CRITICHE AL GOVERNO

12-10-2021

Marco Mori: “L’obiettivo del Governo è dare il colpo di grazia a questo Paese” | Canale Italia




22-09-2021

Il prof. Giorgio Agamben, al senato durante la discussione per l’approvazione del D.L. sul green pass, fa un breve ma illuminante discorso su vaccini e green pass. Ci si stupisce come i parlamentari, dopo averlo ascoltato, possano votare a favore della norma. Evidentemente il parlamento e’ formato di persone che sanno solo obbedire agli ordini di partito, senza sentire la propria coscienza, il tutto per mantenersi la poltrona che conferisce il diritto ad ottenere benefici dal Dio denaro. Poi pero’ ci pensera’ il Dio vero a dare loro una sistemazione definitiva, con una bella poltrona avvolta dalle fiamme dell’inferno, dove potranno restare seduti per un’infinita’ di legislature.




22-09-2021

L’ex grillina Sara Cunial paragona il Green pass alla Shoah: «Siamo sudditi del terrore. Mattarella? Sotto ricatto» – Il video

Il presidente di turno Andrea Mandelli: «I riferimenti al Capo dello Stato e ai campi di sterminio sono inaccettabili. Non sarà più possibile consentire queste cose»

«Nel 1938 molti studenti italiani, per una fede diversa da quella della massa, sono stati espulsi dalle scuole e dalle biblioteche. Ora nel 2021 sono nuovamente sbarrati a noi cittadini quei luoghi. Questo è inaccettabile», inizia così il discorso in Aula alla Camera della deputata del gruppo Misto Sara Cunial, intervenuta nel corso della dichiarazione di voto sul secondo decreto Green pass. «Tanti giovani hanno deciso di vaccinarsi per paura, ma non per paura di morire ma di non poter più andare in discoteca o a fare aperitivo. Questo è davvero il popolo che volete? Un popolo che vi è suddito per terrore e che per avere la libertà è disposto a farsi inoculare un liquido di cui non conosce il contenuto?», continua. «Siamo milioni – spiega l’ex grillina – a non essere disposti a sottostare al vostro ricatto. La nostra libertà è l’unica cosa per cui possiamo veramente lottare». Poi fa un durissimo attacco al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: secondo la Cunial il garante della Costituzione sarebbe «costretto e ricattato a firmare questa ignobile nefandezza che cancella i nostri diritti». E ancora: «Questa Camera è supina a un governo dittatoriale al soldo delle lobby». Un discorso di circa oltre 4 minuti, poi “censurato” dal presidente di turno Andrea Mandelli: «Io l’ho fatta terminare per buona creanza ma i riferimenti al Capo dello Stato e ai campi di sterminio sono inaccettabili. Non sarà più possibile consentire queste cose».




22-09-2021




18-09-2021

 Una straordinaria Sara Cunial (che invitiamo tutti a votare, quando ce lo consentiranno, avendo fondato un partito), demolisce tutta la fantomatica presentazione della pandemia effettuata da governo e mass media nell’ultimo anno. “Non potete più dire…” è la frase che ripete mille volte seguita da ogni menzogna detta da governo e mass media nell’ultimo anno e mezzo. Candidata al premio nobel per i diritti civili. Grazie Sara a nome del popolo italiano.




01-08-2021

Al fianco dei manifestanti anche alcuni politici: Gianluigi Paragone, Armando Siri, Vittorio Sgarbi, Claudio Borghi. Servizio di Maria Laura Cruciani




27-07–2021

NO AL GREEN PASS OBBLIGATORIO, MANIFESTAZIONI ANCHE A PESARO




25-07-2021

Circa un migliaio di persone sono scese in piazza a Bologna, come in altre grandi città italiane, per dire no al Green Pass obbligatorio appena introdotto dal governo centrale. Al grido di “libertà” e contro quella che viene definita dai manifestanti una vera e propria dittatura, la protesta ha preso di mira anche i media e i giornalisti. Fascista, nazista, nazoglobalista, servo e sfigato alcune delle parole rivolte al cronista di Fanpage.it, presente per documentare la manifestazione.




