LO STATO VATICANO

Le origini del nome
Il termine Vaticano deriva, secondo alcune fonti – tra cui l’autore latino Aulo Gellio – dal nome di un’antica divinità romana, Vaticanus; altri sostengono una sua derivazione dal verbo latino vaticinor, in italiano “predire”, supponendo che nella zona vi fossero diversi oracoli (luoghi di preghiera e predizioni del futuro). Sesto Pompeo Festo, infatti, affermò che si trattava di un luogo di riunione per alcuni indovini etruschi. Plinio il Vecchio raccontò dell’esistenza sul colle di un leccio, creduto il più antico della città di Roma, al quale si attribuivano poteri magici e sul cui tronco era affisso un cartello bronzeo, sul quale erano impresse alcune lettere etrusche.

La Città del Vaticano, ufficialmente Stato della Città del Vaticano (in latinoStatus Civitatis Vaticanæ[12]), chiamata anche semplicemente Vaticano (o per antonomasia San Pietro, o impropriamente Santa Sede), è uno Stato senza sbocco al mare della Penisola italiana, il più piccolo Stato sovrano del mondo sia per popolazione (453 abitanti)[13] che per estensione territoriale (0,44 km²), il sesto per densità di popolazione.[14] Come forma di governo è una teocrazia.

La città-Stato, creata il 7 giugno 1929 con i Patti Lateranensi, firmati l’11 febbraio dello stesso anno tra Benito Mussolini e il cardinale segretario di Stato Pietro Gasparri, rispettivamente i rappresentanti del Regno d’Italia e della Santa Sede, è un’enclave nel territorio della Repubblica Italiana, inserita nel tessuto urbano della città di Roma. Nello Stato vige un regime di monarchia assoluta[15] teocratica ierocratica elettiva di tipo patrimoniale,[16] con a capo il Sommo pontefice della Chiesa cattolica. La lingua ufficiale è l’italiano, mentre il latino è la lingua ufficiale della Santa Sede.

Lo Stato batte moneta propria, ma, per effetto dell’unione doganale e monetaria con l’Italia, adotta l’euro, che negli otto tagli delle monete metalliche riportano nella faccia nazionale l’effigie del Papa regnante, ovvero soggetti vaticani, ed emette propri francobolli, utilizzabili per il servizio postale verso tutto il mondo (ma ovviamente solo con spedizione dalle Poste Vaticane). Importanti le serie commemorative delle monete e dei francobolli molto ricercate dai numismatici e filatelici[17]. In Vaticano è inoltre edito un giornale quotidiano, L’Osservatore Romano, fondato nel 1861, e dal 1931 funziona una emittente, la Radio Vaticana, che trasmette in varie lingue.

Lo Stato della Chiesa, che per circa un millennio si era esteso su buona parte dell’Italia centrale, costituendo la base territoriale del potere temporale dei Papi, fu annesso al Regno d’Italia nel 1870, quando i bersaglieri (il 20 settembre) penetrarono in Roma attraverso la breccia di Porta Pia, astenendosi dall’occupare militarmente il solo rione Borgo. Il territorio lasciato al Pontefice si restrinse ulteriormente nei giorni successivi alla sola cerchia delle mura leonine, per richiesta dello stesso cardinale segretario di Stato, Giacomo Antonelli, che paventava problemi di ordine pubblico e si faceva portavoce del rifiuto di Pio IX a diventare una sorta di sovrano di un solo rione; ciò nascondeva l’intento di far pesare ancora di più la prigionia del Papa, sperando in una nuova restaurazione per recuperare tutto lo Stato Pontificio.

Dopo la presa di Roma col Regio Decreto del 9 ottobre 1870, n. 5903 la città fu proclamata capitale d’Italia e fu soppresso il potere temporale dei Papi. Pio IX, sovrano spodestato militarmente, non dette né adesione né consenso all’occupazione italiana, e nemmeno alla legge delle Guarentigie, che fu emanata unilateralmente dallo Stato occupante, nell’intento di mantenere e garantire l’indipendenza spirituale del Papa (ma non la sua sovranità) e la prosecuzione della sua missione religiosa; egli si considerò prigioniero in Vaticano, e non ne uscì mai più, pur continuando a esercitare il pontificato: nacque così la questione romana, che tormentò i rapporti tra regno d’Italia e Chiesa cattolica per 59 anni.

