* ma non è *Approvato*. Per chiarimenti e approfondimenti potete consultare: https://www.aifa.gov.it/procedura-di-autorizzazione….




09-12-2020

Gran Bretagna: stop al vaccino per chi ha avuto in passato “significative” reazioni allergiche

Le persone colpite da reazioni allergica nella prima giornata di vaccinazione sono due operatori sanitari di case di cura e ricovero vaccinati nella prima categoria di priorità. Il servizio sanitario britannico comunica che non sono gravi e “stanno entrambi riprendendosi bene”

L’indicazione è arrivata dopo che due delle centinaia di persone a cui è stato somministrato il vaccino Pfizer/Biontech hanno avuto reazioni allergiche. L’autorità nazionale di controllo sui farmaci (Mhra) ha raccomandato oggi di non sottoporre a vaccinazione anti Covid chi abbia alle spalle una storia di “significative” reazioni allergiche. Il Regno Unito, primo Paese ad avere dato il via libera al farmaco, ha iniziato da ieri la campagna per la sua somministrazione.

Le persone colpite da reazioni allergica nella prima giornata di vaccinazione sono due operatori sanitari di case di cura e ricovero vaccinati nella prima categoria di priorità assieme a un contingente iniziale di degenti ultraottantenni di queste strutture, ha poi confermato il servizio sanitario nazionale dell’Inghilterra (Nhs England). Non senza precisare che tutti gli ospedali coinvolti nella distribuzione del vaccino Pfizer sono stati avvertiti dell’accaduto e informati della raccomandazione della Mhra di evitare la somministrazione a chi abbia avuto in passato episodi seri di allergia.

Si tratta di procedure standard, ha poi minimizzato il professor Stephen Powis, direttore medico dell’Nhs in Inghilterra osservando come sia “comune che la Mhra suggerisca cautele in caso di nuovi vaccini per le persone con una storia significativa di allergie”. Powis ha inoltre assicurato che i due sanitari dell’Nhs andati incontro ieri a reazioni di questo tipo dopo la vaccinazione anti Covid non sono in gravi condizioni e “stanno entrambi riprendendosi bene”. Entrambi avevano ”una storia significativa di allergie”.




05-12-2020

Vaccino Pfizer, la liberatoria: “Imprevedibili i danni a lungo termine”. Così il colosso elude ogni responsabilità 

Vaccino Covid: gli effetti collaterali di Pfizer e Moderna, le testimonianze

Contattati dalla stampa, alcuni volontari che hanno già ricevuto le dosi dei vaccini contro il coronavirus hanno rivelato i sintomi avuti dopo le iniezioni.

Il Governo sta studiando i tempi e i modi di somministrazione del vaccino anti Covid, con una campagna che partirà appena l’Agenzia europea per i medicinali e l’Agenzia italiana del farmaco approveranno uno dei candidati vaccini. I riflettori sono puntati su quello prodotto da Pfizer e BioNTech e quello prodotto da Moderna, che, stando a quanto dichiarato dai produttori e verificati dalle varie fasi della sperimentazione, ha un’efficacia del 95%.

Tra chi ha intenzione di sottoporsi alla profilassi sorgono domande sulle modalità di inoculazione, i tempi di risposta dell’organismo e i possibili effetti collaterali.

Vaccino anti Covid: necessarie due iniezioni a distanza di un mese

Dopo la prima puntura è necessario attendere 12 giorni per sviluppare una parziale immunità al coronavirus. Dopo altri 21 giorni è necessario sottoporsi a una seconda iniezione del vaccino. La protezione completa, è emerso dai test clinici, arriva al 28esimo giorno.

Considerata la complessità delle modalità di somministrazione, l’idea delle istituzioni, come la Regione Lazio, è quella di affidare le dosi alle strutture ospedaliere. Inoltre sarà necessario includere nella campagna vaccinale dei meccanismi che ricordino alle persone di presentarsi di nuovo nelle Asl e continuare a seguire tutte le norme anti contagio per il mese successivo alla prima iniezione.