22-07-2021

(Torino) Folla in piazza Castello a Torino, dove in molti si sono riuniti per far sentire la propria voce contro il Green Pass e l’obbligo vaccinale. “Veniamo trattati come carne da macello”, grida una manifestante. “Dobbiamo formare un unico grande popolo che chiede i suoi diritti e il ripristino dello stato democratico sovrano per tutti”, prosegue un altro manifestante. Dobbiamo resistere tutti uniti tutti per tutti, non vogliamo costruire una società parallela, ma loro stanno cercando di farlo usano un capro espiatorio, devono indicare una percentuale di popolazione come responsabile delle prossime chiusure




22-07-2021

Circa 5000 persone si sono radunate in Piazza Castello per protestare contro il provvedimento del governo che limita l’accesso ai grandi eventi e a bar e ristoranti al chiuso. In piazza molti manifestanti si dichiarano Free Vax, per la libertà di scelta vaccinale e contro ogni limitazione di spostamento e di accesso per coloro i quali non hanno intenzione di vaccinarsi. Ma tutti dicono di non voler fare il vaccino. 




21-07-2021

Ebbene sì: l'”Euroinomane” Mario Draghi ha chiamato Elsa Fornero a cooperare nel suo Governo all’interno di una specifica task force. Vi è poco da dire sulla tendenza generale di Elsa Fornero, vestale del neoliberismo che ha già chiaramente mostrato al mondo intero la propria impostazione di base, con le sue riforme lacrime e sangue. Riforme che hanno di fatto massacrato spietatamente lavoratori e ceti medi al tempo del Governo di Mario Monti, imposto all’Italia dall’UE senza alcun mandato democratico e con un unico intento chiarissimo: quello di distruggere l’Italia imponendo la nuova razionalità politica ordoliberista e dunque in maniera conseguente annientando la spesa pubblica e i diritti sociali. Non vi è poi nemmeno da meravigliarsi, almeno per quanti da subito abbiano compreso la reale traiettoria del Governo capitanano dall’ex banchiere e governatore della BCE, l’uomo dei mercati che fu sul Panfilo Britannia nel 1992. Si tratta naturalmente della più clamorosa smentita delle stolte superficiali tese di chi celebrava Mario Draghi e sosteneva che aveva cambiato direzione ed era pronto finalmente a tutelare l’interesse nazionale, figurando come nuovo defensor della patria e dei suoi interessi. Tesi inconsistenti da subito, sia chiaro, ma che ora lo divengono in forma inconfutabile ed evidente. Come volevasi dimostrare, la Lega di Salvini e i 5 Stelle di Grillo, si trovano ancora una volta scornati con un pugno di mosche in mano, anzi, ridicolizzati urbi ed orbi




16-07-2021

“Utilizzeranno le limitazioni perché sanno che in autunno ci sarà un fortissimo shock sociale”: è l’avvertimento lanciato in diretta dal senatore Gianluigi Paragone che sui propri profili social ha fatto il punto della situazione legata all’ emergenza Covid. Partendo dal Green Pass in salsa francese annunciato qualche giorno addietro dal Premier Macron, la riflessione di GianluigiParagone è passata da ciò che potrà accadere in Italia tra estrizioni, vaccini e varianti.




16-06-2021

IL SENATORE GIANLUIGI PARAGONE DEL GRUPPO MISTO RIBADISCE IL SUO NO AL GREEN PASS IN SENATO




26-05-2021

Anche la Camera dei Deputati ha approvato quel decreto che, fra le altre cose, impone l’obbligo di vaccinazione al personale sanitario. Una legge assolutamente liberticida, che non solo viola la nostra Costituzione, ma si contrappone a tutti i dettami emanati dal Consiglio d’Europa. Tutti i partiti si sono macchiati di una simile infamia, si sono salvati soltanto alcuni, pochi deputati.




06-4-2021

Rivolta a Roma davanti al parlamento. Le immagini della ribellione contro chiusure e restrizioni




16-03-2021

 In questo articolo vengono analizzati i dati dei positivi al virus dai quali si evince come la curva del contagio si sia innalzata a causa del notevole incremento del numero di tamponi effettuato subito dopo l’insediamento di Draghi al governo, per cui in realta’ la curva dei contagi e’ sostanzialmente piatta, non c’e’ alcuna terza ondata in corso e non giustifica in alcun modo il nuovo lock down generalizzato voluto da Draghi. Si evidenzia inoltre che senza l’aiuto della bce l’Italia sarebbe gia’ in default e quindi occorrerebbe evitare in tutti i modi l’aggravamento della situazione economica.

Non c’è nessuna vera terza ondata in Italia

L’Italia finisce quasi totalmente in zona rossa per via di una terza ondata smentita dai numeri.

