ASPETTI ECONOMICI

Trattiamo in queste pagine, gli aspetti economici della pandemia, soprattutto in un’ottica di prospettiva futura.

INTRODUZIONE

Gli aspetti economici relativi alla pandemia, sono stati fin dall’inizio sempre trascurati, sotto il motto “prima viene il diritto alla salute” rassicurando con il “non lasceremo nessuno da solo!” (intendendo in realtà dire: vi manderemo un cane a farvi da compagnia!). Una volta stabilito il primato della salute, tutti gli altri diritti, compresi quelli fondamentali garantiti dalla costituzione, come il diritto a poter lavorare (l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro!), a muoversi liberamente, ad avere un’istruzione, a partecipare alle funzioni religiose ecc., sono stati soppressi con provvedimenti amministrativi (i DPCM), del tutto illegittimi, senza passare neppure dal vaglio del capo dello stato, quel buon Mattarella, che, garante della costituzione, non ha mai detto neppure mezza parola di critica sulle violazioni dei diritti costituzionali illegalmente perpretate dal governo (si veda la pagina dedicata agli aspetti legali). Tutto questo reso possibile grazie alla messa in scena di una rappresentazione del coronavirus come la più letale delle minacce alla vita dell’uomo, con una campagna d’informazione “studiata” nei minimi dettagli, utilizzando anche “immagini shock” come quella delle bare di Bergamo e dei camion dell’esercito per il trasporto delle bare stesse (dopo aver fatto chiudere le pompe funebri locali, è logico che le bare si sarebbero accumulate!), con un’informazione tutta unificata nel terrorizzare le persone e dare un pensiero unico, quello del governo senza possibilità di critica, come non si vedeva dai tempi delle dittature fasciste e staliniste, non solo nei giornali ma anche nei social, con youtube che chiudeva i canali informativi che tentavano di dare una rappresentazione diversa …. E’ stato un lavoro eccellente, davvero ben riuscito, se pensiamo a come sono riusciti a spaventare le persone, per arrivare a quelli che erano i veri obiettivi: la vaccinazione di massa (con obiettivi che i “complottisti” portano a considerare non solo in funzione dei “guadagni” illeciti da parte di chi ha collaborato a questo progetto, ma anche in funzione della riduzione della popolazione mondiale, per gli effetti a medio-lungo termine che potrebbero avere) e, dal punto di vista economico, l’eliminazione del ceto medio. Gli enormi debiti contratti dagli Stati dovranno essere infatti ripagati con aumento delle imposte e crescerà il divario tra poche persone sempre più ricche e tutti gli altri. L’eliminazione del ceto medio è il principale obiettivo per cui è stato creato e diffuso il virus. Infatti, una volta eliminato il ceto medio, le persone saranno più facilmente controllabili, saranno costrette ad accettare qualunque disposizione legislativa perché non avranno più le disponibilità economiche per far valere i propri diritti in sede legale. Questo passaggio è quindi quello fondamentale per poter arrivare al nuovo ordine mondiale, in cui le persone saranno viste come dei robot, delle macchine, al servizio di pochi ricchi. Ma questo piano fallirà, perché non è stato calcolato che l’uomo non è un robot, ma risponde alle esigenze della propria anima, che non può essere rappresentata da un algoritmo. Quando arriverà il momento già prestabilito dalle elites finanziarie, i titoli di stato dei paesi più indebitati, in primis, Italia e Spagna, verranno venduti improvvisamente in massa, creando ad arte una crisi finanziaria di questi Paesi. Al popolino verrà allora detto: “vi ricordate come qualche anno fa eravate terrorizzati per il coronavirus e come il vostro stato vi è venuto incontro con i ristori, sostegni e compagnia bella? (quando sarebbe bastato semplicemente non chiudere tutte le attività economiche ma mettere solo dei protocolli di sicurezza consentendo alle attività stesse di continuare!) Bene, ora è venuto il momento di pagare il conto, scusate se è piuttosto salato!” Si perché la cosa davvero schifosa, è che non era scritto da nessuna parte che per contrastare il coronavirus fosse indispensabile chiudere le attività economiche. Altri Paesi come la Svezia e la Georgia, non lo hanno fatto e i dati relativi a contagi e morti sono stati simili a quelli in Italia. La chiusura delle attività economiche, in particolare il settore commercio per favorire le multinazionali del commercio on line, era invece indispensabile non per motivi sanitari, bensì per i motivi economici già indicati: l’eliminazione del ceto medio, la nuova dittatura tecnologica, il nuovo ordine mondiale.