Quali sono gli effetti collaterali del vaccino Pfizer: la testimonianza

“L’iniezione, inizialmente, è simile a quella del vaccino per l’influenza. Ho sentito solo un pizzicotto sul braccio”, ha raccontato l’inglese Yasir Batalvi, 24 anni, alla Cnn. Il giovane è tra le prime persone che si sono sottoposte volontariamente al vaccino anti Covid di Pfizer. “Dopo aver lasciato l’ospedale, quella sera, l’indolenzimento ha iniziato a farsi più persistente. Niente di preoccupante, ma non riuscivo ad alzare il braccio sopra la spalla”.

“Gli effetti collaterali sono localizzati. Insomma, si tratta solo del muscolo del braccio. Non interessano altre parti del corpo e in generale ti senti bene“, ha spiegato ancora il volontario, riguardo la prima dose di vaccino, che sfrutta la tecnologia dell’mRna.

“Dopo la seconda dose ho avuto sintomi abbastanza rilevanti. Stavo bene fintanto che mi trovavo in ospedale, ma dopo è stata dura. Ho avuto alcune tacche di febbre, mi sentivo debole e avevo i brividi“. Ma “la mattina successiva stavo già bene”.

Quali sono gli effetti collaterali del vaccino Moderna: la testimonianza

“Mi sono svegliata con un’orribile mal di stomaco e anche mal di testa. Come nelle fasi iniziali di una brutta influenza”, ha raccontato invece Susan Froehlich, che si è sottoposta al vaccino anti Covid di Moderna. Sintomi passati con il naprossene, un comune antinfiammatori non steroideo.

La donna ha raccontato di aver avuto dolori diffusi. “I muscoli, le giunture, le ossa e la mascella mi facevano male. Ma è stato per davvero poco tempo”.

Susan Froehlich, ricontattata dalla Cnn poco tempo dopo la sua testimonianza, ha aggiunto che si sottoporrebbe ancora al vaccino “assolutamente, senza dubbio“, anche se dovesse avere la stessa reazione avversa.

“E se sarà necessario ripeterlo una volta all’anno, potete scommettere che sarò sempre la prima della fila. Abbiamo bisogno che tutti facciano questo vaccino. È molto meglio di contrarre la malattia. Abbiamo avuto molti amici e parenti che hanno preso il coronavirus, e non voglio passare questa malattia”, ha sottolineato.

Nessuna preoccupazione per gli effetti collaterali del vaccino anti Covid

Avere la febbre significa che il sistema immunitario sta funzionando, come ha spiegato l’esperto di vaccini Paul Offit, medico dell’Ospedale Pediatrico di Filadelfia. “Non dovrebbero esserci dubbi sul presentarsi per la seconda dose”.

“Il corpo spiega attraverso quelle reazioni che sta rispondendo bene all’iniezione”, ha sottolineato. “Quando viene inoculato il vaccino, viene indotta una risposta dell’organismo. Alcune persone non sentono neinte, altre sentono dolore al braccio, altre ancora hanno i brividi o sintomi simili a quelli dell’influenza. Infine a una minoranza di persone viene la febbre”.

Come ha aggiunto Anthony Fauci, l’immunologo che dirige negli Stati Uniti l’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive, “quasi tutti i sintomi vanno via entro 24 o al massimo 48 ore“. L’esperto ha sottolineato che bisogna essere onesti con i pazienti riguardo gli effetti collaterali del vaccino.

Secondo quanto dichiarato dall’Ows, l’ente che si occuperà della somministrazione del vaccino Pfizer negli Usa, tra il 10% e il 15% degli individui sottoposti al vaccino sperimenta effetti collaterali. “La maggior parte delle persone avrà sintomi molto meno evidenti. Rispetto a un’immunità sicura al 95% dall’infezione da Covid, che può essere mortale o altamente debilitante, pensiamo sia un buon compromesso”.

