NON AGITARSI

08-11-2020

In questa pagina, vogliamo trattare tutti quegli argomenti che consentono di affrontare il problema del covid in modo sereno, senza negare la necessità di adottare quelle misure precauzionali indicate fin dall’inizio della pandemia (distanziamento interpersonale, igienizzazione mani, mascherina nei luoghi chiusi ecc…), ma comprendendo che non ci può essere alcuna valida ragione per essere “terrorizzati” da questo virus, se non il fatto di ascoltare troppo i mass media, che fanno del terrorismo mediatico, uno strumento politico utilizzato dal governo per motivi poco chiari, ma che si possono ben comprendere vedendo come la sua azione integri perfettamente i piani per il nuovo ordine mondiale, nonché da tutti quelli che hanno interesse a vaccinare l’intera popolazione mondiale. Fino ad oggi, tutti quelli che sostenevano che il covid-19 fosse poco più di un’influenza normale, con una mortalità maggiore ma che comunque colpiva solo le persone un sistema immunitario deficitario, quali persone anziane o che avevano avuto trattamenti chemioterapici, o comunque con diverse altre patologie concomitanti, erano state classificate dai mass media come pericolosi NEGAZIONISTI, persone che negavano l’evidenza. Tra questi sicuramente vi era il prof. Montanari, che ha sostenuto questa tesi fin dall’inizio. Ebbene, da qualche giorno scopriamo dal prof. Roberto Bernabei, MEMBRO DEL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO CUI HA SEMPRE FATTO RIFERIMENTO IL GOVERNO, che in quanto tale ha avuto modo di esaminare tutti i dati epidemiologici diffusi dall’I.S.S. (istituto superiore della sanità), che tra i 35.000 morti iniziali, solo 90 avevano meno di 40 anni e solo 14 non avevano patologie pregresse! Come a dire che una persona senza patologie pregresse non muore di covid!!! Ci rendiamo conto che, per chi è abituato ad essere terrorizzato dai mass media tutti i giorni, questa notizia sia incredibile. Però finora la questione poteva essere risolta dicendo: “E’ un negazionista!”. Stavolta non è possibile farlo, perché, se lo è il prof. Bernabei, allora anche il C.T.S. lo è,: crolla tutto lo “schema di informazione mass mediatico. Ascoltiamo con attenzione la sua intervista rilasciata su la 7




16-11-2020

Nel prossimo articolo, il professor Zangrillo continua nella sua opera isolata di tranquillizzazione delle persone. Da mesi è uno dei pochi che, conoscendo direttamente la situazione presso l’ospedale San Raffaele di Milano, e quindi in una zone altamente contagiata, dichiara apertamente che la situazione reale è molto diversa da quella che viene dipinta dai mass media, anche se invita sempre ad adottare le note misure di prevenzione.


La stoccata di Zangrillo: “Troppi scienziati dell’ultima ora”

Il primario del San Raffaele contro gli allarmisti: “Se terrorizziamo le persone, non le renderemo mai responsabili”. E avverte: “Ecco quando saremo più tranquilli”

La stoccata di Zangrillo: "Troppi scienziati dell'ultima ora"

La lotta di Alberto Zangrillo si muove sia sul piano sanitario sia su quello mediatico: da una parte è in prima fila in sala rianimazione dove per il momento sta ricoverando più malati di altre patologie che positivi al Coronavirus, dall’altra deve misurare bene le sue affermazioni altrimenti rischia di finire sempre di più nel mirino di chi vorrebbe chiudere tutto il Paese per fermare l’avanzata del Covid-19. Da molti viene definito un negazionista, ma il suo curriculum parla chiaro e non ha bisogno di altre delucidazioni. “Non credo, stiamo affrontando il problema con metodo e l’approccio terapeutico corretto sta diffondendosi negli ospedali e sul territorio”, ha dichiarato il professore su un’ipotetica situazione simile alla scorsa primavera. Eppure ogni giorno assistiamo a scene di malati parcheggiati in ambulanza e di infinite code per effettuare i tamponi: la paura “è comprensibile” e ha alimentato un afflusso disordinato in ogni ospedale. Anche perché i test eseguiti non per tracciare, ma per tranquillizzare se stessi, “sono inutili e pericolosi”.

Tra i virologi continua lo scontro ideologico: “Esistono anche in medicina, come in tutti i settori, quelli che non sbagliano mai: sono coloro che stanno sul divano di casa, dietro a una telecamera e davanti a una scrivania”. Il primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare dell’Istituto San Raffaele di Milano ha fatto sapere di avere tre punti di riferimento dal 22 febbraio: la proprietà del suo gruppo che gli ha dato mandato nel fronteggiare la crisi, il suo gruppo di lavoro e il professor Pierpaolo Sileri (membro del governo). “Io sono un clinico di terapia intensiva che lotta per guarire la gente, ma soprattutto un professore universitario”, è la risposta a chi lo accusa di essere troppo schierato politicamente nelle sue interviste in televisione. E dunque le evidenze che ricava dalla clinica e dalla ricerca “non hanno colore politico”.

“La gente è terrorizzata”

Il sospetto è che Zangrillo sia vittima di una campagna d’odio. Da qui nasce la dura frecciatina lanciata verso una certa stampa, politicamente trasversale, che a suo giudizio ha gravi responsabilità: “Se terrorizziamo le persone, non le renderemo mai responsabili. Mio padre mi ha insegnato l’importanza della carità”. Dal punto di vista dei cittadini qualcuno avrebbe approfittato del momento per farsi pubblicità: l’emergenza Coronavirus, oltre a provocare ingenti danni alla salute e all’economia, ha messo in linea di produzione “una serie di scienziati privi dei necessari parametri per essere definiti e riconosciuti come tali”. La seconda ondata ha dimostrato che gli attacchi al sistema sanitario della Lombardia, che punta sull’azione sinergica del pubblico col privato, erano del tutto gratuite: “È ampiamente dimostrato che il privato non sottrae risorse al pubblico”.

Il primario del San Raffaele ha spiegato il motivo per cui ha deciso di assumere Sileri, viceministro della Salute, sottolineando che è risultato essere vincitore di un regolare concorso per professore di chirurgia. “Sarà un bellissimo valore aggiunto per la Facoltà di Medicina, gli studenti e i nostri malati”, ha sostenuto. Infine Zangrillo, nell’intervista rilasciata a Libero, si è espresso sulla possibile fine del Covid-19 considerando che il nostro sistema immunitario progressivamente si strutturerà “per una adeguata risposta”, che ci sarà l’allenamento alla convivenza e che arriverà il vaccino: “Nel secondo semestre 2021 saremo molto più tranquilli”.




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