Ci furono lunghe trattative diplomatiche, durante le quali fu più volte ipotizzata la costituzione di un nuovo Stato, la cui estensione, a seconda delle proposte, variava dalla sola area a disposizione del Papa sin dall’ottobre 1870, a un territorio esteso fino al mare o che comprendesse almeno un accesso al Tevere, come garanzia della possibilità di raggiungere i fedeli fuori d’Italia senza percorrere territorio italiano; o comunque si ipotizzava un territorio non troppo minuscolo che giungesse fino a Villa Doria Pamphilj. Tali ultime ipotesi vennero infine meno sia per la decisione di Mussolini di non cedere porzioni significative di territorio italiano sia per il timore di Pio XI di essere eccessivamente distolto da problemi temporali. La questione fu infine risolta l’11 febbraio 1929, quando i due alti contraenti firmarono i Patti Lateranensi, con i quali si riconobbero reciprocamente il carattere di indipendenza e di sovranità.

I Patti consistevano in:

  • un concordato sui reciproci rapporti.
  • un trattato, con allegata una convenzione finanziaria.
«L’Italia riconosce alla S. Sede la piena proprietà e la esclusiva ed assoluta potestà e giurisdizione sovrana sul Vaticano, come è attualmente costituito, con tutte le sue pertinenze e dotazioni, creando per tal modo la Città del Vaticano, per gli speciali fini e con le modalità di cui al presente trattato […]»
(Trattato fra la Santa Sede e l’Italia, 1929, art. 3[18])

Il trattato lateranense è l’atto costitutivo dello Stato della Città del Vaticano, con il quale l’Italia riconosce al Papa la piena sovranità e indipendenza sulla sola ed esclusiva parte del territorio della città di Roma compreso nella cerchia delle mura Leonine, oltre che sulla piazza San Pietro. Questo territorio, pur estremamente ridotto, è riconosciuto a livello internazionale e assicura così l’indipendenza sovrana della Santa Sede rispetto a qualsiasi altro potere politico. La convenzione finanziaria fornì i mezzi per l’autonomia economica della nuova formazione statale.

Nel 1948 i Patti furono riconosciuti nell’articolo 7 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Lingue

La lingua ufficiale della Città del Vaticano è l’italiano, mentre il latino è la lingua ufficiale della Santa Sede[1]. Infatti tutta la legislazione della Città del Vaticano è redatta in latino e così viene pubblicata in appendice agli Acta Apostolicae Sedis, la raccolta ufficiale degli atti della Santa Sede. Tuttavia, in base al paragrafo 2 della Legge sulle fonti del diritto del 7 giugno 1929, tutte le leggi e le regole dello stato sono pubblicate in italiano nel Supplemento per le leggi e disposizioni dello Stato della Città del Vaticano allegato all’Acta Apostolicae Sedis. Il testo dei primi sette punti pubblicati nel supplemento è dato qui Archiviato il 27 dicembre 2010 in Internet Archive. La Santa Sede è il soggetto e persona di diritto internazionale che esercita la sovranità sulla Città del Vaticano.

Ordinamento ed istituzioni

Natura giuridica dello Stato

Magnifying glass icon mgx2.svg Organizzazione della Chiesa Cattolica e Santa Sede.

La sovranità sulla Città del Vaticano spetta alla Santa Sede, e la sovranità territoriale è esercitata su tutto il territorio della Città del Vaticano, mentre su numerosi edifici e aree dentro e vicino a Roma, la Santa Sede – ma non lo Stato della Città del Vaticano – gode del privilegio dell’extraterritorialità.[32] Piazza San Pietro, pur ricadendo sotto la sovranità vaticana, è affidata di norma ai poteri dell’Ispettorato di pubblica sicurezza “Vaticano” della Polizia italiana.[33]

«1. Il Sommo Pontefice, Sovrano dello Stato della Città del Vaticano, ha la pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.
   2. Durante il periodo di Sede vacante, gli stessi poteri appartengono al Collegio dei Cardinali, il quale tuttavia potrà emanare disposizioni legislative solo in caso di urgenza e con efficacia limitata alla durata della vacanza, salvo che esse siano confermate dal Sommo Pontefice successivamente eletto a norma della legge canonica.»