Effetti collaterali per il vaccino Covid: significa che non è sicuro?

Gli effetti collaterali sperimentati dai volontari non devono essere confusi con problemi di sicurezza riguardo i due principali vaccini, che vengono somministrati solo dopo essere approvati dalle agenzie del farmaco.

I vertici Ows, spiegano che “tanto per il vaccino Moderna quanto quello Pfizer, gli effetti collaterali si presentanto tra il 90% e il 95% delle volte entro i primi due mesi dopo l’iniezione, e questa è un’ottima cosa. Tuttavia non abbiamo esperienze per quanto riguarda il periodo di tempo successivo, di uno o due anni. Impareremo nuove cose strada facendo”.

Nel week-end del 5 dicembre sono iniziate le vaccinazioni anti Covid in Russia, con il vaccino Sputnik V. Da lunedì 7 dicembre in Gran Bretagna sarà invece possibile sottoporsi alla profilassi di Pfizer. Poi sarà la volta del Bahrein.




02-12-2020

Ilaria Capua, a Dimartedì la mazzata sui prossimi mesi: i vaccinati infettano, lo dicono anche le aziende

Anche dopo il vaccino possiamo essere fonte di contagio, pertanto l’emergenza Covid durerà fino al raggiungimento dell’immunità di gregge. Ilaria Capua, virologa e direttrice del Centro One Health dell’Università della Florida, ieri a Dimartedì su La7 è tornata così sul tema che divide gli scienziati  mentre stanno per essere approvati i primi vaccini per il coronavirus. memorabile, a riguardo, lo scontro via Twitter con Roberto Burioni, che invece sostiene che “è molto raro che un vaccino efficace non diminuisca (nel periodo di efficacia) anche la trasmissione”.

La domanda è: da vaccinati possiamo infettare se veniamo a contatto con il virus? Il discorso è emerso perché “stavamo parlando della possibilità di implementazione della campagna di vaccinazione, io ho detto che durerà molto tempo – ha detto la Capua intervenendo ieri, martedì 1 dicembre, nel programma condotto da Giovanni Floris – Quando si inizia  solo una piccola parte della popolazione è vaccinata, la campagna avanza in modo graduale. Lo dicono anche le aziende produttrici: i vaccini tendenzialmente non difendono dall’infezione”.

Ma cosa può accadere in questa situazione? “Che se si allentano le misure, nel momento in cui le persone vaccinate credono che possono spostarsi liberamente, rischiamo di avere un amplificazione del contagio durante la campagna di vaccinazione. – continua la virologa – Siamo concordi che fino a quando non si raggiungerà l’immunità di gregge dovremmo mettere la mascherina perché anche una persona vaccinata può essere fonte di contagio”. Di seguito e a questo link il video di La7.

Commentando gli ultimi dati della pandemia in Italia Ilaria Capua dice che “siamo in una fase di stabilizzazione che non mai uguale al giorno precedente. I segnali di aumento del numero dei morti e dei contagi ci dicono chiaramente che non possiamo mollare, non è il momento. Questa, inoltre, è la stagione che i virus di un certo tipo prediligono. Il Natale rischia di essere un momento di grande amplificazione del contagio, è opportuno usare grandi precauzioni e buonsenso, e non portare l’infezione dove può fare più danni, dalle persone più fragili come gli anziani. Come purtroppo è successo qui negli Stati Uniti per il Thanksgiving“, la festa del ringraziamento, conclude la viriloga.




30-11-2020 IL PIANO DI VACCINAZIONE DEL MINISTERO DELLA SANITA’




27-11-2020

Anche la Gismondo si ribella: a gennaio non mi vaccinerò. Bomba da Del Debbio

Cresce il numero dei virologi che non si fidano di quanto visto finora degli annunciati vaccini anti-CovidMaria Rita Gismondo, microbiologa dell’ospedale Sacco di Milano, va anche oltre quanto detto da Andrea Crisanti, ossia che senza una condivisione vera dei dati in ambito scientifico da parte delle case farmaceutiche come Pfizer e Moderna non si vaccinerà per il coronavirus.