In molti hanno sperato che l’avvento del governo Draghi avrebbe segnato una svolta dal punto di vista della gestione della crisi pandemica: un Governo messo in mano a un gigante della scena economica, si pensava, avrebbe messo in primo piano la ripresa economica del Paese, allentando quelle misure che da ormai un anno stanno letteralmente distruggendo interi settori dell’economia italiana.
Il tutto, è bene ricordarlo, aggravando al contempo i conti pubblici che tra aumento della spesa per le misure di sostegno, calo del PIL e inevitabile calo del gettito fiscale dato dai pessimi bilanci che saranno chiusi dalle aziende sul 2020 (e a questo punto anche sul 2021) rendono l’Italia già tecnicamente in default e tenuta in piedi solo dagli acquisti di fatto illimitati di debito pubblico italiano da parte della BCE.

Che la musica non sarebbe cambiata si era capito dalla conferma di Speranza alla salute: la linea non cambia, anzi le si da nuova forza con una delle coalizioni più ampie e trasversali che la storia di questo Paese ricordi.

Lockdown: da soluzione temporanea a problema strutturale
Dall’instaurazione del nuovo Governo abbiamo assistito ad una escalation: l’esplosione delle «varianti», casi in crescita in modo costante fino a «costringere» l’esecutivo a una misura drastica: un nuovo lockdown de-facto per la maggioranza del Paese (almeno) fino a Pasqua. E’ la temuta terza ondata.

Siamo davvero di fronte a questo? La crisi pandemica si è giocata molto più sui numeri e sul loro racconto che sull’effettiva crisi del sistema ospedaliero che è stata limitata nel tempo nella prima ondata dello scorso anno e a relativamente poche zone rispetto al territorio nazionale.

Reagire in modo risoluto, anche estremo, era giustificabile un anno fa e per un breve periodo: il virus presentava molte incognite e il rischio di collasso del sistema sanitario nazionale rispetto agli interventi che sembravano necessari in un primo momento poteva apparire obiettivamente concreto. Sostanzialmente la disponibilità di posti in terapia intensiva era decisamente sottodimensionata rispetto alla popolazione nello scenario che si presentava, era necessario appiattire la curva, ovvero evitare che troppe persone tutte insieme necessitassero di trattamenti per cui avevamo limiti obiettivi di capacità.

Fino a questo punto la parte «logica» della gestione del problema, dallo scorso aprile in avanti quando il picco di contagi è stato raggiunto e superato con un sistema sanitario che sostanzialmente, anche grazie al grande sforzo dei medici e degli operatori coinvolti, ha retto l’urto.

Un anno di gestione incoerente
Da quel momento in avanti è iniziata una fase decisamente controversa in cui piuttosto che il superamento del problema da più fronti si è inseguito la sua cronicizzazione. La sfida è passata dal logico «appiattire la curva» all’assurdo «sconfiggere il virus» posto che l’obiettivo pare ancora lontano dal raggiungimento nonostante l’arrivo dei vaccini e ulteriori mesi di misure fortemente lesive della libertà dei cittadini e della possibilità di vivere del proprio lavoro per milioni di Italiani.

Questa tendenza si è acuita nel tempo a partire dalla fine della scorsa estate: la macchina organizzativa dello screening è andata a regime e abbiamo avuto molti più test quotidiani e quindi molti più positivi da annunciare sui giornali, sul web, in televisione e nelle comuni discussioni tra amici e parenti, rigorosamente via device.

L’importanza dei numeri
E’ importante per leggere la situazione poter attingere a numeri che consentano di guardare al fenomeno dalla prospettiva più ampia possibile. Ogni dato che riceviamo è per forza di cose parziale: non abbiamo test al 100% affidabili e non tutta la popolazione viene testata ogni giorno, né si può dire che il campione dei testati sia rappresentativo della popolazione generale visto che in genere la maggioranza di coloro che si sottopongono a test hanno qualche motivo per farlo.

La possibilità di attingere a numeri che mostrino un quadro generale ci è data, nel marasma dei dati mondiali presentato in modo più meno misleading, da un sito in particolare ourworldindata.

Qui possiamo ottenere in modo piuttosto immediato una quantità di dati, omogenei e standardizzati per quanto possibile, su gran parte delle nazioni del mondo. E’ probabilmente il luogo più chiaro e completo in cui consultare dati sul fenomeno attualmente disponibile.

Da questo sito selezioniamo l’Italia ed estraiamo 3 grafici: numero di test per 1000 abitanti, casi confermati per milione di abitanti e soprattutto percentuale di positivi ai test.

Vediamoli in sequenza, partiamo dal numero di test su 1.000 abitanti, quindi il numero assoluto di test effettuati giornalmente.

Si nota immediatamente l’impennata a partire dal 12 febbraio, esattamente in concomitanza con l’insediamento del nuovo governo.