L’elezione del Papa avviene attraverso il conclave dei cardinali. Tuttavia, le principali azioni di governo sono svolte dal cardinale Segretario di Stato. Ciò che da sempre ha posto numerosi interrogativi tra giuristi e politici dal 1929 a oggi, è la natura giuridica dello Stato. Con i Patti Lateranensi, infatti, è nato uno Stato che svolge soltanto il compito necessario alla Santa Sede per l’esercizio della propria attività. La Santa Sede all’art. 24 del Trattato del Laterano, afferma che, anche se soggetto internazionale, rimarrà sempre estranea ai conflitti temporali delle nazioni e ai Congressi relativi, a meno che non venga chiamata in causa per questioni di pace e morali dalle stesse parti. La Santa Sede è il governo del Vaticano e come tale ne esercita i diritti diplomatici attivi e passivi. Lo Stato della Città del Vaticano e la Santa Sede sono entrambi soggetti sovrani di diritto pubblico internazionale, universalmente riconosciuto e sono indissolubilmente uniti nella persona del Papa, monarca assoluto per via elettiva, che è il capo dello Stato. Pertanto il Vaticano non ha una vita politica propria, che non sia perfettamente combaciante con l’attività della Santa Sede. Se ne deduce che il Vaticano deve rimanere soggetto alla pienezza assoluta del Pontefice. Il giurista Arturo Carlo Jemolo[34] ha sostenuto che il territorio Vaticano, in caso di colpo di Stato o per l’abbandono definitivo del Papa, tornerebbe ipso jure alla sovranità italiana. Né il pontefice può cedere parti del territorio dello Stato ad altri Paesi (art. 4), in quanto l’unica autorità a poter esercitare la sovranità sul territorio è la Santa Sede.

La Città del Vaticano presenta una forma di governo teocratica, ovvero è governata esclusivamente da un apparato ecclesiastico. Inoltre lo Stato è una forma di Stato patrimoniale: in pratica non esiste la proprietà privata all’interno della Città del Vaticano e tutti gli immobili sono di proprietà della Santa Sede. La cittadinanza vaticana spetta ai cardinali residenti in Vaticano e a Roma, ai residenti stabili in Vaticano per ragioni di carica, dignità o impiego (solo per la durata della carica) e a coloro cui sia concesso dal Pontefice, coniugi e figli di cittadini. Tuttavia la cittadinanza vaticana si perde quando gli interessati non possiedono più uno di questi presupposti (rimanendo con la sola cittadinanza d’origine, che viene conservata quando si acquisisce quella vaticana): se ne deduce che il popolo è temporaneo, in quanto coincidente con la popolazione.

Ordinamento statale

È una monarchia assoluta, sotto l’autorità del Papa[35]; attualmente il Pontefice è Jorge Mario Bergoglio, che regna con il nome di Francesco. Ha la pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Durante la sede vacante, le sue funzioni sono assunte dal Cardinale Camerlengo. Per l’amministrazione del territorio vaticano, il Papa si avvale di un Governatorato, al cui vertice è attualmente il cardinale Giuseppe Bertello, mentre per il governo della Chiesa cattolica il primo suo collaboratore è il cardinale Segretario di Stato, carica attualmente ricoperta dal cardinale Pietro Parolin.I confini del Vaticano previsti dai Patti Lateranensi: resta sostanzialmente esclusa l’area in cui oggi si trova l’Aula Paolo VI.

La forma di Stato è quella della monarchia assoluta elettiva sancita dall’art. 1, commi 1 e 2 della legge fondamentale.[36] Lo Stato della Città del Vaticano è retto dalle seguenti normative:

Le leggi vaticane più importanti sono raccolte nel «Codice di norme vaticane» e nei tre volumi contenenti le «Leggi e disposizioni dello Stato della Città del Vaticano».

Palazzo del Governatorato della Città del Vaticano.Sigillo dello Stato della Città del Vaticano.

Relazioni internazionali

Alla data del 13 gennaio 2014 la Santa Sede intratteneva rapporti diplomatici bilaterali con 180 Paesi del mondo.[45] La rete diplomatica della Santa Sede si è notevolmente allargata negli ultimi decenni. Nel 1978, quando salì al soglio pontificio Giovanni Paolo II, i Paesi con cui la Santa Sede intratteneva pieni rapporti diplomatici erano 84. Alla fine del pontificato wojtyliano erano passati a 174.

Con papa Benedetto XVI se ne sono aggiunti altri quattro: MontenegroEmirati Arabi UnitiBotswana e Sudan del Sud. Oggi quindi sono diventati 178, cui va aggiunto lo Stato di Palestina con cui ci sono relazioni diplomatiche di natura speciale. Un caso particolare è quello di Taiwan, dove la Santa Sede dal 1979 fa risiedere non più un nunzio, ma un semplice «incaricato d’affari ad interim». La Santa Sede ha poi relazioni con il Sovrano Militare Ordine di Malta.

Oggi la Santa Sede mantiene osservatori permanenti presso varie organizzazioni internazionali e regionali: le sedi ONU di New York e Ginevra, la FAO, l’OSCE, il WTO, l’UE, la Lega Araba e l’Unione Africana[46].




IN QUESTO VIDEO (LINK QUI SOTTO) SI FA NOTARE COME STRANAMENTE… ALCUNE COSTRUZIONI ECCLESIASTICHE SIANO IN CONTRASTO CON CIO’ CHE REALMETE DOVREBBERO RAPPRESENTARE. A VOI OGNI ULTERIORE GIUDIZIO.

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