18 lug 2021

Dopo la caduta del prodotto interno lordo per la pandemia Covid-19, l’economia italiana sembra apparentemente in ripresa. I dati Eurostat e del FMI approfondiscono però la situazione, spiegando una realtà diversa: la variazione trimestrale del prodotto interno lordo italiano indica un rimbalzo assimilabile a quello degli altri paesi UE ma l’Italia rimane per crescita fanalino di coda dell’Unione europea. Tale tendenza critica del sistema si delinea anche sul lungo periodo attraverso i dati delle serie storiche. Analizzando il periodo 1995-2020 l’Italia è l’economia che è cresciuta di meno nell’Eurozona con una variazione del PIL reale negli ultimi 25 anni di meno del 5%.




18-07-2021

Costo del denaro basso e garanzia degli stati membri dell’ Unione Europea. Questi gli ingredienti alla base del meccanismo del Recovery Fund marcato Bruxelles. L’alto rendimento dei titoli emessi dall’Unione Europea rende l’operazione ghiotta per la speculazione finanziaria grazie ad un differenziale positivo con il Bund tedesco. Ma quali sono le reali conseguenze per l’Italia? L’economista Valerio Malvezzi ha spiegato come siano necessarie ben 528 condizioni, presupposti economici e legislativi necessari affinché il nostro paese possa usufruire delle risorse economiche del Recovery Fund. Risorse dunque garantite dall’Italia ma fortemente vincolate dall’esterno. Le condizioni del Recovery Plan rischiano in tal modo di ingessare oltremodo il sistema Paese con nuovi lacci burocratici. Emerge la contraddizione degli obiettivi di riduzione della burocrazia a fronte di nuovi obblighi esogeni imposti. Allo stesso tempo la concezione negativa del ruolo dello Stato in economia e la demonizzazione del debito pubblico potrebbero condurre ad un progressivo taglio delle pubblica amministrazione in favore di società di consulenza private.




21-06-2021

L’economista Malvezzi illustra i dati del danno economico subito dall’economia del settore turismo nell’anno 2020, evidenziando che questo settore è composto principalmente da family business, ovverosia è fatto principalmente da famiglie (non multinazionali) che danno lavoro ad altre famiglie. Si proSpetta il commissariamento dell’Italia da parte dell’Europa entro 24 mesi





26-12-2020

GIUSEPPE CONTE, IL REPORTAGE DEL WASHINGTON POST LO INCHIODA: “MISERIA E FAME A ROMA,PERSONE IN FILA PER IL CIBO”

L’Italia e Roma finiscono in prima pagina de Washington Post nell’edizione della vigilia di Natale per fotografare la miseria in cui – secondo il quotidiano americano – l’Italia si trova causa lockdown. Dando le colpe a Giuseppe Conte scrive il Tempo che riprende il pezzo del quotidiano Usa  che  non ha risarcito chi doveva essere risarcito. Via dei Banchi Vecchi era sempre stata una strada vivace, soprattutto la sera, quando la gente si riversava fuori dall’enoteca, fumando e flirtando, tenendo in equilibrio i bicchieri sulle auto parcheggiate. Ma ora il trambusto principale veniva al mattino presto, fuori da una chiesa, dove le persone si mettevano in fila in numero che sembrava crescere di settimana in settimana. Stavano arrivando per il cibo donato, scrive il giornalista Usa tratteggiando così una delle vie più centrali della capitale.

Il Tempo, il quotidiano diretto da Franco Bechis, racconta come il Washington Post descrive la crisi del nostro paese. Le boutique, un tempo dipendenti dai flussi turistici, avevano solo cartelli con sui scritto vendesi..”. L’economia si è ridotta del 10%. Nell’articolo si racconta che ogni posto disponibile in una chiesa del centro viene riempito. Il numero di persone in cerca di aiuto è aumentato del 40% durante la pandemia, fino a 180 persone in un giorno. E’ anche il volto delle persone che stanno cambiando”, racconta Elaine Lombardi, 49 anni, una suora che distribuiva caffè e pasticcini. “Sono le persone che hanno perso il lavoro e ora tutta la loro vita ¨ dentro le valigie.”




20-11-2020 CON LA PANDEMIA QUALCUNO CI FA I SOLDI…

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