Questo fenomeno certamente apre la strada alle più svariate interpretazioni su cui non ci addentriamo, rimanendo sui numeri l’aumento dei test porta 2 effetti:

1) aumenta il numero assoluto di casi positivi (anche se il tasso di positività rimanesse stabile), questo lo sappiamo bene dato che ogni giorno siamo stati aggiornati su questo numero, fuorviante però se non associato all’andamento del numero di test effettuati.
2) Aumenta il numero di casi accertati rispetto alla popolazione generale, come vediamo dal secondo grafico:

Anche qui abbiamo un numero che aumenta se non altro ANCHE per l’aumento del numero dei test, oltre che per l’eventuale aumento del tasso di positività che è l’ultimo dato che controlleremo.

Resta il fatto che questo dato a cui sono legati dai DPCM gli automatismi sulla colorazione delle regioni, è in parte varia al variare del numero dei test effettuati, un elemento dell’equazione che può essere modulato.

Se anche l’aumento del numero di test fosse spontaneo e derivasse dalla semplice capacità maggiorata di screening sarebbe logico adattare di conseguenza i valori soglia legati agli automatismi dei colori.

Veniamo ora all’ultimo grafico, quello relativo alla percentuale di positivi rispetto ai test effettuati, ovvero il numero che ci aiuta a mettere nella giusta prospettiva i due dati precedenti e capire se la situazione verso cui ci dirigiamo sono confrontabili alle due ondate precedenti.

Come possiamo osservare la ripresa rispetto alla media del 5% raggiunta a febbraio c’è ma si tratta di una curva molto più piatta delle precedenti che si è sviluppata in una fase di relativa libertà della popolazione rispetto alle misure appena entrate in vigore.

A cosa serve una misura che ha per obiettivo l’appiattire una curva già appiattita? Se abbiamo assorbito le impennate delle ondate precedenti a maggior ragione il sistema sanitario può reggere questa, dando al virus la possibilità di diffondersi in modo controllato e far sviluppare l’immunità di gregge, lo stesso effetto che si sta cercando di ottenere con il solo uso del vaccino.

In realtà apparirebbe logico portare avanti le due strade in sinergia evitando di pagare ancora quello che forse alla fine di tutta la vicenda ci renderemo conto essere il danno più importante: quello economico con l’esplosione della povertà assoluta, unito quello sanitario dato dal rinvio di un enorme numero di prestazioni sanitarie rinviate per altre condizioni diverse dal virus che indubbiamente porteranno nel tempo a numerosissime morti precoci che sarebbero state evitabili.

E’ difficile spiegare in termini razionali quanto è accaduto nell’ultimo anno e quanto sta ancora accadendo, certamente si è aperto un tema politico e sociale importante da affrontare con la massima priorità nel momento in cui la classe politica, oggi di fatto compatta nel sostenere il nuovo governo, ha scoperto che esistono nell’epoca e nei luoghi delle democrazie avanzate delle condizioni per cui le normali regole democratiche possono essere messe da parte sulla scorta di un’esigenza superiore che si postula che i processi democratici siano inadatti ad affrontare.




17-01-2021 Una critica trasversale alla politica da parte di chi vuole cercare di cambiare le cose senza legami con i poteri forti o di qualche “mandante” che vuole illudere la gente.




13-01-2020 IL PROFESSOR MARCO M CAPRIA SPIEGA QUELLO CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE E NON E’ STATO, UN CORRETTO COLLEGAMENTO TRA SCIENZA E LE DECISIONI DEL GOVERNO

Divisione tra la scienza e le decisioni politiche: Relazione Prof. Marco M. Capria

Covid-19 e SARS-Cov-2

Il covid-19 è una sindrome simil influenzale che è stata dichiarata all’OMS ( Organizzazione Mondiale della Sanità ) dal governo cinese il 31 dicembre 2019 e identificata l’8 gennaio 2020 come dovuta a un coronavirus denominato SARS-CoV-2 (d’ora in poi, per brevità : cov-2). dalla Cina che si sarebbe diffusa nei paesi europei, arrivando in Italia a febbraio. Questa versione dei fatti è stata quella ufficiale per diversi mesi, ma oggi sappiamo che in Italia il cov-2 era in circolazione almeno da novembre (si veda anche qui). Ma che cosa sappiamo del cov-2 stesso e della sua relazione con il covid-19? Questo virus è stato mai coltivato, purificato e sperimentalmente dimostrato capace di provocare il covid-19 in un essere umano?