Ospite di Paolo Del Debbio a Dritto e rovescio, su Rete4, la Gismondo ci va giù ancora più duramente: “I vaccini che stanno per essere approvati hanno delle prove di efficacia, da valutare nel tempo, sull’assenza di effetti collaterali acuti nel breve periodo. Ma possono indurre delle mutazioni che possono essere viste molto al di là nel tempo”. Ma allora con i vaccini che arriveranno a gennaio si vaccinerebbe? “No”, è la risposta secca della Gismondo.

Insomma, per mesi si è detto che l’unico modo per sconfiggere la pandemia e la conseguente impasse economica doveva essere il vaccino, e ora che sta per arrivare in tempi record emergono dubbi e ragionevoli sospetti. 




NOVEMBRE 2020

Fabio Duranti, in questo video fa un’osservazione tanto banale quanto non considerata da alcuno: se il vaccino è efficace al 90% e il mio corpo già da sé, con gli anticorpi, è efficace al 90-95%, allora a cosa serve farsi il vaccino?




25 Novembre 2020

Vaccini, appello medici Usa: “Trasparenza su effetti collaterali”. Quali rischi?

La campagna vaccinale partirà col nuovo anno, ma per la doppia dose è necessario che la popolazione sia preparata sui possibili effetti per evitare rinunce al richiamo.

MA SARA’ PROPRIO COSI’?

Vaccini, la luce in fondo al tunnel di questo terribile anno segnato dalla pandemia Covid.

Gli annunci di Pfizer e Moderna, oltre a far volare le borse, hanno dato nuova linfa alla possibilità di tornare presto alla normalità, mentre anche le cure a base di anticorpi monoclonali sembrano avere la loro fetta d’importanza nella gestione pandemica come afferma il professor Francesco Le Foche, noto immunologo clinico, che ha messo tutta la sua visione ottimistica nell’ e-book intitolato “Sì, andrà tutto bene” Ottimismo dunque, cui va ovviamente aggiunta una giusta dose di realismo. Come nel caso americano, in cui i medici hanno lanciato un appello alle autorità competenti affinché sia promossa una esaustiva campagna informativa nei confronti della popolazione, soprattutto sui possibili effetti collaterali nelle prime ore dopo l’inoculazione. Sia il vaccino Moderna sia quello Pfizer/BioNTech, infatti, richiedono due somministrazioni distanziate: il timore dei medici è che le possibili conseguenze negative della prima inoculazione possano scoraggiare i pazienti a ripresentarsi per la seconda dose. In particolare, i volontari cui sono stati somministrati i vaccini Pfizer e Moderna, i più vicini ad ottenere il via libera della Food and Drug Administration, hanno riportato effetti collaterali come febbre alta, dolori muscolari, emicranie e spossatezza. Si tratta in buona parte, di sintomi influenzali sovrapponibili a quelli sperimentati dai soggetti positivi al Covid-19, anche se nella maggior parte dei casi spariscono nel giro di 24 ore o anche prima. “Abbiamo davvero bisogno di rendere i pazienti consapevoli che questa [somministrazione] non sarà una passeggiata nel parco“, ha detto la dottoressa Sandra Fryhofer durante l’incontro virtuale con il Comitato consultivo per le pratiche di immunizzazione (Acip) un gruppo esterno di medici che offrono consulenza al Cdc. “Sapranno di fare un vaccino e probabilmente (dopo) non si sentiranno benissimo. Ma devono tornare per quella seconda dose”. Secondo una partecipante alla sperimentazione del vaccino Moderna che ha partecipato al meeting del Cdc, la prima dose “non sarebbe un grande problema”. Ma “la seconda dose ti metterà sicuramente a letto per tutta la giornata… Dovrai prenderti un giorno libero dopo la seconda dose”, ha affermato.




01-11-2020

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