La risposta è no (c’è un’ampia documentazione al riguardo). Ma questo non significa che non esista il covid-19 in quanto sindrome simil influenzale associata talvolta a complicanze fatali (come tutte le similinfluenze, compresa ovviamente l’influenza). Ciò che si mette in dubbio è che il cov- 2 ne sia il principale fattore causale, anche nell’ipotesi che si possa considerare correttamente identificato da un punto di vista virologico.

Questa distinzione non è solo importante sotto il profilo scientifico, ma anche a livello di interventi sanitari.
Se il cov-2 (virus) è la causa del covid-19 (sindrome similinfluenzale), allora

  1. identificare e isolare i contagiosi e
  2. prevenire il contagio
    è una strategia scientificamente fondata per evitare il dilagare dell’epidemia. Tuttavia, anche assumendo certa la relazione causale tra cov-2 e covid-19, l’effettivo impatto del covid-19 sulla mortalità  in una certa popolazione dipenderebbe da:
  3. le condizioni individuali, epidemiologiche e sanitarie che favoriscono l’insorgenza di complicanze;
  4. la capacità  di curare le complicanze del covid-19.

è solo se ci si dichiara incapaci di intervenire sulle condizioni (3), e se si nega (4) come si è fatto sistematicamente (cioè si dichiara invalida ogni terapia proposta anche se  efficace sul campo) che la strategia (1)-(2) assume la centralità  che in questi mesi il governo italiano ed altri governi le hanno conferito.

Scienza e decisioni politiche

Non basta però sapere quello che andrebbe fatto per poterlo e saperlo realizzare. Anche una strategia scientificamente fondata per evitare un male può causarne altri di tale entità  da essere politicamente, giuridicamente, eticamente inaccettabile.

Come diceva Bernard Shaw, per rifare l’urbanistica di Londra secondo uno stile più funzionale ed esteticamente adeguato, un primo passo scientificamente fondato sarebbe stato, seguendo un noto esempio dell’antichità , incendiarla. Prima di riderci su, riflettiamo che questo è ciò che si può dire che abbia fatto il governo italiano con l’economia, i diritti civili, la socialità del nostro Paese.

In secondo luogo, se una strategia che, a priori, è scientificamente fondata risulta fallimentare alla prova dei fatti, non solo questo è un interessante problema scientifico, ma i decisori politici devono trarne le conseguenze, senza poter demandare alla scienza la soluzione del loro problema.

Per esempio, il 18 dicembre il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha risposto a una giornalista, che “ rara avis “ gli ha posto domande intelligenti sullelevato numero di morti in Italia nonostante le misure restrittive, che qui la politica dismette il proprio ruolo e affida la risposta alla scienza».

Con ciò Conte ha dimostrato ancora una volta la propria inadeguatezza, intellettuale e politica, per il ruolo che riveste. Il segno più chiaro è riferirsi alla «scienza su un tema come quello della pandemia Covid 19, come se ci si riferisse a un oracolo invece ché a un dibattito in corso

che si esprime con voci fortemente discordanti. Simulare l’univocità delle risposte della scienza censurando le voci, per quanto professionalmente autorevoli, che dissentono dal Comitato tecnico- scientifico del governo è semplicemente un’impostura.

Che il covid-19 sia stata «La più grande beffa mai perpetrata su un pubblico credulone» non l’ha detto il primo che passa, ma uno dei massimi patologi statunitensi a una commissione governativa.

Che la «seconda ondata» sia stata una messinscena fondata su test fallaci lo ha detto un ex principale consulente scientifico della Pfizer (quella del vaccino anti-covid-19, per intenderci).

Che le misure di blocco dell’economia e della società  siano controproducenti è sostenuto in una lettera aperta di medici e sanitari belgi del 5 settembre 2020, e dai firmatari (al momento più di 712.000 cittadini, più di 13.000 scienziati medico-sanitari, più di 39.000 medici) della Dichiarazione di Great Barrington, lanciata il 4 ottobre 2020. E la gestione del covid-19 in Bielorussia indica che anche in Europa senza blocco dell’economia e della società  si è riusciti a ottenere risultati molto migliori che da noi o in Gran Bretagna.

Si potrebbe continuare a lungo elencando altre prese di posizione, ma ciò basta a dimostrare la falsità  della pretesa che la comunità  medico-sanitaria sia d’accordo con le misure adottate da governi come quello italiano.

In altre parole: non c’è una scienza univoca del covid-19 e non c’è neppure un’unica strategia sanitaria che sia stata adottata da tutti i governi.




28-12-2020




02-11-2020




14-07-2020




14-05-2020




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